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Rondissone

I lavori alla Chiesa vanno a rilento, rinviata la festa per il Don

Avrebbe dovuto riaprire l'8 dicembre, ma non sarà così...

Rondissone

Lavori in corso (foto d'archivio)

Non posso fare altro che affidarmi ai restauratori”. Don Gino Casardi allarga le braccia sconsolato e nella sua voce si sente la delusione. Ci teneva tanto a riconsegnare la chiesa parrocchiale dei santi Vincenzo ed Anastasio alla comunità parrocchiale per la fine dell’anno, giusto in tempo per la sua festa di 25 anni di presenza alla guida spirituale del paese. Era il 5 dicembre del 1998 quando, accompagnato da monsignor Arrigo Miglio, don Gino faceva il suo ingresso nella parrocchia rondissonese. Succedeva a don Tarcisio Cua, ritiratosi in pensione, e proveniva da Borgo Revel. La festa per il suo 25° anniversario di presenza a Rondissone era già fissata per l’8 dicembre, festa dell’Immacolata, con la santa messa solenne presieduta dal Vescovo di Ivrea, monsignor Edoardo Aldo Cerrato.

Don Gino Casardi, parroco di Rondissone

E invece sembra che tutto dovrà essere rimandato. Lo ha annunciato lo stesso don Gino durante la santa messa di domenica 15 ottobre, in occasione della “Sagra del Canestrel” e alla presenza del sindaco Antonio Magnone e dell’Amministrazione comunale. L’allestimento dei ponteggi per restaurare la parte dell’abside hanno richiesto un tempo maggiore del previsto e anche i restauri procedono a piccoli passi. Rircodiamo che il restauro si è reso necessario perchè negli ultimi anni don Gino ha dovuto celebrare la santa messa, ed i fedeli ad ascoltarla, sotto una rete di protezione dopo il crollo di alcune parti dei fregi dalla volta.

La Chiesa parrocchiale di Rondissone

E’ questo l’ultimo impegno di don Gino, il restauro della chiesa parrocchiale, l’opera più impegnativa di preservazione del patrimonio artistico e religioso del paese, una missione per la quale il Parroco non ha mai esitato a bussare a tutte le porte, chiedendo l’aiuto dei fedeli, ma anche degli enti presenti sul territorio. Con perseveranza don Gino ha fatto importanti lavori nella cappella della Beata Vergine delle Grazie, seguito il restauro conservativo ad opera della società autostrade della cappella di San Rocco e portato avanti il meraviglioso restauro della chiesa di San Francesco e Santa Caterina, dove oggi vengono celebrate le funzioni, poiché la Parrocchiale è chiusa per lavori. Domenica 15, al termine della messa, don Gino si è intrattenuto a parlare con il sindaco Magnone e il vicesindaco Davide Cambursano commentando lo stato dei lavori. Magari la festa per i 25 anni verrà rimandata, ma il risultato finale del restauro sarà sicuramente apprezzabile e saprà ridare alla chiesa parrocchiale, fra i pochissimi esempi di barocco piemontese presenti in Canavese, lo splendore che merita.

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