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Il caso
29 Dicembre 2022 - 12:22
Le scie lasciate dagli aerei in un cielo al tramonto (archivio)
La prima lettera al sindaco Antonio Magnone, di inizio novembre, è rimasta senza risposta. E allora la consigliera comunale di “CambiAmo Rondissone”, Barbara Squillace, nota negli ultimi tempi per le sue battaglie contro le vaccinazioni anti-Covid 19, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta sulla scrivania dello stesso primo cittadino.

Barbara Squillace, consigliere comunale di "CambiAmo Rondissone"
“A questa dovrà rispondere entro 30 giorni, anche perché la reiterata inerzia alle interrogazioni costituisce violazione degli obblighi di legge, rilevante ai fini sanzionatori”, commenta Squillace.
L’oggetto della lettera prima e dell’interrogazione oggi è l’attività di “geoingegneria finalizzata alla manipolazione del clima dal punto di vista meteorologico”, spiega Squillace. “Quali iniziative intende porre in atto il sindaco, nel merito delle sue funzioni di primo cittadino e in quanto responsabile della salute pubblica del Comune, per dare risposte ai cittadini, fortemente preoccupati dal fenomeno e per fornire esaurienti informazioni al paese?”, domanda la consigliera comunale.
“Da molto tempo, oramai, si notano nel cielo della nostra città strane manifestazioni nebulose, biancastre, lattiginose irrorate attraverso aerosol da velivoli. Esse, si manifestano in modo così scomposto da formare reticolati, stelle, cerchi - scrive Squillace -. I cittadini di Rondissone hanno riscontrato negli ultimi tempi un incremento della presenza di formazioni nuvolose anomale rilasciate da aerei sia civili che militari (cosiddette scie chimiche o chemtrails). Le condizioni meteorologiche del periodo climatico estivo appena trascorso e quelle attuali, la bassa quota di volo degli aerei militari e civili che irrorano con le predette scie i nostri cieli, la dimensione, la forma e la durata delle scie, sembrano escludere che possa trattarsi di normali scie di condensazione; Detto questo, dato che tali presenze di aerosol non si configurano in aerovia, quindi al di sotto dell’altezza minima dei 24 mila piedi, non si possono considerare “scie di condensazione” ma certamente ben altro”.

Scie chimiche lasciate dal passaggio di un aereo
“Recentemente alcuni ricercatori climatici, attraverso verifiche e rilievi sulle formazioni nuvolose rilasciate da aerei militari, avrebbero trovato riscontri del fatto che si tratterebbe di nubi artificiali contenenti enormi quantità (tonnellate) di elementi chimici diffusi, polveri finissime a base di polimeri e di metalli irrorati con la funzione di confondere i radar e di consentire una manipolazione delle mappe meteorologiche; tecnica conosciuta con il nome di geoingegneria - prosegue -. Il Cnr (Centro nazionale delle ricerche) nel 2005 e alcuni ricercatori indipendenti, attraverso analisi su campioni di pioggia, coincidenti con il rilascio delle scie chimiche, e su piante bagnate dalla stessa pioggia, hanno rilevato la presenza di una concentrazione al di sopra della norma di sostanze chimiche come quarzo, ossido di titanio, alluminio, sali di bario, sicuramente pericolosi per la salute e, secondo alcune fonti, anche cancerogene. [...] Queste sostanze chimiche sarebbero composte prevalentemente da particelle metalliche, nanoparticelle, zolfo e black carbon, causando inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua e quindi con un forte impatto lesivo sulla salute”.
Secondo Squillace il Comune dovrebbe indagare su questo tipo di attività. Com’è successo, ad esempio, in Puglia.
“La Geoingegneria è già in uso nel territorio italiano da anni - prosegue la consigliera comunale di Rondissone -, per la manipolazione del clima meteorologico, come testimoniano i documenti inerenti la Regione Puglia, dove è coinvolta anche l’Aeronautica Militare”.
“Oltre alla Regione Puglia il cogente e grave argomento ha interessato altre Regioni - aggiunge -. E in particolare il Consiglio comunale dell’Aquila già il 25 febbraio scorso, aveva approvato un ordine del giorno a oggetto “scie chimiche e informazione”, con il quale “si impegnano il Consiglio, il sindaco e l’amministrazione a farsi promotori presso il governo affinché si chiarisca la situazione”, ritenendo “ormai inderogabile che su questo ‘misterioso e preoccupante’ tema il governo italiano informi tutti i cittadini”, data la “massiccia e continua immissione di sostanze che possono essere nocive”. Prima della cittadina abruzzese, purtroppo, anche altri avevano preso un’iniziativa simile. Come aveva fatto nell’aprile del 2016, il Consiglio comunale di Perugia che aveva dato il suo patrocinio al convegno Chemtrails, geoingegneria e manipolazione climatica”.

Il sindaco Antonio Magnone
Dunque, nell’interrogazione, Squillace chiede “se il sindaco abbia mai preso in considerazione simili fenomeni”; “se ritenga opportuno fornire spiegazioni sulle conseguenze che le scie chimiche rilasciate dagli aerei possano avere, nonché chiarire se vi è stato un aumento del traffico aereo che sorvola il territorio di Rondissone”; “se sia a conoscenza che siano stati mai effettuati esperimenti per variazioni microclimatiche con sostanze chimiche nel territorio di competenza”.
Ma soprattutto, tra le varie domande che pone a Maglione, c’è quella se intenda assumere, per quanto di competenza, iniziative volte a “chiarire l'influenza che le operazioni di scie chimiche dal 2003 ad oggi hanno avuto sulla salute dei cittadini di Rondissone” e a “pubblicare le ricerche epidemiologiche relative: 1) alle malattie infettive dell'apparato respiratorio; 2) allergie dovute a intossicazione da metalli; 3) Alzheimer e altre malattie degenerative riconducibili all'intossicazione di metalli”.
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