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'NDRANGHETA. Tra gli amici di Vazzana anche un vigile urbano di Volpiano...

'NDRANGHETA. Tra gli amici di Vazzana anche un vigile urbano di Volpiano...

Dia conferenza

Compare anche il nome di un servitore dello Stato, il vigile urbano di Volpiano Paolo Busso, nelle carte dell’inchiesta Platinum Dia. «In più di un’occasione - scrivono i pm - ha attuato comportamenti palesemente contrari ai doveri propri di un appartenente ad un corpo di Polizia Municipale”.

Busso al momento non risulta indagato. Ma «i profili di rilevanza penale potranno eventualmente essere vagliati solo successivamente, attraverso la consultazione della documentazione amministrativa custodita presso gli uffici interessati (Comuni di Volpiano e Settimo)».

Il nome del vigile è citato più volte negli atti per il suo rapporto di amicizia - e di favori - con Giuseppe Vazzana, 55 anni, residente a Chivasso, uno dei due fratelli arrestati con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Un amico, “Paolino”, che si faceva in quattro per dare una mano a Vazzana, come emerge dalle telefonate intercettate dagli investigatori.

Ad esempio quella del 13 novembre del 2017. Il vigile chiama Vazzana per parlargli di un “problema” non meglio precisato riguardante un suo parente, lasciando intendere di avere già provveduto a bloccare il procedimento sul nascere. «Appena ho visto il nome ho detto aspetta un attimo, fammelo fermare» dice Busso, incassando i ringraziamenti di Vazzana.

Un altro favore arriva a maggio 2018, quando il 55enne ha un problema con una multa notificata per sbaglio - per un disguido con la registrazione della voltura - al precedente proprietario della sua auto. Una contravvenzione che il chivassese voleva pagare, ma non prima di interessare della questione un suo “amico vigile di Volpiano” per capire se fosse possibile evitare la decurtazione dei punti sulla patente. «Devo darla ad un mio amico vigile che è qua di Volpiano - dice Vazzana al commerciante di auto che gli chiede conto della contravvenzione - per capire che cazzo è successo e perché mi ha fatta sta multa… hai capito quale è il problema?».

Vazzana la multa doveva pagarla a Settimo. «Gliela do a questo mio amico vigile… se la vede lui… vedo se riesce a farmi qualcosa per i punti…”.

Qualche giorno dopo il chivassese chiama Busso e gli chiede notizie sul pagamento della contravvenzione, dicendogli di verificare «a tempo zero» se l’auto fosse intestata a lui o meno. Busso si rende disponibile ad effettuare l’accertamento, precisando però che non può farlo subito: «Eehhh… tempo zero… a tempo zero, è un casino». Il vigile, per risolvere il problema del chivassese, avrebbe dovuto recarsi di persona a Settimo, sede del comando che aveva elevato la multa.

Busso va ma trova l’ufficio verbali chiuso. Rassicura però Vazzana sulla decurtazione dei punti, dicendogli che non appena fosse rientrato in ufficio avrebbe inviato una mail a chi di dovere. «Si si, per i punti… come fossero consegnati, gli mando la mail e loro la vedono, e boh, siamo a posto, poi… ti porto la ricevuta della consegna dei punti».

Qualche ora dopo Busso richiama Vazzana. «Ho fatto». E il chivassese lo invita a passare a prendere un caffè all’Hotel Vazzana al termine del servizio.

Secondo i pm «molto probabilmente Busso si è recato a Settimo durante l’orario di servizio. Non si sa, però, se la trasferta a Settimo sia stata effettuata al solo fine di gestire il problema di Vazzana, come sembra in maniera piuttosto evidente, oppure anche per motivi di servizio. E sembra anche che lo stesso Busso, per una questione assolutamente privata riguardante un suo amico, possa avere utilizzato la mail istituzionale per contattare il comando di polizia municipale di Settimo”.

La residenza dell'ex comandante

Il 6 giugno 2018 un’altra telefonata. Vazzana chiama Busso e accampa una scusa per chiedergli con urgenza l’indirizzo di residenza di un uomo noto ad entrambi come “Ex comandante”. Un personaggio che aveva un debito economico nei confronti di Vazzana. «Devi darmi un attimo di tempo che… che mi informo» gli risponde il vigile. Busso s'informa e poi gli comunica l'indirizzo. Come se non bastasse, gli dà anche le indicazioni "in diretta" per arrivare fin sotto casa dell'uomo che stava cercando.

«Non è chiaro se Busso, per rendere il favore, si sia limitato a chiedere informazioni ai colleghi dell’ufficio o abbia consultato l’anagrafe traendone il dato richiesto, ovvero commettendo un reato - scrive il gip Edmondo Pio -.  Dalla lettura delle trascrizioni delle conversazioni intercettate, si percepisce comunque chiaramente la disinvoltura e la confidenza con la quale Vazzana si rapporta a Busso, nonché l’atteggiamento di totale accondiscendenza di quest’ultimo nel prestare all’amico i favori richiesti».

La multa a Mario Vazzana detto Franco

Il 18 giugno 2018 Giuseppe Vazzana chiede al fratello Mario, detto Franco, se avesse avuto qualche problema con i vigili di Volpiano. Il fratello gli conferma di essere stato fermato da due civich che gli avevano fatto una multa da circa 50 euro, senza però togliergli punti sulla patente.

«Che si fosse trattato di un trattamento “di favore” - scrive il gip - emerge, oltre che dal contenuto della conversazione, anche dall'esortazione di Franco al fratello di regalare una bottiglia al vigile: “Regalagli una bottiglia e digli che gliela regalo io”».

«C’era quello alto, quello che conosci tu - racconta Franco Vazzana al telefono a suo fratello - e io gli ho detto, che l’altro era tutto incazzato… e mi sono allontanato e ho detto “Vedi un po’, che questo mi vuole fare la festa”, poi si sono avvicinati e si sono parlati tra di loro e boh, mi ha detto “A punti come sei messo?”. Gli ho detto “male”, mi disse “Vabbuò, senti, cinquanta e rotti euro senza punti, senza niente”, mi ha detto “ti metto che la paghi in cinque giorni, la metto già pagata, poi se la paghi l’altro mese…”. Gli ho detto “ascolta, se ti do i soldi e la paghi tu direttamente là”, mi ha detto “Va bene, gli porto la ricevuta a Pino, tanto con Pino faccio così”».

Poi Vazzana chiama il vigile. «Ma perché non te lo sei portato dentro… - ironizza -. Dovevi portartelo dentro, buttare la chiave». Busso gli dice che si sarebbe occupato lui di pagare la multa. «Pagatela te, l’hai fatta tu, la paghi te, è giusto così» gli risponde Vazzana.  «La pago io, la pago io, a posto, eh dimmi».

Il chivassese continua a fare ironia: «Ma non gli potevi strappare la patente a quel rinconglionito…».

E il vigile: «Ma perché scusa? Anzi l’abbiamo trattato pure bene».

«Gli fai la multa e lo tratti bene? Ma che cazzo di modo di vivere è?» gli chiede Vazzana.

«Ehi, guarda… guarda che ci sono multe e multe, eh».

Per quanto riguarda la contravvenzione - scrive il pm - «ci si riserva, ad indagine svelata, di acquisire gli atti per verificare se effettivamente Busso abbia deliberatamente abusato dei propri poteri, in violazione di legge, al fine di procurare un vantaggio a Vazzana Mario Francesco». 

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