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VOLPIANO. Prima di candidarvi a sindaco leggete libri sulla ‘ndrangheta

VOLPIANO. Prima di candidarvi a sindaco leggete libri sulla ‘ndrangheta

Operazione Platinum Dia

I tentacoli della piovra continuano a stringere Volpiano nella sua morsa. Il nome della cittadina compare nuovamente, per diverse volte, nella relazione della Dia (Direzione investigativa antimafia), relativa al secondo semestre del 2020, sulla “salute” delle mafie a Torino, in Piemonte, in Italia.

A Volpiano la ‘ndrangheta è viva e vegeta, nonostante le inchieste e gli arresti che negli ultimi anni hanno colpito numerosi esponenti del locale, guidato dalle frange malavitose delle famiglie Barbaro, Trimboli, Marando e Agresta. È il locale di Platì trapiantato al Nord.

E allora è un nuovo campanello d’allarme, l’ennesimo, quello arrivato dalla Dia a pochi giorni dalle elezioni comunali che eleggeranno il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale. Amministratori che non devono sottostimare il problema della malavita,  che è concreto e reale. E che nel silenzio cerca di insinuarsi nelle istituzioni, di trovare terreno fertile.

«La forza della mafia sta fuori dalla mafia» ha scritto Nando dalla Chiesa nel “Manifesto dell’Antimafia”, libro che qualsiasi candidato a cariche pubbliche dovrebbe leggere. 

Perché non ci sono solo i complici, più facilmente perseguibili dalla legge. Ma anche, secondo Dalla Chiesa,  «i codardi e i cretini». Chi si fa influenzare nel suo operato dalle mafie per paura e chi per idiozia.  «Il bisogno e la disponibilità di cretini: qui sta la chiave di tutto, prima ancora che nelle complicità intenzionali o nelle affinità morali».

Quindi che fare? Studiare, informarsi, sensibilizzare, non smettere mai di parlare di ‘ndrangheta, soprattutto in campagna elettorale. Perché «la prima condizione per vincere una guerra è combatterla» (sempre dalla Chiesa).

A Volpiano lo Stato si è dimostrato combattivo. Minotauro, Colpo di Coda, Cerbero e Platinum Dia. Ma non basta. La politica locale deve e può fare di più. Senza voltarsi. Senza correre il rischio di apparire neutrali, bensì con posizioni forti e caustiche.

Nel gennaio 2020 il Procuratore Generale della Repubblica di Torino, parlando della ‘ndrangheta al Nord,  si esprimeva così: «…si registra, in molti casi, una certa “neutralità” del territorio e di sue componenti sociali, che hanno nei confronti di questi personaggi un atteggiamento spesso ambiguo, altre volte di soggezione, altre volte, purtroppo, come le indagini hanno dimostrato, una accettazione ed una condivisione di fini e di strumenti criminali. Pure hanno messo in luce quelle indagini, contiguità e collusione con esponenti politici...».

La ‘ndrangheta e i candidati a sindaco

Del contrasto alla criminalità organizzata abbiamo parlato con i candidati a primo cittadino appena due settiamane fa. A tutti abbiamo posto una domanda, fondamentale per Volpiano e la provincia di Torino: “Quali azioni metterete in campo per il contrasto alla criminalità organizzata?”.  Di seguito le risposte dei candidati.

MariaGrazia Bigliotto: «Sappiamo bene che nel nostro assetto istituzionale i sindaci non hanno le forze dell’ordine a loro disposizione, ma viceversa, devono essere a disposizione. E noi lo saremo sempre. L’iniziativa che facciamo, che stiamo già facendo, è rappresentata dall’esempio che danno i miei candidati consiglieri e, se mi permettete anche io. Persone trasparenti, perbene, volenterose».

Monica Camoletto: «Se parliamo di contrasto alle mafie, io sono in prima linea, perché non si deve e non si può far finta di nulla. Non si può far finta che qui non ci sia stato un problema di criminalità organizzata. Ma questo non è un paese di mafia, voglio che sia chiaro. Proprio per questo ci sono tutti i presupposti per lavorare bene, per contrastare questo problema lavorando anche di concerto con le forze dell’ordine».

Loredana Fulginiti: «Il contrasto al dominio mafioso del territorio, seppur di competenza delle forze dell’ordine, può essere rafforzato valorizzando la memoria delle vittime. Lavoreremo per incrementare la consapevolezza nella collettività attraverso eventi, come la Giornata della lotta alle mafie e dibattiti pubblici creando un luogo in cui ci si possa incontrare per riflettere e condividere, visibile a tutti. Ci piacerebbe che questo luogo ricalcasse lo stile del Giardini dei Giusti ad Agrigento per lasciare un segno permanente delle parole di chi la criminalità organizzata l’ha combattuta».

Giovanni Panichelli: «Le principali azioni saranno: il rispetto delle regole; non farsi condizionare; collaborare con le forze dell’ordine; promuovere la campagna di sensibilizzazione iniziata con la rassegna No Mafia coinvolgendo scuola, famiglie e associazioni ed educando i nostri figli al rispetto delle regole; promuovere Volpiano valorizzandone la storia, le eccellenze del territorio e la sua cultura che di valori è ricca».

Antonietta Maggisano: «Gli amministratori comunali hanno il compito di continuare ed ampliare la campagna di sensibilizzazione contro le mafie, promuovendo la cultura della legalità, rispettosa dei principi costituzionali, primo fra tutti quello dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. L’istituzione di una Consulta della legalità (composta da più associazioni di categoria e dalle forze dell’ordine di concerto con altri comuni) aiuterebbe ad informare e a far comprendere come il crimine possa penetrare nel sistema economico imprenditoriale ed aiutare a prevenire la possibilità che ciò avvenga».

Pierfranco Viola: «In realtà questo compito spetta allo stato, noi amministratori locali possiamo fare ben poco, abbiamo programmato  per la sicurezza il potenziamento della video-sorveglianza e il controllo sul territorio utilizzando anche la polizia municipale».

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