Cerca

VERRUA SAVOIA. Moscoloni: “Tocca al Comune trovare una soluzione per la Fortezza”

Il Comune di Verrua Savoia va in soccorso della Fortezza e firma una convenzione che, in cambio dell’utilizzo per 8 giornate l’anno per 10 anni dello storico edificio, corrisponde la somma “una tantum” di 30 mila euro alla stessa Fondazione. Da versarsi entro il 15 giugno prossimo.

E’ quanto ha votato il Consiglio comunale a maggioranza, mentre l’opposizione dell’ex sindaco Paola Moscoloni non ha partecipato al voto della delibera.

Ma perché l’opposizione non ha partecipato al voto di una delibera che, di fatto, consente alla Fondazione “Eugenio Piazza Verrua Celeberrima onlus”, di cui il Comune è tra i soci fondatori, di superare una crisi di liquidità?

L’abbiamo chiesto alla diretta interessata.

Paola Moscoloni, nell’ultimo Consiglio comunale il tuo gruppo di opposizione non ha partecipato al voto sulla proposta di delibera con cui il Comune lancia un “salvagente” da 30.000 euro alla Fondazione Piazza. Ci spieghi perché?

La convenzione che il Comune ha stipulato con la Fondazione, a nostro avviso, non rientra fra gli atti di cui all’art. 42 tuel e pertanto avrebbe dovuto essere oggetto di Delibera di Giunta comunale ed assunta, pertanto, non dal Consiglio comunale. Motivando in tal senso, l’opposizione consiliare ha chiesto il ritiro della proposta di deliberazione dall’Odg. La maggioranza ha votato contro e pertanto abbiamo ritenuto di non partecipare al voto. Parimenti è stata respinta la nostra richiesta di rinvio della trattazione ad altra seduta, avendo ricevuto gli atti richiesti solo 24 ore prima della seduta. La documentazione parecchio copiosa, ed inviata solo dopo solleciti della minoranza, indicava anche un debito in capo alla Fondazione di entità differente rispetto a quello oggetto di rendiconto da parte della Fondazione e pertanto anche tale discrepanza avrebbe dovuto indurre ad una più attenta valutazione.

L’art.42 lettera “c” invero indica in maniera chiara le convenzioni che sono di competenza del Consiglio comunale (Il Consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali: let.c) convenzioni tra i comuni e quelle tra i comuni e provincia, costituzione e modificazione di forme associative), tra i quali questo atto non rientra. Ne’ può richiamarsi l’art.42 tuel lett.i) in quanto la spesa corrente deliberata dalla maggioranza (ossia i 30.000 euro indicati in delibera) non impegnano il Bilancio comunale per “esercizi successivi” ma unicamente per l’anno 2022 (il versamento deve avvenire in un’unica soluzione ed entro la metà di giugno 2022). Da notare che il versamento della somma alla Fondazione avverrà ancor prima della verifica degli equilibri di bilancio che, come è noto, avviene con Delibera dell’organo consiliare prima del 31 luglio di ogni anno e speriamo, in tale sede, di non avere sorprese. La somma poi, ma aspettiamo la pubblicazione della delibera per averne compiuta contezza, dovrebbe essere coperta da avanzo vincolato ma, anche in questo caso, non è stato chiaramente spiegato da dove derivi tale vincolo né lo si rinviene scorrendo il principio contabile applicato o le ipotesi indicate nel Tuel per l’applicazione dell’avanzo vincolato. Ci aspettiamo che in fase di stesura della delibera venga chiarito anche questo ma vista la velocità e superficialità con le quali vengono sempre liquidate le nostre puntuali osservazioni, sappiamo bene che ciò non avverrà.

Da ultimo il parere del Revisore Unico del Comune il quale rimanda laconicamente e frettolosamente , da un lato, al parere reso dal legale del Comune in merito al finanziamento della Fondazione (senza peraltro alcun apporto sostanziale e concreto alle motivazioni per le quali tale “operazione” sarebbe congrua e coerente con le scritture contabili dell’ente) dall’altro al fatto che tale proposta transattiva con la creditrice sarebbe favorevole per la Fondazione  ma nulla dice sul fatto che sia favorevole per il Comune...

Nel merito, che cosa avrebbe potuto fare il Comune di diverso?

Nella seduta del 13 giugno 2019, in sede di approvazione delle linee programmatiche di mandato della nuova amministrazione, il Gruppo di opposizione consiliare aveva già ampiamente dissertato in merito a quello che avrebbe dovuto essere il futuro della Fortezza in termini gestionali, ripercorrendo le smisurate forze economiche che il Comune di Verrua Savoia aveva messo in piedi sin dal 2008, anno di costituzione della Fondazione e di come un ulteriore conferimento di denaro avrebbe comportato un’ulteriore prova di come la struttura di governo della partecipata fosse totalmente inadeguata al ruolo conferitole. Oltre che significare per l’ente comunale un danno economico di non poco conto. Durante il mio mandato si erano anche svolti incontri con il Presidente e Vice Presidente della Fondazione, che era Mauro Castelli, il Segretario comunale, il Revisore dei conti del Comune e quello della Fondazione dell’epoca, per valutare la possibilità di un’acquisizione della struttura immobiliare da parte del Comune, ma di contro, si erano incontrate solo resistenze e chiusure. Ora dovrebbe essere chi governa l’Ente pubblico a cercare una soluzione chiara e definitiva che non sia solo quella di fornire un “ pronto cassa” alla Fondazione ma, eventualmente, di acquisire al proprio patrimonio l’immobile storico onde evitare che, chiuso questo debito, si attivino altre aperture di credito o mutui che possano ingenerare nuove difficoltà economiche.

Ai 30.000 euro si aggiungono i 2.500,00 del parere legale richiesto dall’amministrazione per portare l’atto in Consiglio. Era necessario secondo te?

Rispetto alle argomentazioni svolte dal professor Cavallo Perin, che nella parte conclusiva del suo parere arriva ad ammettere un finanziamento alla Fondazione sussumendo tale possibilità nell’ipotesi di “versamento in conto capitale dei soci come tipologia di contribuzione che non determina diritto di rimborso”, si ritiene maggiormente condivisibile la seguente argomentazione, sostenuta dalla giurisprudenza: ossia che “la fondazione deve essere costituita con un patrimonio sufficiente al suo scopo e le perdite/debiti devono essere assorbite dal suo patrimonio, diversamente imponendosi l’alternativa tra estinzione e trasformazione”. Diversamente opinando, infatti, si assisterebbe ad un mero accollo, in capo al Comune, del debito che l’organo di amministrazione della Fondazione ha creato.

A tuo giudizio, la Fortezza è un’opportunità per lo sviluppo turistico del paese oppure no? Se sì, le risorse sono impiegate nella maniera corretta?

La Fortezza esiste dall’anno 1000 e, quantomeno come immobile, continuerà ad esistere per ancora tanti anni. E’ di per sé un’attrattiva non solo turistica ma fortemente culturale visto la sua storia millenaria. La sua gestione, tuttavia, dovrebbe essere di natura professionale, come avviene per le molte e, meno famose, realtà storiche della Regione e, perché no, sotto la “longa manu” ed il controllo dell’ amministrazione pubblica che vigilerebbe sulla corretta ed adeguata gestione anche i termini contabili, tramite il proprio personale dipendente, il Revisore dei conti e, non da ultimo, passando sotto gli indirizzi ed il controllo del Consiglio comunale, chiamato non solo, pertanto, a deliberare su un salvagente economico per la Fondazione.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori