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Essere Alpini è una religione: il gruppo festeggia cento anni

Al ristorante Corona Grossa di Brusasco il 6 settembre del 1923 partiva un'esperienza che prosegue ancora oggi

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Alcuni componenti del gruppo Alpini di Brusasco con il presidente Massimiliano Irico

L’uomo è fatto di piccole e semplici cose ed è attraverso queste che diventa grande. Una di queste cose è senz’altro la memoria. Senza memoria, non rimane granché nel cuore degli uomini.

Questa è una storia fatta di passione, neanche a dirlo, di amore e rispetto. 

Aiutare i vivi per ricordare i morti, questo è il loro motto. 

E questa è la storia di come si onora la memoria aiutando il prossimo, ogni volta che ci si trova davanti a un’occasione per farlo. 

Abbiamo passato una bella serata nella sede del Gruppo Alpini di Brusasco, che fa parte della Sezione di Torino.

Come sempre, facciamo un piccolo passo indietro.

Il Gruppo venne fondato durante un pranzo presso il ristorante Corona Grossa di Brusasco il 6 settembre del 1923, cento anni fa. 

È un’età che non dimostra, vista la grinta e la voglia di darsi da fare del Gruppo. 

Alcuni alpini reduci dalle trincee della Grande Guerra, si ritrovarono per ricordare i compagni scomparsi. 

I nomi di questi pionieri, tutti brusaschesi, sono Bolla Luigi, Fassio Cesare, Ferrero Difendente, Ferrero Mattia, Ragazzi Carlo, Moietta Lorenzo. 

Capogruppo fu nominato Fassio Cesare e segretario Bolla Luigi.

Dopo la guerra, nel 1947 divenne capogruppo Moietta Leonildo che restò in carica fino al 1953, quando venne eletto capogruppo Luciano Vicario. Nel 1967 fu Tarasco Umberto a essere nominato capogruppo.

Per 28 anni rimase in carica il Tarasco, finché gli successe il marcorenghese Irico Massimiliano, attuale capogruppo.

Ho eguagliato Umberto Tarasco, e questo mi riempie di orgoglio.”

Massimiliano Irico pronuncia la frase con il sorriso e la consapevolezza che questo record sia quasi un peso da onorare.

Questo Gruppo di Alpini è presente sul territorio fin dalla sua costituzione, con diverse iniziative, che vanno da quelle puramente ludiche e gastronomiche, a quelle socialmente utili.

Stiamo entrando nel periodo Pasquale,” ci dice Irico, disponibile a metterci al corrente delle iniziative organizzate ogni anno, che prosegue, “trascorrere la Pasquetta nella nostra sede è appunto un evento che organizziamo noi, molto seguito in paese.”

Il capogruppo continua a elencare le altre iniziative fisse durante l’anno, come il Motoraduno di fine agosto, quest’anno giunto alla nona edizione.

Ogni 5 anni poi il Gruppo Alpini di Brusasco festeggia gli anniversari di fondazione, quest’anno dal primo giugno, 4 giorni per festeggiare il Centenario, con un programma pieno di eventi, un mix di musica, gastronomia, incontri e dibattiti, mostre di vario genere, presentazione libri e commemorazioni.

Negli anni si sono poi susseguite gite e pranzi aperte a tutti, non solo soci e iscritti.

Ma il lungo elenco non termina qui, cambia solo connotazione, e dalle feste, Massimiliano Irico passa alle opere di una certa importanza sociale sul territorio, come la ristrutturazione del Parco della Rimembranza a Marcorengo, con il rifacimento di tutte le targhette, l’intervento del 1996 fatto al Parco della Rimembranza di Brusasco, con la sostituzione delle croci in ferro con gli attuali cippi.

In occasione del novantesimo anno dalla fondazione del Gruppo Alpini di Brusasco, il Gruppo partecipò alla realizzazione del Parco Giochi dietro le scuole a Brusasco. 

Il rifacimento della base del monumento ai caduti in piazza San Pietro, è un altro intervento eseguito grazie agli alpini, così come il ponte sul “Po Cit”, opera eseguita verso la metà degli anni 80, consistente in un ponte in legno al posto del precedente guado, nei pressi della barra nel Parco del Po.

E arriviamo alle tante donazioni in denaro che il Gruppo Alpini è riuscito a portare a termine, destinatari l’Istituto Comprensivo e la Scuola Media Enrico Fermi di Brusasco, la Chiesa Parrocchiale di San Pietro Apostolo di Brusasco per il restauro dell’Abside e della facciata della chiesa, la Scuola dell’Infanzia del Cottolengo, sempre a Brusasco, con la donazione anche di armadietti, la RSA San Luigi a Brusasco per la prima ristrutturazione, la Parrocchia di San Pietro a Marcorengo per il riscaldamento e il rifacimento del portale della chiesa. 

E mentre Massimiliano Irico ci racconta, notiamo la sua smorfia, il sorriso di chi si vergogna a raccontare ciò che ha fatto, di chi quasi compie un sacrilegio nel vantarsi.

Ma noi siamo qui proprio per dar voce a chi non ne ha: la predisposizione, come questo gruppo di uomini, che merita tutto il nostro ringraziamento.

