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01 Settembre 2023 - 17:45
"Le ragioni dell'altro", il nuovo docufilm del regista chivassese Victor Vegan
La Victor Vegan Productions ha finalmente ultimato il lungometraggio (un’ora e 45 minuti) intitolato "Le ragioni dell'altro”. Ambientato negli ultimi anni del Quattrocento, il film narra, grazie alle riflessioni interiori di Raffaele, protagonista della storia, di un ‘personaggio’ molto noto e amato dai chivassesi: il Beato Angelo Carletti, e di uno forse un po’ meno noto: la Beata Bartolomea Carletti, nata a Chivasso, in diocesi di Ivrea, tra il 1425 e il 1435 nonché nipote di Angelo. Il 10 settembre, in occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono di Chivasso, presso il cinema oratorio di Chivasso, alle ore 17.30 (fino ad esaurimento posti), si potrà assistere gratuitamente alla premiére di lancio del docufilm "Le ragioni dell'altro" per la regia di Victor Vegan. La realizzazione del film è stata possibile – apprendiamo dallo stesso Vegan - grazie a Lorenzo Guida, direttore dell'Istituto Marconi di Chivasso. I costi del noleggio sala saranno invece finanziati dalla Pro Loco Chivasso L'Agricola.

Il leitmotiv della narrazione è la storia di Raffaele Valenti, un professore di storia dell'arte che decide di trasferirsi a Chivasso con la sua famiglia. La trama si sviluppa attraverso un intreccio di relazioni, scoperte personali e cambiamenti di prospettiva che portano il protagonista a esplorare e riflettere sulla storia della chiesa cattolica, con una particolare attenzione alla figura del Beato Angelo Carletti e della Beata Bartolomea. Grazie a questa scoperta, Raffaele avvia un percorso introspettivo durante il quale si confronta con le sue convinzioni, aprendo la porta a nuove sfumature di fede e spiritualità.
A spiegarci qual è stata la motivazione che ha spinto Victor a realizzare il film è lo stesso autore e regista dell’ambiziosa opera cinematografica: “Mentre stavo lavorando a questo film, ho avuto la sensazione che cifosse un filo invisibile che guidava il processo creativo – ha esordito Victor Vegan - Le scelte che ho fatto, dagli attori alle location, sembravano cadere insieme in modo naturale, quasi come se il film si stesse sviluppando autonomamente. Questo mi ha portato a considerare il film come qualcosa di più grande di me stesso, come se ci fosse un'influenza superiore che ha contribuito alla sua creazione. È stata un'esperienza molto affascinante – ha continuato a raccontare il regista chivassese - e ho cercato di ascoltare questa ‘guida’ nel plasmare la storia dall'inizio della realizzazione sino alla fine del montaggio ed alla scelta delle musiche di Adrian Von Ziegler e Rocco Spanò”.
In merito alla Beata Bartolomea Carletti, molto amata per la sua dedizione ai malati e ai poveri, ricordiamo che nel 1486 ottenne di poter realizzare un monastero per le sorelle di Santa Chiara, che guidò fino alla sua morte. Il monastero in questione oggi prende il nome di Palazzo Santa Chiara, il Comune di Chivasso. Su Bartolomea l’autore ha commentato: “E’ stata una presenza molto significativa nell’esperienza di creazione di questo film. Mi è apparsa due volte in sogno, come se volesse che la sua storia fosse raccontata attraverso il mio lavoro – ha spiegato Vegan - Ho cercato di avvicinarmi a questa figura con rispetto e sensibilità, rendendo la sua presenza nella trama un'opportunità per Raffaele di esplorare ulteriormente le sue convinzioni e comprendere meglio le complessità della fede. Bartolomea rappresenta una voce che sfida gli stereotipi e le divisioni, e ho voluto che il suo ruolo nel film riflettesse questa sfumatura di apertura mentale”.

Bartolomea Carletti morì nel 1508. Fu sepolta a spese della comunità di Chivasso nella sacrestia della chiesa di San Bernardino, e fu subito onorata con il titolo di Beata sia dai concittadini sia dall’ordine francescano. In seguito, il suo corpo incorrotto fu posto nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, sotto l’altare maggiore. Dal 1801 riposa nel duomo cittadino. Nel 2016, per volere del vescovo mons. Edoardo Aldo Cerrato, è tornata visibile l'urna contenente le spoglie della Beata Bartolomea, da tempo celata dietro un confessionale.
Il film affronta temi universali, come la tolleranza e la capacità di abbracciare le diversità all'interno dello stesso cristianesimo, che emergono attraverso la storia di Raffaele Valenti. Il regista rivela infatti che il personaggio di Raffaele “è il cuore pulsante del film quando si tratta di temi come la tolleranza e l'accettazione delle diversità non legata solo alla religione. La sua lotta nel superare i propri pregiudizi e abbracciare l'amore e la fede di Edwige, impersonata da Chiara Piscitelli – ha continuato a raccontare Vegan - rappresenta un'opportunità per esplorare il processo di crescita personale e di apertura mentale”.

A dar lustro al film è anche la scelta del cast da parte di Victor Vegan, il quale ha coinvolto attori locali come Piero Cognasso, Marta Accomando, Mauro Pagliano, Chiara Barra, Lorenzo Guida, Adolfo Zagatti, Mario Pirrello, Assunta Musella, Franco Casa. “Ho creato "Le ragioni dell'altro" soprattutto per ispirare riflessioni e conversazioni significative – ha commentato infine l’autore-regista - Ho voluto fortemente che il film fosse prima proiettato qui a Chivasso: non poteva essere diversamente”, ha concluso Victor Vegan.
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