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MONTANARO. L'amore per la piccola Anastasia più forte delle bombe di Kiev

MONTANARO. L'amore per la piccola Anastasia più forte delle bombe di Kiev
Quando la luce in fondo al tunnel sembrava essersi quasi spenta e le speranze vanificate, i montanaresi Marzia Cerutti e il marito Simone Baldini sono finalmente riusciti a trovare uno spiraglio. Un barlume di vita che nel maggio scorso gli ha permesso non solo di coronare un grande sogno, ma di ridare gioia alle loro vite, portando a casa la piccola Anastasia, la loro figlia adottiva. Il  21 maggio infatti, i due coniugi affrontano il terzo e ultimo viaggio per l’Ucraina, esattamente verso l’Istituto nella regione di Vinnycja, a sud-est da Kiev, dove viveva la piccola. Il  viaggio più difficile ed il più complicato forse, emotivamente e logisticamente parlando. Con l’aspettativa di un sogno che sembrava quasi impossibile da raggiungere e quella speranza appesa, che nel mese di febbraio aveva trovato per strada proprio l’invasione russa e l’inizio di un conflitto senza tempo, ma che per fortuna ha avuto uno splendido lieto fine. “E’ stato il viaggio più duro e più massacrante, ma anche il più emozionante – racconta commossa la mamma Marzia Cerutti – Ad iniziare dalla pianificazione, poiché abbiamo dovuto viaggiare fino in Romania e lì ci sono venuti a prendere i referenti per permetterci di oltrepassare il confine. Il tutto contornato dalle solite lungaggini, perché la zona è di frontiera e sono presenti diversi controlli meticolosi, sia dal lato rumeno che da quello ucraino e poi abbiamo ancora macinato un sacco di chilometri in macchina per raggiungere la regione di Vinnycja. Il giorno che  l'abbiamo rivista – continua Marzia -  è stato di un'emozione indescrivibile. Noi avevamo mille paure e non sapevamo se avesse accettato la situazione, come avrebbe reagito, se ci avesse riconosciuto… Insomma interrogativi a gogò, ma che nell’attimo in cui ci siamo incontrati, con un sorriso e un incrocio di sguardi sono svaniti. Ed i dubbi hanno fatto spazio alla consapevolezza  che era fatta e che finalmente eravamo una famiglia”. Nonostante qualche difficoltà iniziale di adeguamento e adattamento, oggi  Anastasia con i suoi cinque anni di forza e coraggio, vive una vita “normale” con mamma Marzia e papà Simone. Una vita di amore e di affetto, con una quotidianità a forma di “bambina”,  fatta da giornate al centro estivo, da giri in bicicletta per il paese, da momenti di gioco o da quelli trascorsi con la famiglia. “A settembre incomincerà a le scuole elementari – aggiunge la mamma Marzia – con il centro estivo infatti ha avuto modo di  conoscere tanti bambini, le maestre e devo dire che questa bimba ci ha stupito una volta di più, perché ha fatto dei cambiamenti pazzeschi. È incredibile come i bimbi di quest'età, riescano ad imparare, a sperimentare, ad inserirsi nel nuovo tessuto sociale che li circonda. E’ stata veramente una sorpresa, in cui pensavamo di fallire, avevamo delle paure, ma invece Anastasia ci fa sorridere, perché è una forza della natura e stiamo cementando il nostro legame. La sua vita nell'istituto non è stata sempre facile e nel suo piccolo mondo credo ne abbia viste tante, ma pur sapendo che ha ancora dei ricordi vivi dell'altro mondo, dell'altra casa, spero che un giorno possa metterli in un cassettino della sua mente e lasciarli lì, facendole amare la vita perché la vita che con lei non è stata tanto buona. – e conclude Marzia - Ci auguriamo tutti che diventi una bella persona, ma penso che sarà così ed io e Simone ce la metteremo tutta”.    
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