Li osserviamo attentamente, guardiamo la luce che i loro occhi emanano, e forse comprendiamo che la scelta di aiutare gli altri, è il loro voto religioso, la loro fede, da portare avanti senza ripensamenti. 

Essere Alpino è una religione.

L’ultimo sabato di novembre il Gruppo Alpini organizza il Banco Alimentare e a dicembre in occasione di Telethon, c’è la raccolta fondi da destinare a questa iniziativa importante.

Le iniziative che vedono questi alpini in prima linea sembrano non terminare più, e noi ne restiamo felicemente colpiti, convincendoci che abbiamo fatto bene a dar spazio a queste persone. 

Il Gruppo Alpini di Brusasco, durante la pandemia, ha dato una grossa mano ai cittadini, consegnando la spesa a casa agli anziani soli e a chi non poteva uscire da casa, causa la positività al covid, in accordo con i supermercati della zona, come l’Eurospin di Brusasco, Borello e il Crai di Cavagnolo.

Ha acquistato, insieme alla Pro Loco di Marcorengo, e poi distribuito, mascherine chirurgiche.

Ha fatto da supporto nel Palazzetto dello Sport di Cavagnolo quando c’è stata la necessità di effettuare i tamponi ai cittadini. 

Siamo onorati di trovarci di fronte a questi alpini. 

Questo Gruppo Alpini si è tirato su le maniche facendo donazioni in denaro anche in occasioni di calamità naturali come i terremoti a L’Aquila, in Emilia e ad Amatrice. 

E una domanda ci balza in mente e così com’è nata, la giriamo al capogruppo Irico.

Ma i soldi per le donazioni, come li trovate?

Si organizza una cena o un pranzo e si raccolgono soldi”.

Ma certo. E ci sentiamo un poco ingenui, ma va bene così, davanti a loro, anche l’ingenuità non è  mica una caratteristica negativa. Fa parte di quell’ambiente semplice, verace, genuino che è il Gruppo Alpini di Brusasco. 

A livello nazionale c’è il Libro Verde sul quale vengono riportate tutte le iniziative benefiche dei vari Gruppi Alpini, con le cifre raccolte e il motivo o la causa delle donazioni.

Insomma, gli alpini aiutano, ma, non lo dicono. Sono sul campo ma senza suonare le trombe.

Siamo così presi dalle cose che facciamo che ci dimentichiamo di divulgare ciò che facciamo. Forse questa è una pecca, un carenza”.

Che cosa servirebbe oggi a questo Gruppo Alpini?

La leva non c’è più da 20 anni e manca il continuo rifornimento di alpini. Il Gruppo è composto dai soci alpini, cioè quelli che sono stati alpini sotto naja, e dagli aggregati, ma per statuto non si può superare il 50% con gli aggregati. Oggi siamo in 45, tra le due tipologie. Fa parte del Gruppo Alpini di Brusasco anche una donna, il Maggiore dell’Esercito Elisa Ferrero. Con la normativa del terzo settore ci sono dei problemi: alle votazioni possono partecipare solo i soci, più si andrà avanti e meno soci rimarranno a far parte dei vari Gruppi Alpini. Aspettiamo una variazione, da parte dell’Associazione Nazionale Alpini di Milano, alla Normativa dello Statuto.”

Elisa Ferrero e Carlo Giacometto alle celebrazioni per i 95 anni del gruppo Alpini di Brusasco

Ai raduni degli alpini qualcuno del Gruppo di Brusasco ha sempre partecipato. Negli ultimi anni si è formato un bel gruppetto di una dozzina di soci.

Dal 1995 non abbiamo perso un’adunata. Con un camion, dormendo nel rimorchio o sul cassone del camion, con il camper, con la tenda da campo completa di bagni, docce e cucina”.

Massimiliano Irico ride, invita Pierino Remonato a raccontare un aneddoto, e tutti i presenti, conoscendo la storia, ridono. 

Al raduno di Bassano del Grappa dovevamo ritornare tutti insieme, come sempre. Tutta la mattina a ripetere partiamo, partiamo. Io ero con Cristian Irico nel suo camion, gli altri, chi con camper e chi in auto. Io e Cristian siamo passati da un mio cugino che aveva un ristorante vicino Bassano, e non siamo più partiti con gli altri del Gruppo, ma da soli, alle 14 del giorno dopo”.

Scoppiamo tutti, noi e gli alpini, in una fragorosa risata, bella, genuina, che ci unisce e ci rimette tutti in sintonia con il mondo.

Che bel gruppo di amici. 

Ci piacerebbe davvero molto che i paesani ci venissero a trovare, a conoscere. Il tesseramento è uno step successivo, non obbligatorio, solo per chi ne avrà voglia”.

Il giovedì sera alle 21 gli alpini del Gruppo di Brusasco, si ritrovano in sede.

Dove è possibile incontrare Gino Fiore, Pierino Remonato, Massimiliano Irico, Gianni Arietti, Claudio Bolla, coi quali abbiamo chiacchierato in simpatia e dai quali abbiamo imparato una cosa fondamentale: aiutare gli altri.

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