Comunque vada a finire, tra sette giorni, a Volpiano nulla sarà più come prima. Martedì prossimo la città si sveglierà con un nuovo sindaco, perché con il voto del 3 e 4 ottobre giungerà ufficialmente a conclusione l’era di Emanuele De Zuanne, dopo dieci anni trascorsi alla guida del parlamentino.
Sono ben sei i candidati a sindaco pronti a prendere la sua “eredità”. Spera di farlo il suo braccio destro, Giovanni Panichelli, che da tempo studia da primo cittadino, con l’obiettivo di “scollinare” la soglia dei due lustri, per portare alta la bandiera di Uniti per Volpiano per altri cinque anni. Tenteranno di impedirglielo le altre quattro candidate a sindaco – Maria Grazia Bigliotto, Monica Camoletto, Loredana Fulginiti e Antonietta Maggisano - determinate più che mai, ognuna con il sostegno delle proprie liste civiche, a dare a Volpiano una “sindaca”.
Dovranno fare i conti con Pierfranco Viola, il candidato a sindaco della Lega che tenterà di sfruttare l’onda lunga del consenso nazionale del Carroccio, per arrivare primo alle elezioni.
Una poltrona per sei candidati, dunque. Le caratteristiche della politica post De Zuanne sono da cercare sui loro volti.
Come quello di Maria Grazia Bigliotto, candidata per Fratelli d’Italia, Forza Italia e UDC. Insegnante, 42 anni, è lei il trait d’union del centrodestra a Volpiano. Volto noto dell’opposizione consiliare, Bigliotto conosce i tempi, le modalità e i contenuti all’ordine del giorno sull’agenda politica del paese.
“La città più bella del mondo? La Volpiano dei prossimi 5 anni, dopo l’inizio del mio mandato” aveva detto solo pochi giorni fa al giornale La Voce. Schietta e senza paura, Bigliotto è pronta a fare la voce grossa il prossimo 4 ottobre.
E se si parla di “voce grossa”, non si può non pensare immediatamente a Monica Camoletto, candidata per la civica “Gente di Volpiano”. Ristoratrice, 45 anni, la consigliera di minoranza uscente non le ha mandate a dire, a nessuno, mai. La sua esperienza nel parlamentino volpianese è quanto di più simile ad un martello che batte sulla superfice più dura. Ma Camoletto non è soltanto questo, perché il suo spirito non è soltanto di lotta, ma anche di governo. Ne è un esempio la lunga lista di soluzioni per rilanciare il commercio del paese.
Una tematica di rilevanza assoluta, e che nemmeno Loredana Fulginiti, candidata per “Vivere Volpiano”, ha tenuto fuori dal proprio programma elettorale. L’ex consigliera del Movimento 5 Stelle, 45 anni, insegnante, proprio con l’addio alla compagine grillina e alle contestuali dimissioni dal consiglio comunale, ha dimostrato che la coerenza, in politica, è ancora possibile. Dopo aver chiuso con i pentastellati, il suo percorso politico è proseguito a piccoli passi, ma all’insegna di grandi progetti. La sua lista civica infatti è tra le più attive sui social, il “luogo” dove i sogni per la Volpiano di domani sono stati resi pubblici attraverso la condivisione di numerosi e dettagliati post.
Una piattaforma, quella dei social network, che Antonietta Maggisano, candidata per “Cambiamo Volpiano”, non ha certo ignorato. È qui che è comparso, per la prima volta, il cuore pulsante, il simbolo della sua civica. Avvocato, 45 anni, è lei il volto nuovo della politica volpianese. Le competenze certo non le mancano, e i punti di riferimento, a livello politico, nemmeno. Il suo modello è quello della sindaca di Settimo Torinese, Elena Piastra. Il suo sogno, a questo punto, è di emularla anche nella conquista del primo posto alle elezioni.
Se c’è qualcuno che di certo non è nuovo all’esperienza della campagna elettorale, quello è Giovanni Panichelli. Candidato per “Uniti per Volpiano”, 48 anni, responsabile tecnico presso una residenza sanitaria, Panichelli spera di poter aggiornare al più presto il cv, aggiungendo alla voce “esperienza politica” la parola magica “sindaco”. Il suo obiettivo? Dare slancio alle associazioni del territorio, mantenere più vive che mai le manifestazioni culturali che fanno parte del DNA di Volpiano e di rendere accessibile al pedone (“ma non precluso alle auto”) il centro cittadino.
A dargli filo da torcere ci penserà pure Pierfranco Viola. Il candidato della Lega, 70 anni, pensionato, è l’incarnazione vivente di un concetto che in politica non muore mai: meno parole, più fatti. Non ama perdersi in chiacchere, lui è un uomo del “fare”. L’esperienza non gli manca, nemmeno all’interno della macchina amministrativa (è stato assessore comunale a cavallo degli anni ‘2000). La squadra nemmeno, visto e considerato che, a differenza dei suoi colleghi, potrà contare sul supporto del partito di appartenenza (e relativo simbolo politico).
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