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VOLPIANO. Dopo “via delle f...e strette”, ci riprova con “via dalle palle”

VOLPIANO. Dopo “via delle f...e strette”,  ci riprova con “via dalle palle”
Christian Furlini c’è cascato di nuovo. “Via dalle palle”, è il raffinatissimo cartello con il quale il consigliere di maggioranza ha partecipato, a modo suo, al dibattito consiliare sul valore della parità di genere. C’era forse occasione migliore di questa per condividere con assessori e consiglieri uno sfondo del genere? Certo che sì, verrebbe da dire. Ma a cercare un significato nel gesto di Furlini finiremmo, ancora una volta, clamorosamente fuori strada. Dopotutto, il nemico n.1 del politicamente corretto non è nuovo a certi scivoloni. In origine ci fu il famoso “mi piace la patata”, quando venne tirato per la giacchetta dalle minoranze per rispondere di alcuni suoi “like” sui social, il diretto interessato rispose direttamente in consiglio “su Facebook mi piace anche “la patata”, mi piace “tantagnocca”, mi piace “la massoneria”, ma non per questo vengo additato come massone, è un modo per seguire i post”. Per non parlare dell’ultima gaffe, in ordine cronologico, con il post del marzo 2019. “via delle f…. strette”, pubblicato come un simpatico suggerimento per la toponomastica volpianese che, evidentemente, è una grande passione di Furlini. Fino ad arrivare a giovedì scorso, con l’ultima spassosa goliardia che per poco non ha fatto saltare i nervi a più di un partecipante. Pochi minuti di rara poesia, tanto è durata l’esposizione dello sfondo del consigliere di maggioranza. A fare da guastafeste, ci ha pensato il severo presidente del consiglio Giuseppe Richiardi, che dopo aver chiuso un occhio di fronte ai precedenti e coloratissimi sfondi del collega, ha poi chiesto con un certo imbarazzo di togliere l’ultima scritta “via dalle palle”. «Ringrazio il presidente per aver ripreso il consigliere Furlini, perché altrimenti sarebbe passato di sottecchi…- è sbottata Monica Camoletto -. Il consiglio comunale in presenza ha un rigore istituzionale diverso, che qui, online, purtroppo a volte viene a mancare. Qui non stiamo giocando, siamo in un consiglio comunale!».
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