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VENARIA REALE. Pensionato e spacciatore: arrestato un 75enne

VENARIA REALE. Pensionato e spacciatore: arrestato un 75enne

VENARIA REALE. Paolo Cirelli, 75enne di Venaria, originario di Ferrara, è stato arrestato nei giorni scorsi al termine della operazione “Crypto”, inchiesta della procura di Reggio Calabria ed eseguita dal Gico di Catanzaro e dalla Guardia di Finanza di Catanzaro e che ha permesso di smantellare una vasta rete di spacciatori nella zona di Rivoli, Alpignano, Givoletto e anche Venaria. Ora si trova ai domiciliari. Cirelli faceva parte del gruppo vicino alle famiglie Certo, Cacciola e Pronestì. Il suo compito nell’organizzazione era quello di trasportare lo stupefacente che arrivava dalla Spagna per poi consegnarlo a coloro che, materialmente, lo distribuivano agli spacciatori per generare il successivo profitto.

La droga - cocaina e marijuana - veniva trasportata attraverso camion adibiti al trasporto della frutta. Dalla Spagna, la droga arrivava a Rosarno, vertice settentrionale della Piana di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria. 

Attraverso una serie di corrieri, eccola arrivare in Piemonte. Più precisamente tra Rivoli, Alpignano e Givoletto.

Dall’indagine è emerso come l’organizzazione avesse diversi emissari che da Rivoli e dalle zone limitrofe partivano alla volta di Rosarno, in auto o in aereo per non destare troppi sospetti, per pagare le forniture di droga. La droga, oltre che in Piemonte, era destinata anche ad altre regioni: Lombardia, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia ed Emilia Romagna. E anche all’estero, in particolar modo a Malta. 

Stante le ricostruzioni degli investigatori, Cirelli si incontrava alla periferia di Torino - qualche volta persino a Venaria - per poi salire a bordo delle auto con destinazione Rosarno. Cirelli risulta avere numerosi precedenti di polizia tra i quali rapina, furto, sequestro di persona, armi e numerose violazioni alla legge sugli stupefacenti. Fermato dalle forze dell’ordine, veniva trovato con a bordo delle buste termosaldate all’interno delle quali vi erano delle mazzette di denaro per un totale di 227mila euro. Oltre a due mazzette da 5mila euro, ovvero il compenso per il lavoro svolto.

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