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20 Novembre 2021 - 14:03
Renata Capello leader del comitato Robassomero Vivace
ROBASSOMERO. Si torna a battere i pugni sulla piscina comunale. Nei giorni scorsi Renata Capello, coordinatore del comitato Robassomero Vivace, ha spedito una lettera all’Amministrazione per puntare il dito contro l’affidamento legale - da parte dell’Amministrazione comunale - per lo studio e la redazione degli atti di gara e della convenzione per l’affidamento della gestione della piscina.
Un incarico, affidato allo studio legale Montanaro & Associati, che graverà sulle casse del Comune per 6.566,04 e - commenta Capello «che ha dato il via ad una serie di considerazioni e di domande...».
«Posto che a distanza di quasi 6 mesi s’intravede, finalmente, anche per la piscina un inizio di effettiva operatività decisionale da parte dell’Amministrazione comunale, non riusciamo a comprendere quali siano le motivazioni tecniche che hanno fatto maturare la scelta di avvalersi di un supporto legale per la stesura del bando e della relativa convenzione per l’affidamento della gestione al fine di salvaguardare nel migliore dei modi il patrimonio comunale senza chiarire, peraltro, chi se ne dovrebbe giovare - punta il dito Capello -. La Giunta, che oltretutto, ha dato tale incarico in formazione ridotta, data l’assenza dell’Assessore Massa alla seduta, o il Responsabile?
Ritenendo pertanto non soddisfacente quanto nella delibera sopracitata, gradiremmo ricevere chiarimenti ufficiali in merito. Così come, non avendo trovato atti relativi ad affidamento lavori per interventi tecnico-manutentivi effettuati tra maggio ed ottobre di quest’anno, quantomeno sugli impianti che più di altri, è risaputo, non possono patire un fermo di quasi 2 anni quali il filtraggio dell’acqua e il trattamento aria, ci chiediamo e vi chiediamo se è stata una scelta consapevole od una casualità, se è possibile escludere eventuali danni sostanziali, ma non visibili, arrecati alla piscina comunale, al di là dell’evidente appannamento delle vetrate con conseguente interessamento delle parti murarie e lignee della struttura (danni che, riteniamo, potrebbero pregiudicare addirittura la possibilità di affidamento della gestione). Proprio in forza dei quesiti posti riteniamo che sarebbe stato preferibile coinvolgere fin da subito il Consiglio che il regolamento comunale indica come “il massimo organo deliberante del Comune” e che ha competenza esclusiva in materia di scelta delle forme di gestione dei servizi ed impianti comunali. A nostro parere, per conseguire una maggiore collegialità e trasparenza sarebbe stato più corretto convocare una seduta straordinaria dello stesso, naturalmente pubblica ed in presenza. Iniziativa questa, che sarebbe comunque da assumere anche solo adesso allo scopo di ottenere una reale e pubblica conoscenza dei risultati gestionali dei due anni di conduzione della River Borgaro che permetta ai consiglieri di valutare ed esprimere il loro parere su tale delicata tematica, di assoluto rilievo in ambito comunale, e di conseguenza, l’adozione di un atto di indirizzo che consenta ai tecnici comunali ed ai legali incaricati di predisporre gli atti occorrenti, oltre che nell’assoluto rispetto della vigente normativa, nell’ottica del conseguimento della migliore economicità ed efficienza della citata gestione, tutto ciò a vantaggio del Comune e di tutta la cittadinanza».
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