E’ stata pubblicata l’anteprima della relazione annuale sulla qualità dell’aria con i dati relativi al 2021: un lavoro di Arpa Piemonte e Città metropolitana di Torino indispensabile per monitorare le concentrazioni degli inquinanti in atmosfera e valutare l’efficacia delle misure di risanamento messe in atto in particolare riguardo le emissioni dei veicoli, la qualità dei combustibili, le attività industriali e di produzione energia, senza trascurare gli impianti di riscaldamento e l’efficienza degli edifici.
“Si nota un complessivo e costante miglioramento negli ultimi anni della qualità dell’aria – commenta il consigliere di Città metropolitana con delega all’ambiente Gianfranco Guerrini – e gli sforzi che ogni singolo cittadino e ogni Comune mette in pratica ogni anno cominciano a dare i primi risultati. ”.
Pm 10
“La qualità dell’aria è in miglioramento – spiega il direttore generale di Arpa Piemonte Angelo Robotto - sebbene alcuni inquinanti come il PM10, il biossido di azoto e l’ozono siano ancora critici. Arpa Piemonte, oltre a fornire importanti valutazioni tecnico scientifiche agli enti per l’assunzione delle decisioni di competenza, svolge un ruolo ancora più nodale nell’attuale protocollo antismog. Dal 1 marzo 2021 i livelli del semaforo si attivano infatti a fronte delle attività previsionali che l’Agenzia effettua sui PM10, per poter adottare delle azioni preventive e non, come in passato, sui dati dei superamenti. Come ente di ricerca Arpa effettuerà ulteriori approfondimenti scientifici che potranno contribuire alla adozione di ulteriori misure per il miglioramento della qualità dell’aria nei prossimi anni”.
Nel corso del 2021 nove dei dodici inquinanti, per i quali sono stabiliti valori di riferimento, hanno rispettato i valori limite e obiettivo su tutto il territorio metropolitano.
Come negli anni precedenti, il particolato PM10 e il biossido di azoto hanno superato i rispettivi valori limite, ma con significativi miglioramenti: l’ozono ha superato il valore obiettivo, senza purtroppo evidenziare una riduzione nelle concentrazioni.
Le condizioni meteo climatiche dello scorso anno sono state favorevoli alla dispersione degli inquinanti.
Sono confrontabili a quanto osservato nel 2018 e del 2019 e sicuramente meno severe dell’anno 2020 che, per criticità meteorologiche e anomalie emissive legate alle misure di contenimento del Covid-19, è stato un anno del tutto particolare. Nell’analisi dei dati, le rilevazioni 2021 sono state pertanto prevalentemente confrontate con quelle degli anni 2018 e del 2019.
Le serie storiche evidenziano, sostanzialmente per tutti gli inquinanti, una nettissima riduzione delle concentrazioni. I rilevamenti confermano però che le misure di riduzione degli inquinanti non sono state sempre efficaci nell’assicurare il conseguimento dei valori limite nel termine prefissato. Viene evidenziato nella relazione il ritardo nel garantire, su tutto il territorio e per tutta la popolazione, il rispetto dei valori limite per il particolato PM10 e per il biossido di azoto. I miglioramenti osservati nell’ultimo periodo per il biossido di azoto, in particolare nelle stazioni di traffico, sembrano indicare che le misure più recenti, adottate da diversi livelli decisionali per limitare le emissioni dei veicoli, portano visibili miglioramenti e suggeriscono di insistere in questa direzione.
Per il particolato PM10, inquinante di natura complessa, sono in campo i recenti provvedimenti di riduzione delle emissioni su ampia scala territoriale, in particolare nel settore dell’agricoltura e combustione della biomassa, i cui risultati dovrebbero emergere nei prossimi anni.
Pm 2,5
La rete di monitoraggio è dotata di strumenti di misura conformi con i metodi ufficiali, la precisione e accuratezza dei rilevamenti sono verificate ogni giorno e le concentrazioni degli inquinanti vengono misurate in modo sistematico da molti anni.
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