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LOMBARDORE-SAN BENIGNO. Presentato il progetto per un parco fotovoltaico da 25 ettari, protestano gli “Amici della Terra”

LOMBARDORE-SAN BENIGNO. Presentato il progetto per un parco fotovoltaico da 25 ettari, protestano gli “Amici della Terra”

LOMBARDORE-SAN BENIGNO. «Ancora una volta assistiamo ad un tentativo di consumo di suolo mascherato da intervento “verde”». La denuncia arrivata da Ezio Lorenzetti, vice presidente degli Amici della Terra - Club della Riserva della Vauda.

«Ancora una volta un progetto dal fortissimo impatto ambientale e non solo viene presentato in sordina perché ovviamente il tutto deve svolgersi all’insaputa dei più, affinché si possa realizzare quanto proposto senza che voci contrarie possono essere ascoltate» scrive. 

Di che si tratta? Del progetto presentato in città metropolitana per la realizzazione di un mastodontico parco di fotovoltaico sui comuni di Lombardore e San Benigno. «Devasterebbe oltre 25 ettari di terreno agricolo, la maggioranze dei quali graverebbe sul comune di Lombardore - prosegue Lorenzetti -. Approfondiremo l’argomento, per ora ci limitiamo a dire che l’aspetto peggiore è il consumo di suolo pregiato che non tornerà mai più ad essere come lo vediamo oggi. La vicinanza con la Riserva della Vauda che potrebbe essere messa in pericolo per i profondi e negativi cambiamenti che l’installazione avrà per la flora e la fauna. L’impatto negativo sulle strutture della storica cascina Fertula. La pericolosità per il possibile abbagliamento sia per il traffico aereo che per quello automobilistico. Ancora una volta ribadiamo il nostro “sì” al fotovoltaico quando questo è installato sui tetti, su terreni irrimediabilmente compromessi come le discariche e le cave, ma siamo assolutamente contrari alla compromissione di terreni pregiati e ancor più se presentano valenze per la storia del territorio».

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