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Chivasso
10 Febbraio 2023 - 18:59
Paolo Brizzi nel suo studio
Paolo Brizzi è un osteopata e massoterapista che svolge la sua attività a 360 gradi, ma con un occhio di riguardo verso i più piccini. Questo perché la prevenzione in ambito osteopatico può evitare l’insorgenza di diversi disturbi nel corso della crescita ed è importante far conoscere questo aspetto.
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Paolo Brizzi nel suo studio
Paolo è nato il 20 marzo del 1979 e racconta di essere stato un bimbo piuttosto vivace, in particolare all’asilo e alle elementari. Ha giocato a calcio e a pallavolo, e questo ultimo sport lo ha praticato per quasi tutta la vita, giocando in serie B e C, smettendo poi dieci anni fa, nel momento in cui è diventato papà per la prima volta.

Da piccino in braccio alla mamma

Mentre gioca a pallavolo
“Non sapevo cosa avrei fatto da grande, diciamo che da bimbo le idee erano quelle classiche di noi maschietti: l’astronauta piuttosto che il pilota di caccia. Crescendo e giocando a pallavolo ho iniziato poi a pensare di voler fare qualcosa legato all’ambito sportivo” racconta.
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Da bambino con le torte del suo compleanno
Finite le medie si è iscritto all’Itis di Chivasso e una volta diplomato, anziché cominciare subito a lavorare, come la maggior parte dei suoi compagni, ha deciso di iscriversi al SUISM, il vecchio Isef.
“Ho studiato per quattro anni e mi sono laureato, inizialmente volevo diventare preparatore atletico ma poi ho cambiato idea. Durante un infortunio ho conosciuto l’osteopatia e me ne sono innamorato, trovavo davvero affascinante questa pratica manuale e così mi sono iscritto alla Scuola di Osteopatia di Torino, la SIOTEMA, e dopo sei anni sono diventato osteopata - spiega -. Mentre studiavo lavoravo in un centro dove seguivo la parte legata alla prevenzione in palestra e ho poi iniziato a dedicarmi alla parte manuale presso uno studio. Nel 2015 ho aperto a Chivasso il mio di studio, che oggi ha la sua sede in via Torino 41. Si chiama ‘Studio KiBe’ e insieme a me ci sono il dottor Andrea Micelli, che si occupa di medicina estetica e di medicina dello sport, e la dottoressa Simona Caltagirone, nutrizionista. Con noi, quando necessario, collaborano anche un’ostetrica che si occupa della riabilitazione del pavimento pelvico e un ortopedico”.

Con i colleghi dello studio di Chivasso
L’osteopatia dal 2018 è stata riconosciuta come branca sanitaria e il suo reale focus sarebbe quello di lavorare sulla persona sana, facendo una tantum dei controlli per vedere se a livello muscolare, articolare, viscerale e cranico è tutto a posto, ed intercettare eventuali segnali di allarme per inibire l’insorgenza di probabili problemi futuri.
Usiamo però il condizionale perchè, come ci spiega Paolo, in genere le persone si rivolgono all’osteopata quando il problema già c’è e vanno in studio per farsi trattare, facendo venire meno tutta la parte preventiva.
“Sarebbe bello se ci fosse una maggiore conoscenza a tal riguardo, ne gioverebbe la persona nella sua totalità” spiega.
Come già detto, grande amore per l’osteopatia, ma l’aver scoperto l’ambito pediatrico di quest’ultima è stato un momento di svolta per Paolo Brizzi, tanto da decidere di focalizzarsi e specializzarsi in quest’ambito, diventando terapista FSC (“Facilitazione dello Sviluppo delle Cerebropotenzialità”, ndr) e avvicinandosi a questa metodologia che permette, attraverso vari test, di capire fin dai primi mesi di vita del neonato se ci sono dei segnali di allarme che in futuro potrebbero sfociare in disturbi motori o neurologici, e che se intercettati per tempo potrebbero evitare diverse problematiche.
Paolo è, inoltre, massoterapista e ha deciso di approcciarsi a quest’arte ausiliaria sanitaria per ampliare in suo bacino di conoscenze e per poter offrire ai suoi pazienti un servizio più completo.
Ma non solo lavoro nella sua vita: è sposato con Sara da tre anni e insieme hanno avuto due bimbe: Aurora di 10 anni e Vittoria di 6, a cui ha trasmesso la sua passione per la pallavolo. Gli piace giocare a padel, andare in mountain bike e uscire con gli amici per svagarsi.

Il giorno del matrimonio con la famiglia. E, sotto, con i genitori e il fratello.

“Devo dire che sono soddisfatto della mia vita, dal punto di vista famigliare lo sono completamente, mentre da quello lavorativo lo sono ma vorrei crescere ancora, arrivando ad avere uno studio più grande per poter lavorare in modo ancora maggiore sui bambini, in ambito preventivo.
Manca tanta informazione in questo campo e sarebbe utile introdurre dei corsi di supporto post nascita per i genitori, soprattutto quando ci sono delle difficoltà, anche quelle più banali… a volte quando insorgono i problemi non si sa bene a chi rivolgersi e se è necessaria una consulenza sull’aspetto posturale, piuttosto che muscolare o neurologico il pediatra invia dagli specialisti del settore, ai quali magari si riesce ad arrivare solo dopo lunghi tempi di attesa nel pubblico. Bisognerebbe poi cercare di trovare delle agevolazioni per chi ha difficoltà economiche, per permettere a tutti di affrontare gli eventuali problemi nel modo migliore e in tempi stretti - afferma -. La salute è importante e merita le dovute attenzioni; il mio obiettivo è di divulgare il più possibile le conoscenze in ambito preventivo, quello pediatrico in particolare, e spero davvero di riuscirci”.
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