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VENARIA REALE. Stazzema che strazio

VENARIA REALE. Stazzema che strazio

Il sindaco Fabio Giulivi

La cosa più imbarazzante della vicenda senza fine circa la mozione di Stazzema è che la maggioranza non ha avuto neanche il coraggio (politico) di manifestare le proprie idee, forse per mal celare qualcosa a proposito del proprio orientamento politico, almeno su questo tema.

A questo punto, altro non si può dire.

Infatti, non c’era nessun motivo oggettivo e logico per evitare di presentare l’emendamento (che cancellava l’iscrizione all’Anagrafe antifascista virtuale per aderire alla Carta di Stazzema) nelle forme previste dal regolamento comunale, cioè in forma scritta almeno 48 ore prima della seduta.

Se non che si sarebbe dovuto mettere “nero su bianco”, con tanto di documento protocollato, un testo dove si chiedeva di rimuovere la parola “antifascista”.   

Scrivere, e lasciare agli atti, di rimuovere la parola antifascista, evidentemente, avrebbe creato non poco imbarazzo al sindaco e alla sua maggioranza.

Per contro, accettare la mozione originale (antifascismo incluso) avrebbe creato altrettanti problemi all’interno della maggioranza.

E forse anche nelle alte sfere di quei partiti che tanto si sono spesi per Venaria.

Quasi un tradimento per quei leader che giocano sulle celebrazioni del 25 aprile e sulla condanna del ventennio fascista, annacquato nella condanna verso tutti i totalitarismi, che fa fine e non impegna. 

Molto meglio un emendamento volante, con parole che volano e non lasciano né traccia né documenti.

In questo modo, si potrà continuare ad essere “equidistanti”. Fare i “compagnoni” nei confronti dell’ANPI, senza prendere esplicitamente le distanze dal resto, ad esempio da Casa Pound, e da vecchi e nuovi nostalgici. 

Una bella fetta di elettorato da non perdere...

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