Daniela Majrano, sindaco di Viù, vice presidente dell'Unione Montana Alpi Graie
No, no e ancora no. Assolutamente no. Daniela Majrano, sindaco di Viù e vice presidente dell'Unione Montana Alpi Graie, risponde "picche" all'invito del primo cittadino di Pessinetto Gianluca Togliatti, presidente dell'Unione Montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone ad incontrarsi, con tutti i sindaci delle Valli, per discutere sul ritorno ad un'unica Unione Montana.
L'idea di un incontro di questo tipo è nata in seguito alla comunicazione da parte del sindaco di Mezzenile, Sergio Pocchiola Viter, di voler lasciare l'Unione presieduta da Togliatti, così come fatto nel corso degli ultimi tre anni e mezzo anche dai Comuni di Ceres prima e di Traves poi.
Togliatti, che intanto ha chiesto a Pocchiola Viter di tornare sui suoi passi (nei prossimi giorni i mezzenilesi prenderanno una decisione definitiva), ha annunciato dalle colonne della Voce la sua proposta.
«Dobbiamo parlarci, non possiamo andare avanti in questo modo, ogni anno c’è qualcuno che esce e qualcuno che entra – ha detto -. Rilancerò la proposta di tornare ad un’unica Unione Montana. Non possiamo continuare a dividerci, a sfilacciarci, frammentarci. Serve una politica di territorio coesa, altrimenti non andiamo da nessuna parte. Oggi come oggi rischiamo di seguire simpatie e antipatie personali mettendo da parte il bene del territorio».
Majrano risponde "picche" alla proposta di Togliatti
Pare che il sindaco di Pessinetto possa anche fare a meno di convocare i colleghi, vista la reazione a caldo di Majrano. «Non torneremo ad un'unica Unione Montana, assolutamente no - risponde -. E non è una decisione per partito preso. Nel momento in cui si è formata l'Unione Alpi Graie abbiamo ponderato bene quel che stavamo facendo, con la volontà di dare vita ad una Unione di carattere esclusivamente montano».
La posizione di Majrano è chiarissima. «Non si va avanti e indietro così, abbiamo dato vita all'Unione Montana Alpi Graie perché convinti della possibilità di caratterizzare il nostro territorio sotto il profilo della montanità, insomma dando un brand ad un insieme di Comuni che tra l'altro hanno anche fragilità economiche e di servizi e non possono assolutamente essere assimilati a Comuni quali quelli della bassa valle, che hanno tutt'altre problematiche e tutt'altre caratteristiche».
Ad esempio i Comuni della Val Ceronda. «Alcuni hanno piccoli insediamenti industriali, in alcuni casi sono Comuni dormitorio - rimarca il sindaco viucese -. I nostri sono Comuni di un territorio montano a tutti gli effetti, paesi che hanno bisogno di combattere le loro fragilità scegliendo una progettualità che sia sensata con le sue caratteristiche geografiche che ahimè non sono confrontabili, con tutto il rispetto, con Comuni quali Fiano, Givoletto, Val della Torre».
Majrano contrasta anche l'idea di Togliatti che vede come necessario avere un'Unione più grande e coesa. «Non basta dire "Grande è bello", ci sono vocazioni territoriali, geografiche ed economiche totalmente diverse - prosegue -. Questa è la ragione per cui è nata la nostra Unione, non perché qualcuno è simpatico o antipatico o per ragioni di natura personale. Ora pensare di proporre il ritorno ad un'unica Unione, in un momento del genere in cui gli enti si sono strutturati, si sono dati una loro veste e una loro identità, per quanto mi riguarda non ha nessun senso».
Porte aperte e Mezzenile
Il dibattito sulle Unioni Montane, come detto, è tornato in auge per la decisione di Mezzenile di lasciare l'Unione Montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone. Chiaramente, dopo l'uscita, il Comune entrerà a far parte dell'ente "concorrente", l'Unione Montana Alpi Graie.
«Se le porte a Mezzenile sono aperte? Noi siamo nati piccoli, non abbiamo mai fatto campagna acquisti nei confronti di nessuno ma abbiamo sempre detto che chiunque avesse chiesto di entrare sarebbe stato il benvenuto - risponde Majrano -. Mezzenile è assolutamente il benvenuto, soprattutto trattandosi di un Comune confinante. La scelta fatta con l'ingresso di Rubiana, ad esempio, ha portato vantaggi importanti, visto che condividiamo il Colle del Lys che ha bisogno di una gestione unitaria».
La stessa cosa varrebbe anche per Mezzenile. «Con cui condividiamo il Colle della Dieta e, più in generale, tutto un territorio che può avvantaggiarsi di una gestione e di scelte unitarie - conclude il primo cittadino viucese -. Dopodiché l'amministrazione di Mezzenile farà le sue valutazioni interne, per noi tutti i Comuni sono benvenuti, ma non c'è nessun tipo di accaparramento da parte nostra. Nel giro di tre anni siamo cresciuti e abbiamo dovuto darci una struttura diversa anche sotto il profilo del personale, sono situazioni che devi affrontare e richiedono impegno e lavoro, di conseguenza non è che uno va a fare campagna acquisti con la canna da pesca in mano».
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