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22 Luglio 2021 - 22:20
Gli amministratori delle Valli ed il governo regionale a Lanzo per la firma dell'accordo per la Strategia Nazionale Aree Interne
LANZO TORINESE. La firma tanto attesa è arrivata. Questa mattina il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il vice presidente e assessore alla Montagna Fabio Carosso e l’assessore al Bilancio e alle Attività produttive Andrea Tronzano hanno incontrato a Lanzo il sindaco Tina Assalto e numerosi amministratori delle Valli in occasione del via all’accordo di programma sulle aree interne.
L’accordo, da 10,8 milioni, vede Lanzo quale Comune capofila di un’area che include i Comuni delle Unioni Montane Alpi Graie e Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone. Gli interventi partiranno subito e dovranno concludersi entro l’aprile del 2024
L’Area Interna delle Valli di Lanzo si sviluppa su una superficie di 694,73 chilometri quadrati e comprende 19 Comuni afferenti alle due Unioni. Tutto il territorio nell’ultimo secolo è stato colpito da un persistente spopolamento: oggi nell’area interessata dal progetto vivono 23.928 persone, con un calo dell’8,84% dal 1971. Questo quadro demografico è correlato con l’impoverimento della struttura socioeconomica e della vitalità del territorio, con la conseguente diminuzione dei servizi e delle possibilità di lavoro.
L’accordo punta a superare tale situazione per aprire un nuovo scenario futuro. Alla base c’è la volontà avvicinare il territorio alle esigenze di cittadini, imprese, amministrazioni e turisti, riducendo la lontananza dai servizi essenziali e la marginalizzazione dell’area. Ma anche ridefinire l’identità delle Valli, recuperando i saperi e le risorse locali, passaggio essenziale per ravvivare un disperso senso di appartenenza. E ancora, garantire un avvicinamento anche nei confronti dell’esterno, costruendo un territorio attraente e accogliente.
Fra gli interventi previsti, l’attivazione di servizi sanitari di comunità, il potenziamento del sistema di gestione delle emergenze, il consolidamento dei legami tra scuola e territorio, il recupero delle filiere produttive locali, la valorizzazione delle risorse turistiche, culturali e ambientali, lo sviluppo di servizi digitali.
«È arrivato a compimento un percorso avviato anni fa, e questa è l’unica nota di allarme - ha detto Cirio -. Stiamo firmando a luglio 2021 un accordo relativo a risorse della passata programmazione europea. La nostra amministrazione vuole fare in modo diverso. Qui chiudiamo un percorso importante, pronti ad aprirne subito un altro: la prossima programmazione europea, che parte a dicembre. Le risorse sono tante, dobbiamo spenderle tutte, bene e dove serve. Abbiamo voluto essere qui a Lanzo per condividere tutti insieme il risultato di un lavoro al quale hanno collaborato in molti».
Per il settore della sanità la spesa sarà di circa 1,8 milioni di euro. È previsto il potenziamento della medicina territoriale per portare i servizi legati alla salute più vicini alle Valli. Il potenziamento della medicina territoriale è una priorità ormai ampiamente riconosciuta, sulla quale si stanno muovendo anche le Aziende Sanitarie e le Regioni, nell’ottica di una riduzione delle ospedalizzazioni di quei pazienti che possono essere curati negli ambulatori e a casa. Gli interventi non riguardano invece la medicina ospedaliera, competenza appunto di Asl e Regione.
La medicina territoriale sarà potenziata con l’individuazione di presidi ambulatoriali dislocati sul tutto il territorio e il potenziamento delle cure domiciliari grazie all’introduzione della figura dell’infermiere di comunità (saranno sette nelle Valli). A queste si aggiungeranno due ostetriche di comunità che da un lato sopperiranno alla carenza di pediatri di base e dall’altro garantiranno una maggiore tranquillità alle giovani coppie desiderose di prendere casa nelle Valli. Infermiere e ostetriche di comunità opereranno sia in ambito ambulatoriale sia domiciliare. I soldi della Strategia serviranno per avviare questi percorsi, che saranno poi resi sostenibili dai risparmi ottenuti ad esempio sugli elevati, elevatissimi, ricoveri impropri in ospedale.
Svolgerà un ruolo molto importante anche l’implementazione dei servizi di telemedicina, che darà la possibilità di ricevere cure e assistenza a distanza grazie agli strumenti informatici. Saranno coinvolti ambulatori, medici di base, infermieri e ostetriche di comunità e farmacie. Un altro capitolo sarà legato agli interventi per aumentare il numero dei medici di base. Attualmente sono 18, ma nelle Alte Valli non bastano. Sono stati studiati degli incentivi affinché chi vada ad operare negli ambulatori di alta valle abbia una certa premialità per colmare il gap creato dallo scarso numero minore di pazienti.
