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Il caso

Ecco perché il sindaco ha tolto la cittadinanza ad un quadrumviro del fascismo

Castello è stato ispirato da un saggio di Anselmo, segretario della Società Storica Chivassese, che spiega: "Ho studiato le origini del fascismo a Chivasso e ho scoperto che..."

Chivasso

Claudio Anselmo è segretario della Società Storica Chivassese

Penso che sia giusto togliere una simile onorificenza ad un personaggio come Cesare Maria Luigi De Vecchi: non è l’eroe che viene descritto nella delibera del Comune di Chivasso”. 

Claudio Anselmo, storico di Brandizzo, è l'autore del saggio "Le origini del Fascismo a Chivasso". 

Il suo scritto, che consta di circa cinquanta pagine, verrà pubblicato nel mese di dicembre all'interno della rivista "Studi Chivassesi", giunta alla sua tredicesima edizione.

Claudio Anselmo è personaggio noto in città per il suo sapere e per essere il segretario della "Società Storica Chivassese".

Alcuni passaggi del suo saggio sono stati recentemente presentati in un incontro a Palazzo Einaudi, organizzato dall'Anpi e dall'Unitre. E' lì che il sindaco di Chivasso, Claudio Castello, deve aver appreso del riconoscimento che il suo Comune conferì quasi cento anni fa ad uno dei quadrumviri del fascismo. Ed è da quell'occasione lì che gli è frullata l'idea di proporre al Consiglio comunale la revoca della cittadinanza a Cesare Maria De Vecchi.

Chi è Cesare Maria Luigi De Vecchi

Cesare Maria Luigi De Vecchi è stato un generale, politico e diplomatico italiano

Cesare Maria Luigi De Vecchi, conte di Val Cismon (all’anagrafe originariamente come Devecchi) è stato un generale, politico e diplomatico italiano.

Nacque a Casale Monferrato nel 1884 ed ebbe un percorso controverso nella sua carriera politica: con la caduta del fascismo, espatriò per un periodo in Argentina, ma morì in Italia nel 1959.

È stato quadrumviro della marcia su Roma e Ministro dell'educazione nazionale, esponente di punta dell'ala "moderata", cattolica e monarchica del regime, e per questo interlocutore preferito del fascismo col Vaticano e Casa Savoia.

Il saggio di Anselmo

"Ripercorrendo la nascita del fascismo a Chivasso mi sono imbattuto in una delibera datata 1927 del Comune che mi ha colpito", spiega Claudio Anselmo.

"In questa ricerca mi sono trovato di fronte al fatto che nel 1927 il podestà della città di Chivasso, Carlo Chiavelli, che poi sarà ucciso nel 1945, aveva conferito la cittadinanza onoraria al quadrumviro Cesare Maria Luigi De Vecchi con una enfatica motivazione, in occasione della venuta in città dello stesso quadrumviro. De Vecchi era stato uno dei fautori della nascita del fascimo a Chivasso".

La locandina dell'incontro organizzato a Chivasso in cui si è parlato delle origini del fascismo a Chivasso

Nelle motivazione con cui il podestà Chiavelli - leggiamo dal saggio di Anselmo - conferì la cittadinanza onoraria a De Vecchi leggiamo di "grandi e molteplici benemerenze militari, civili e patriottistiche di S.E. il Conte Cesare Maria De Vecchi di Val Cismon, ardito di guerra [...] al quale la città di Chivasso deve la tempestiva costituzione del suo Fascio di Combattimento".

E ancora: "[...] considerati altresì i sentimenti di ammirazione ripetutamente dimostrati dalla parte migliore della cittadinanza chivassese per il Conte De Vecchi di Val Cismon e le indubbie prove di particolare simpatia che a sua volta l'Eroe Piemontese ha in ogni tempo tributato a Chivasso...".

L'annuncio di Castello: via la cittadinanza

Dal podestà Chiavelli al sindaco Castello sono passati quasi cento anni. 

Questa mattina il primo cittadino di Chivasso, con una nota stampa, ha annunciato la decisione di "revocare la cittadinanza onoraria chivassese conferita nel 1927 dal podestà dell’epoca a Cesare Maria De Vecchi, uno dei quadrumviri della manifestazione eversiva che portò al potere il Partito Nazionale Fascista".

Claudio Castello, sindaco di Chivasso

"Il centenario della Marcia su Roma avrà un’eco a Chivasso, ma di tenore diametralmente opposto ai nostalgici di Predappio", ha fatto scrivere Castello, nero su bianco.

La nostra comunità, da sempre contraria alla barbarie dei totalitarismi – ha spiegato il sindaco di Chivasso nella nota stampa – non può continuare ad avere tra i suoi componenti, addirittura onorari, un figuro dai trascorsi violenti ed antidemocratici. È un’incompatibilità di fatto e di diritto mantenere un atto scomodo e vergognoso per la nostra storia cittadina, dopo aver dato anche i natali a numerosi partigiani che si sono immolati per la nascita della Repubblica, in una lunga e cruenta lotta di Liberazione. A sollevare la questione, nel corso di un’iniziativa culturale che ha ripercorso le vicende travagliate di Chivasso sotto il fascismo, è stato nei giorni scorsi il dottor Claudio Anselmo della Società Storica Chivassese. Nella deliberazione contestata, De Vecchi viene definito “l’Eroe Piemontese” nei cui confronti “la parte migliore della cittadinanza” ha “ripetutamente” dimostrato “sentimenti di ammirazione. Della vicenda se ne occuperà prossimamente il Consiglio comunale", conclude la nota del Comune.

Curiosità

Singolare la strategia comunicativa adottata dal sindaco Claudio Castello in questo suo secondo mandato.

Da luglio ad oggi sono infatti già i due i casi in cui il sindaco annuncia iniziative di sua "sponte" prima che siano condivise dal Consiglio comunale. O, meglio, prima che diventino comunicazioni ufficiali.

La prima occasione fu quella del luglio scorso, nella seduta consiliare del suo insediamento, in cui parlando a microfono acceso e taccuini spianati annunciò la volontà di conferire la "cittadinanza onoraria" ai figli di stranieri nati in città e a chi, straniero, avrà portato a termine un ciclo di studi a Chivasso.

All'annuncio è seguito qualche mese dopo l'atto concreto nel Consiglio comunale di metà novembre.

Oggi un altro annuncio, di una cittadinanza revocata però questa volta.

L'atto ufficiale probabilmente arriverà fra qualche mese.

Intanto rimane la sensazione di essere davanti ad un nuovo modo di fare comunicazione politica. Prima le parole, poi i fatti. 

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