Ancora pochi giorni di attesa e Volpiano conoscerà il suo nuovo sindaco. I prossimi 3 e 4 ottobre, attraverso una semplice crocetta, i cittadini parteciperanno ad uno dei più importanti momenti di manifestazione di democrazia rappresentativa in loro possesso, il voto. E lo faranno, ancora una volta, secondo le regole del gioco di un sistema elettorale che - per Volpiano - continua ad essere a turno unico. Una sola chance, nessun ballottaggio.
Ma perché in alcuni comuni si va a votare una sola volta, e in altri invece due? Il motivo che determina l’assenza del ballottaggio a Volpiano è presto detto, e ci sono diversi dati da tenere in considerazione.
È il Ministero degli Interni che, in base ai documenti in suo possesso, stabilisce il giorno e le modalità di voto in Italia. Il criterio su cui si basa questa modalità di voto, tanto per Volpiano quanto per qualunque altro comune italiano, è il numero della popolazione legale sul territorio, quella che risulta allo Stato, in base all’ultimo censimento effettuato dall’Istat. In questo caso, quello dell’ormai lontano 2011. E non serve certo una laurea in Pubblica Amministrazione per comprendere che, nell’arco di ben due lustri, può cambiare il mondo, specialmente in ottica demografica. Specie per Volpiano, che nel 2019 registrava - in base agli ultimi rilevamenti Istat - una popolazione (poco) al di sopra dei 15mila abitanti. Per intenderci, con un censimento approvato oggi, Volpiano tra pochi giorni probabilmente sarebbe andata a votare col doppio turno (conseguenze da Covid permettendo). Ma tant’è, dura lex sed lex, e gli amministratori locali si sono messi l’anima in pace a tempo debito.
A questo punto, la realtà risulterebbe piuttosto lineare, pur nella sua complessa concezione. E a complicare le cose, ci ha pensato un altro intervento di carattere nazionale.
Turno unico o ballottaggio?
La regola di base è molto semplice: nei comuni al di sopra dei 15mila abitanti il sistema prevede l’elezione con il “doppio turno”, quindi con il ballottaggio finale. Al di sotto di questa cifra, per i comuni con meno di 15mila abitanti, c’è invece il turno unico. Poche e semplici “regole” per un sistema elettorale che ruota attorno ai dati relativi alla popolazione di ciascun comune, resi noti da uno strumento imprescindibile che, come detto, è il censimento. Di norma, l’ultimo disponibile – in ordine di tempo- è quello a cui si fa riferimento. In sostanza, si vota in base al numero della popolazione registrata dall’ultimo censimento effettuato (in questo caso, quello del 2011). Fino a poco tempo fa, il criterio era di uno ogni dieci anni. La legge però, nel frattempo, è cambiata.
Dopo quello “classico” – un censimento dei cittadini a cadenza decennale – nel 2018 è stato adottato un metodo “a campione”, sulla base di dati rappresentativi in grado di dare un quadro realistico del cambiamento demografico del territorio nazionale. Quello che alcuni amministratori locali chiamano il “censimento virtuale”, secondo una turnazione sperimentale a campione, utile a rilevare l’aumento o la diminuzione della popolazione dei comuni presi in considerazione. Un censimento che avrebbe potuto portare Volpiano ad avere un doppio turno, ma che però ha avuto fin qui poca fortuna, interrotto dall’arrivo della pandemia da Covid-19 e che, evidentemente, non ha potuto modificare il valore legale della popolazione di molti comuni d’Italia.
Se fosse rimasta in vigore la vecchia legge, tra ottobre e novembre (2021) si sarebbe fatto il nuovo censimento della popolazione italiana, a dieci anni di distanza dall’ultima del 2011. Ma il punto è che, come detto, questa legge non esiste più, superata dall’ultima versione. Gli amministratori locali hanno già chiesto risposte al Governo, e sono in attesa di novità su questo fronte. Ad oggi, la certezza è solo una: a Volpiano si vota col turno unico, sulla base dell’ultimo censimento, quello del 2011, che registrò la popolazione volpianese con un numero di poco inferiore ai 15mila abitanti.
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