Ci hanno sperato fino all’ultimo, ma alla fine è andata come è andata. E cioè male. Per qualcuno, malissimo. C’è delusione, e non potrebbe essere altrimenti, tra i cinque candidati a sindaco arrivati alle spalle di Panichelli alle elezioni di lunedì scorso. Ma se è vero che i freddi numeri relativi al primo posto di Uniti per Volpiano raccontano di una vittoria senza appello, è altresì innegabile che quest’ultima tornata elettorale abbia offerto diversi spunti di riflessione - tutt’altro che irrilevanti - ad alcuni candidati.
Cambiamo Volpiano
Lo sa bene Antonietta Maggisano che, pur arrivando seconda e non di poco, con un distacco di circa trenta punti percentuali rispetto a Panichelli, potrà contare sul supporto del collega di lista Giuseppe Medaglia in consiglio comunale, a fronte di un numero di preferenze ottenute che permettono l’ingresso all’interno dell’emiciclo ad entrambi i membri di “Cambiamo Volpiano”. Un risultato tutt’altro che banale, dal momento che la civica di Maggisano è stata la novità assoluta di queste elezioni.
«Dentro di noi, il secondo posto forse un po’ ce lo aspettavamo, ma speravamo in percentuali di voto più alte, perché avremmo potuto fare ancora meglio – spiega Antonietta Maggisano -. Noi, pur non avendo alcun appoggio politico, abbiamo portato a casa un ottimo risultato, pur rimanendo delusi dalla poca affluenza alle urne. Avremo fin da subito un atteggiamento di collaborazione nei confronti della nuova maggioranza, e se ci sarà da opporsi non ci tireremo indietro, nel pieno interesse dei cittadini. Anche perché, risultati alla mano, l’opposizione vera e propria siamo noi».
Maggisano poi non risparmia una stoccata al nuovo primo cittadino. «Panichelli? Ha vinto, ma tutto questo trionfo non lo vedo, perché rispetto al 2016 hanno circa 300 voti in meno…».Il Centrodestra per Bigliotto
Ma anche il centrodestra porterà in consiglio comunale ben due consiglieri. Toccherà a Maria Grazia Bigliotto ed Ercole Cucca portare in aula le istanze dei cittadini che, fino all’ultimo, hanno creduto in una vittoria sul gruppo di Panichelli. Un tentativo tutt’altro che semplice, certamente. Un Everest, per certi versi, più che una tranquilla scampagnata, ma che magari con un’affluenza maggiore (solo un avente diritto su due, a Volpiano, è andato a votare) sarebbe stato possibile raggiungere.
«Mi ritengo parzialmente soddisfatta – dice Bigliotto -. Ho perso, chiaramente, è un dato che non posso far finta di non vedere. Quello che è desolante, però, è il dato dell’affluenza al voto. Le comunali dovrebbero essere quelle più sentite, è un dato che deve imporre a noi politici una riflessione. La politica evidentemente non ha più nessuna permeabilità all’interno del tessuto sociale, ecco perché dobbiamo farci due domande. Il centrodestra evidentemente non va a votare, è una ricaduta a livello nazionale. Io ho perso, ma su cinque seggi disponibili noi ne abbiamo due, questo significa poter fare opposizione costruttiva, perché non esiste per me fare polemica ‘a prescindere’. Altra cosa, le persone che sono state con me ora, andranno nella mia stessa direzione anche nei prossimi 5 anni, come una squadra vera. Testa alta e spalle larghe, c’è tanta gente che è con noi, tra cinque anni ci rivediamo». Gente di Volpiano
Chi è andato male, ma ha comunque ottenuto i numeri necessari per entrare in consiglio e dire la propria, è Monica Camoletto.
«Penso che purtroppo la politica perda pesantemente in generale – spiega -. me ne dispiaccio dal punto di vista delle amministrative, perché penso che in fondo basterebbe poco per cercare di capire realmente chi si ha di fronte. Vince l'astensionismo. Un fattore che in questo caso però vedo come disinteresse per la propria comunità, espressione di un individualismo sempre più spiccato».
