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Lauriano
11 Novembre 2023 - 11:40
Roberto Elia
Le colline dell’Oltre Po chivassese sono piene di storia, basti pensare al sito archeologico di Industria nel comune di Monteu da Po. Abbiamo incontrato Roberto Elia, un laurianese, profondo conoscitore della storia del suo paese, per farci raccontare la storia di Lauriano e dei suoi gioielli, come il Romitorio.

La Chiesa del Romitorio di Lauriano
“La storia di Lauriano è legata indubbiamente alla presenza della città romana di Industria e delle popolazioni celtico-liguri che vivevano su questo territorio. C’è infatti una teoria, portata avanti dal professor Sergio Sapetti, già avanzata agli inizi del 1800 dall’archeologo il Conte Bernardino della Morra, lo stesso che portò alla luce, con uno scavo archeologico, i resti della colonia romana di Industria, che vorrebbe far coincidere il villaggio di Bodincomago con Lauriano. Di questo villaggio celtico-ligure, di ubicazione incerta, non abbiamo nessun ritrovamento, ma è presente la testimonianza nel trattato naturalistico scritto da Plinio il Vecchio, risalente alla seconda metà del primo secolo d.C. dal titolo Naturalis Historia, dove menziona il villaggio Bodincomago, sito nelle vicinanze della città di Industria. Sempre dal Sapetti apprendiamo che i Taurini, queste popolazioni celtico-liguri, erano in buoni rapporti con i romani, spiegando in questo modo l’esistenza anche in età imperiale del villaggio di Bodincomago.
Il villaggio e il territorio circostante, a seguito dell’epidemia antonina o peste di Galeno, dal medico Galeno che la descrisse, avvenuta nel secondo secolo d.C., si spopolò. I pochi abitanti che rimasero, si concentrarono attorno alla fattoria di un certo Laberio, e da qui deriva il nome Laberianum, con il quale si prese l’abitudine di chiamare quel luogo.”
Ascoltando la spiegazione di questa interessante teoria, ci rendiamo conto di quanto l’uomo abbia bisogno di conoscere la storia, una ricerca portata avanti dalla passione e dalla sete di conoscenza.
Le incursioni barbariche, ci spiega Roberto, dal quarto-quinto secolo, misero a soqquadro il territorio, con il conseguente e definitivo abbandono di Bodincomago e presumibilmente anche di Industria. Va però sottolineato che la zona dei templi conservò il suo valore sacrale, visto che nelle vicinanze di questi, furono estratte delle tombe longobarde, risalenti al VI e VII secolo d.C.
“Ovviamente, le popolazioni del luogo,” prosegue nella spiegazione Roberto Elia, “essendo il territorio collinoso, sfruttarono i numerosi bricchi presenti, per edificare i villaggi in posizioni più facilmente difendibili. E per questa ragione, sopra uno di questi bricchi, fu edificato un Ricetto nel XII secolo. La struttura fortificata non aveva una funzione abitativa ma quella di difendere i vari beni della comunità, raccolti, derrate alimentari. In questi, diciamo, magazzini, venivano conservati i beni, suddivisi in tre parti, quella appartenente alla chiesa, quella dei signori locali e quella della comunità.
L'edificio cadde in rovina già nel XVI secolo, e i materiali da costruzione vennero in parte riutilizzati per consolidare i sentieri campestri limitrofi. Oggi i ruderi di questa struttura sono nascosti nella boscaglia, caratterizzata da un arco a sesto acuto, probabile torrione di avvistamento.”
Mentre Roberto ci snocciola queste notizie, ci assale la voglia di andare a visitare il luogo quanto prima. Ma il nostro interlocutore si accorge di questa nostra curiosità, e subito ci avvisa.
“Aspetti che arriviamo al Romitorio, situato a poche decine di metri dal Ricetto di Lauriano. La Chiesa di Santa Maria dell’Assunzione “Supra Montem” con annesso, appunto, il Romitorio. La Chiesa viene citata in un documento del 1750 che la indica come parrocchiale sin dal 1113. Accanto alla chiesetta, intorno al 1100, vi era il Cimitero, chiuso a metà del 1500, quando la Chiesa non fu più Parrocchiale. La struttura romanica, rimaneggiata nel corso dei secoli, conserva la parte originale nell’abside.”

L'abside della Chiesa
Roberto, rispondendo a una nostra curiosità, ci spiega come mai su quel bricco sia rimasta solo la chiesa.
“Si arrivò a non aver più bisogno di una struttura fortificata per conservare i beni, e di conseguenza, si iniziò a smantellare l’edificio. I mattoni della struttura del Ricetto furono utilizzati per altre costruzioni, mentre la Chiesa, in qualità di luogo di culto, venne lasciata intatta. La modifica maggiore, che venne apportata alla chiesa, fu la costruzione dell’abitazione del custode, credo verso la fine del 1500. Essendo la chiesa situata sopra un bricco, il custode fu da subito un eremita, dal quale deriva l’attuale nome della Chiesa, cioè ‘Romitorio’. Gli eremiti abitarono la chiesa per tutto il 1700. I Conti Morra di Lauriano, divenuti poi padroni del territorio, agli inizi del 1800 adibirono la chiesa a cappella cimiteriale della famiglia.”
Arriviamo alla domanda che chiude sempre i nostri incontri, chiedendo al signor Roberto Elia quale sia il suo sogno, e lui ci risponde così:
“Faccio un invito ai turisti. Una bella giornata di sole, prima che la vegetazione, con il suo rigoglio primaverile, prenda possesso di ogni spazio disponibile sulle pendici di questa collinetta, è il momento ideale per avventurarsi sull’erto sentiero che porta fino al Romitorio”.
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