Sono inoltre in allestimento nuovi siti per l’atterraggio dell’elisoccorso per una copertura totale delle Valli di Lanzo (alcuni Comuni hanno già provveduto di propria iniziativa).
Circa un milione di euro i fondi previsti dalla Strategia Nazionale Aree Interne per l’istruzione. La novità più rilevante riguarda senza dubbio l’istituto Albert di Lanzo con l’avvio, dal prossimo anno scolastico, dell’istituto tecnico tecnologico “Agrario” con l’articolazione “Produzioni e trasformazioni”, che approfondirà le problematiche collegate all’organizzazione delle produzioni animali e vegetali, alle trasformazioni e alla commercializzazione dei relativi prodotti, all’utilizzazione delle biotecnologie.
Proprio con l’arrivo dell’Agrario sarà realizzata una serra per la coltivazione idroponica fuori suolo da 500 metri quadrati nell’area verde vicina all’istituto. Per la coltivazione idroponica non viene utilizzata terra ma acqua nella quale vengono sciolte sostanze nutritive adatte per far crescere le piante. Saranno inoltre realizzati nuovi laboratori e ampliati quelli esistenti, con l’aggiunta di nuova strumentazione. Il corso di Agraria coprirà l’intero quinquennio. Attualmente gli studenti delle superiori che vogliono studiare all’Agrario devono spostarsi fino a Pianezza. Sono, nel territorio che va da Caselle alle alte valli, circa 170 ragazzi. Veri e propri viaggi della speranza per chi parte da Ala di Stura, da Usseglio, da Balme, ogni giorno, in direzione Pianezza. Si parte alle 6 del mattino e si torna la sera, alle 17. In pratica una giornata lavorativa.
Altro intervento previsto per il capitolo “istruzione” è la messa in rete di tutti gli istituti comprensivi dell’area interna. Ce ne sono quattro su tutte le Valli - Ceres, Lanzo, Corio, Balangero - con numerosi plessi. Accantonata l’ipotesi di realizzare un’unica grande scuola, i sindaci delle Valli hanno deciso di puntare sulla messa in rete capillare dei numerosi plessi che rappresentano una ricchezza per i paesi di montagna.
Altro progetto è quello delle aule multifunzionali, con allestimenti flessibili per rispondere alle diverse esigenze dell’educazione scolastica. Le scuole toccate sono dieci. Sperimentazioni che andranno al di là della didattica tradizionale per tentare nuove esperienze a livello di istruzione.
Per la mobilità e i trasporti nelle Valli di Lanzo arriveranno circa 900mila euro. È necessario riorganizzare un servizio che patisce alcune incongruenze e inefficienze, ad esempio la sovrapposizione di corse tra treni e pullman. Gli obiettivi sono la creazione di collegamenti flessibili con le aree meno servite e la razionalizzare del trasporto pubblico.
Fondamentale sarà il trasporto a chiamata, attivato non solo in concomitanza con manifestazioni di richiamo turistico, ma anche e soprattutto analizzando i bisogni dei lavoratori delle valli, degli adulti e degli anziani più che degli studenti che generalmente si affidano al semplice treno. Un’esperienza già anticipata con successo nelle Valli dall’iniziativa di “7si” lanciata dal Gal. Saranno acquistate quattro navette da nove posti ciascuna. La razionalizzazione non vuol dire tagliare corse, ma ridurre quelle che non servono per concentrarsi sull’attivazione di un servizio di trasporti più flessibile che vada incontro alle esigenze della popolazione. La Torino-Ceres rimane l’asse fondamentale, a maggior ragione in virtù del prossimo collegamento con il passante ferroviario di corso Grosseto e l’arrivo della stazione porta a Ciriè- Aumenterà, insieme all’implementazione dei collegamenti con Torino, anche il numero dei treni che giungeranno a Lanzo Torinese. Per questo motivo si interverrà sul Movicentro con alcune opere per il miglioramento degli accessi e una maggiore fruibilità dal punto di vista pedonale.
Sono inoltre state pensate delle pensiline su ogni comune, cosicché in ogni paese ci possano essere dei punti di riferimento per attendere il bus in tutta sicurezza.
Altro obiettivo è di evitare il solito stop alle corse del treno nel periodo estivo.