Un aspetto evidenziato da Camoletto è poi il numero dei pretendenti al trono. Tanti, forse troppi, per un paese che è andato al voto col turno unico.
«I "vincitori" non possono esultare troppo quando ad appoggiarli ormai sono solo un quarto degli aventi diritto al voto – prosegue -. Questo risultato, nonostante la colonnina più alta, direi che è un netto dissenso al lavoro sin qui svolto! Le minoranze sommate ribadiscono questo concetto rappresentando la maggioranza di voti tra gli aventi diritto, ma naturalmente questo non basta a ribaltare un risultato già scritto. Perché? Anime diverse, alcune inconciliabili, che volenti o nolenti però rappresentano un forte dissenso. Noi avremmo potuto fare di più e meglio, mi rammarico fortemente per una manciata di voti (precisamente 25) non aver potuto ottenere quei due seggi che penso avremmo usato per dare voce ancora più forte a questa voglia di cambiamento che la cittadina ha, anche se in maniera non sufficiente espresso contro una governance che convince sempre meno».
Vivere Volpiano
Chi di certo non ha ottenuto i risultati sperati, è Loredana Fulginiti. L’ex grillina, dopo l’addio al Movimento, ha dato vita ad una lista civica in grado di reggersi sulle proprie gambe, ma che ha mancato – e di molto – il bersaglio.
«Con la nostra solita trasparenza e genuinità incassiamo la sconfitta delle urne - commenta-. Ma solo quella. Perché il nostro percorso come squadra, formata da persone sincere ed entusiaste è stato una vittoria su tutti i fronti. Purtroppo per una manciata di voti (una ventina, davvero pochi) non avremo un posto in Consiglio Comunale, dove avremmo avuto più peso per rappresentare Voi che ci avete sostenuto e avete creduto in noi. 400 voti per una lista appena nata e senza nessun partito alle spalle, lo consideriamo un punto di partenza, non di arrivo, e ci teniamo a ringraziarVi. La nota davvero dolente è stato l'astensionismo, solo un Volpianese su due si è recato a votare (l'affluenza è stata del 50,6%) e questo ci comunica rassegnazione, disaffezione alla cosa pubblica e disinteresse. Nel prossimo futuro lavoreremo affinché possiate credere nel nostro progetto e finalmente Vivere Volpiano».
Lega
Se c’è una lista che invece è uscita dalle urne con le ossa rotte, quella è certamente la Lega. Il colpo di teatro della campagna elettorale porta la loro firma, con il “no” irrevocabile ai colleghi di Fratelli d’Italia e Forza Italia a pochi mesi dal voto, ma la scelta si è rivelata tutt’altro che felice, alla luce dei risultati elettorali. Pier Franco Viola prova a spiegare che cosa è andato storto. «Ha vinto il non-voto, non mi aspettavo che votassero in così pochi – spiega il candidato del Carroccio -. Uniti per Volpiano ha vinto, questo è chiaro, ma con meno di un quarto dei voti reali. Questo va sottolineato. E poi il sindaco uscente non è stato il primo, di quel gruppo, in termini di preferenze…questo significa qualcosa, secondo me. E poi devo dire che io sono un uomo di poche parole ma che preferisce i fatti, invece in questa campagna elettorale ho visto molti “attori” e pochi politici…».
E il centrodestra, che futuro può avere? «È da rifare. Nemmeno con i tre partiti uniti (Lega, FdI e FI, ndr.) avremmo intaccato la loro vittoria. La mia lista, inoltre, non ha funzionato bene, devo ammettere. Troppe poche le preferenze. C’è da lavorare tanto. Nessuno sparava di vincere, ma non pensavamo nemmeno ad una situazione simile. Ribadisco, non comprendo perché tanti volpianesi non siano andati a votare…».
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