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Un ponte su un fiume di parole: quando andrà in cantiere il Sant'Anna?

E' passato un altro anno e ancora non c'è traccia del cantiere per il raddoppio. E in più i soldi stanziati per i lavori non sono sufficienti, a causa della guerra in Ucraina

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Una veduta dall'alto del ponte Sant'Anna tra i comuni di Verolengo e di Crescentino

Per qualcuno è una chimera. Per altri una speranza. Per altri ancora, un ponte su un fiume di parole e di promesse che da vent’anni almeno si susseguono sempre uguali.

Il raddoppio del Sant’Anna è un’opera strategica…”.

Quante volte l’hanno ripetuto i vari consigliere provinciali (in passato) e regionali a proposito del collegamento sulla Dora Baltea tra i comuni di Verolengo e Crescentino, sulla strada provinciale 31bis.

L’ultimo in ordine di tempo, il consigliere regionale della Lega e della vicina Torrazza Piemonte, Gianluca Gavazza.

Non possiamo più aspettare”. E via di questo passo.

La realtà è che si aspetta da anni che il ponte venga ampliato.

Nel mentre continuano gli incidenti stradali. L’ultimo ad inizio mese, con un tamponamento di tre veicoli - un camion, un furgone ed un’auto - fortunatamente senza feriti gravi.

Tanti gli scontri sul Sant’Anna, quasi tutti dovuti all’identica motivazione: la carreggiata stretta. Alcuni fortunatamente lievi, come quello di inizio mese, che ha causato soprattutto disagi alla circolazione, altri anche gravi, gravissimi, come quello che sterminò, nei primi duemila, un’intera famiglia chivassese di padre, madre e bimbo piccolo.

Quando si decideranno a sistemare il ponte?”. “Chissà se quelli della mia età, non più giovani, riusciranno a vedere l’opera compiuta?”.

Sui social network come facebook la gente si interroga, scorrendo le notizie che riguardano il collegamento stradale nel chivassese più chiacchierato di sempre.

Ma lo stato dei fatti, oggi, qual è?

Uno degli ultimi incidenti, con inevitabili disagi alla circolazione, sul ponte Sant'Anna di Verolengo

Le ultime notizie non sono buone. Con la guerra in Ucraina, il caro energia e i rincari delle materie prime, i soldi che erano stati stanziati per il raddoppio del ponte non bastano più. E dunque l’opera rischia di slittare ancora. 

Facciamo un po’ di passi indietro e torniamo all’origine di una querelle degna di “Striscia la Notizia”, il tg satirico di Mediaset.

Un po' di storia

Correvano gli anni Novanta quando per la prima volta si iniziò a parlare del raddoppio del Ponte Sant’Anna di Verolengo, costruito sulla Dora Baltea tra il 1884 e il 1886, che funge da collegamento tra la provincia di Torino e quella di Vercelli.

Nel 2020 la Città metropolitana di Torino ha approvato il progetto definitivo che prevede il consolidamento strutturale del ponte storico esistente, mantenendo una corsia di transito in direzione Crescentino e la realizzazione di una nuova struttura affiancata su cui transiterà il traffico in direzione opposta.

Contestualmente dovrà essere realizzato l'adeguamento della sezione stradale a monte e a valle del ponte per una lunghezza complessiva di circa 1,5 km, la realizzazione di una rotatoria al km 8+700 in prossimità dello svincolo per il centro abitato di Borgo Revel. e la creazione in affiancamento per tutto il tratto di una pista ciclabile.

In seguito, la Città metropolitana di Torino ha provveduto ad avviare la Conferenza dei servizi decisoria che, causa il periodo di emergenza sanitaria, ha portato alla chiusura dei lavori a dicembre 2021 e alla riapprovazione del progetto definitivo a febbraio del 2022. In seguito la Città metropolitana di Torino ha “dirottato”, verificata la compatibilità con le fonti di finanziamento, alcune delle opere in esso previste nell’intervento di manutenzione straordinaria del ponte esistente legato ai finanziamenti specifici sui ponti del PO e dei suoi affluenti (DM del 3 gennaio 2020) con un finanziamento di 3.500.00 euro.

Il costo complessivo del progetto era stimato in 13 milioni e 788mila euro, finanziato dalla Regione Piemonte tramite Scr e in quota parte da Rfi.

La realtà di oggi

A causa dell'adeguamento dei prezzi, in particolare con la pubblicazione dell'edizione straordinaria di luglio del prezzario della Regione Piemonte, l’importo stanziato è risultato insufficiente.

Ora mancano all’appello ancora 4,5 milioni di euro, senza i quali la Città metropolitana non può procedere alla chiusura dei progetti esecutivi e Scr alla successiva verifica e validazione.

Il consigliere regionale della Lega Gianluca Gavazza

Per sbloccare la situazione, qualche settimana fa, il consigliere regionale Gianluca Gavazza ha inviato una lettera alla Regione Piemonte per ribadire l’importanza di far partire i lavori per il raddoppio del Ponte Sant’Anna a Verolengo e individuare i fondi mancanti necessari per realizzare un’opera già finanziata. Alla lettera, inviata anche alle Province di Vercelli e Alessandria, ha aderito il vicesindaco Jacopo Suppo per la Città metropolitana di Torino e i sindaci della tratta Casale-Monferrato.

La lettera è un segnale di sostegno alle comunità locali che da tempo chiedono concretezza per la realizzazione di un’opera necessaria per la sicurezza e per il traffico regionale - spiegava il vicesindaco della Città Metropolitana di Torino -. C’è un’attiva collaborazione con la la Regione ed Scr in questo percorso che è ormai giunto all’ultimo miglio. Ci auguriamo che Scr, che sarà la futura stazione appaltante del Nuovo Ponte Sant'Anna, possa contribuire a trovare una soluzione”.

Tra pochi giorni saremo nel 2023 e sono già due gli anni di ritardo rispetto alle previsioni per l’apertura del cantiere (era prevista nel primo semestre del 2021). Negli scorsi mesi sono state avviate le procedure di esproprio ma poi tutto s'è fermato.

La sensazione è che - speriamo di sbagliarci - il prossimo rischia di non essere ancora l’anno buono.

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