Ma la vera rivoluzione arriverà nei prossimi mesi, quando la ferrovia Torino-Ceres sarà collegata al passante, con un conseguente miglioramento per tutta la linea. E, nei prossimi anni, con la realizzazione del sottopasso a Ciriè.
Circa 5 milioni di euro, compreso almeno un milione di cofinanziamento da parte delle Unioni Montane, andrà sul capitolo “Sviluppo locale”. Numerosi gli interventi previsti. Saranno ad esempio messi in rete tutti i siti museali e di interesse artistico e paesaggistico. Entrando all’interno di uno qualunque dei musei delle Valli, che sono molti, si potrà visionare tramite strumenti multimediali quali sono le altre realtà museali del territorio, con possibilità di prenotazione. Un modo per creare un interesse e un circolo virtuoso che abbia una ricaduta su tutta la vallata. L’idea è di creare una sorta di “museo dei musei”. Mentre per quanto riguarda i siti di interesse paesaggistico, sul posto vi saranno altri strumenti multimediali che permettono di ricevere informazioni su ciò che si sta visitando.
Sarà inoltre ampliata la rete sentieristica, con la sistemazione dei percorsi e la connessione con la bassa valle. È già rilevante il numero di anelli sentieristici, interamente mappati a livello regionale, sistemati e percorribili, alcuni ancbe in bici. Ma si tratta ora di andare a creare una connessione più profonda tra i sentieri di alta e bassa valle e con i centri abitati poco distanti.
Altra azione sarà la creazione di bivacchi non gestiti. Ne sono già stati realizzati alcuni, sul territorio, e funzionano piuttosto bene. Il turista può, in autonomia, accedere al bivacco e utilizzare il servizio che gli viene offerto.
Ci sarà poi l’implementazione del cicloturismo con la creazione di un percorso di alta quota, raggiungibile tramite la seggiovia Karfen di Ala di Stura che sarà dotata degli agganci per le bici. Un percorso che mette in comunicazione parecchi comuni, da Ala a Ceres, fino a Mezzenile e Viù.
Altro aspetto sarà la valorizzazione delle testate di valle, siti di una grande bellezza paesaggistica che però hanno bisogno di una maggiore regolamentazione degli accessi ma anche di garantire una serie di servizi ai visitatori. Da un lato i servizi, dall’altro gli arredi urbani: panchine intelligenti, connessione internet, illuminazione e non solo.
Per il Piano di Sviluppo Rurale la Regione ha destinato alle Valli di Lanzo la cifra di 2,5 milioni di euro. Il territorio è stato chiamata a creare un gruppo di cooperazione con le Unioni Montane, il Gal, Coldiretti, Cia , Confcooperative, Associazione dei Produttori della Toma di Lanzo, l’Associazione Istruttori Forestali, l’associazione fondiaria La Chiara. Il gruppo di cooperazione si occupa dell’ “animazione del territorio” e lavora alla stesura di bandi per gli operatori economici. Bandi che si concentreranno sostanzialmente su tre ambiti: agricolo, forestazione e aree rurali.
Per quanto riguarda l’agricolo, punteranno alla valorizzazione della filiera lattiero casearia, premieranno per esempio chi intenderà riqualificare i locali di caseificazione, oppure chi garantirà un migliore accesso agli alpeggi. Gli interventi sono tantissimi e riguardano tutta la filiera. Ci si concentrerà anche sulle piccole produzioni legate al mondo agricolo, dal miele alle patate fino alle castagne. Micro-produzioni che rischiano un po’ di disperdersi se non organizzate. L’obiettivo è quindi di mettere in rete tutti questi piccoli produttori per creare un coordinamento, anche e soprattutto nella presentazione dei prodotti e nella vendita.
Il secondo capitolo di interventi riguarda invece la “forestazione”, con un lavoro importante imbastito da parte del Gal. Le Valli di Lanzo mirano ad una gestione intelligente dei boschi, alla salvaguardia del patrimonio forestale con le sue virtuose ricadute economiche (legate anche agli impianti a biomasse).
Il terzo filone, quello delle aree rurali, si intreccia con il discorso turistico. L’obiettivo è far sì che le aziende agricole, soprattutto quelle di alta quota, sviluppino una micro-ospitalità per i turisti. Un modo per creare una rete di aziende agricole capaci di offrire ospitalità, di sostenersi reciprocamente, creando delle vetrine dei prodotti delle Valli di Lanzo. Aziende agricole serie che vendono il prodotto, ospitano il turista, offrono servizi e hanno profondamente a cuore la cura dei luoghi.
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