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14 Marzo 2022 - 10:39
L'Associazione Arca Solidale
Nella notte di martedì 8 marzo, grazie ad un’iniziativa dell’associazione Arca Solidale di Orio è arrivato a Volpiano uno dei primi pullman carichi di profughi ucraini in fuga dalla guerra.
I mezzi dell’associazione sono arrivati alla Croce Bianca Volpianese dove i 67 profughi, mamme, nonne, bambini e due cagnolini, sono stati accolti con grande affetto e cura.
Ad accoglierli c’era anche il console onorario dell’Ucraina a Torino Dario Arrigotti.
Da oltre dieci anni, l’associazione Arca Solidale si occupa di aiutare l’Ucraina e per questo, scoppiata la guerra è stato naturale per questi volontari essere tra i primi ad attivarsi.
Era il 2011 quando Sergio Pero, di Orio Canavese, fondava Arca Solidale, nata da una sua esperienza decennale in un’altra associazione.
L’impegno per questi volontari è costante. Si occupano di accogliere bambini ucraini in periodo invernale ed in periodo estivo.
“A causa del Covid - spiega il referente Fabrizio Rimondotto - sono saltati ben tre progetti. Siamo riusciti a ripartire quest’inverno facendo arrivare qui 28 bambini. La nostra è stata l’unica associazione in Italia ad essere riuscita a ripartire. I bambini sono stati un mese, così come prevedono i nostri progetti invernali, ritornando in Ucraina il 16 gennaio”.
Arca solidale si occupava di assicurare a questi bambini provenienti dal villaggi ucraini di Borzna e Kuchynivka, cure mediche, risanamento psicologico e alimentare.
“La situazione in quei posti era disastrosa già prima dello soppio di questa guerra - spiega Rimondotto - per questo ci occupavamo di accogliere questi bambini provenienti da famiglie, istituti o case famiglia. In inverno stavano qui un mese, in estate due mesi e mezzo”.
Scoppiato il conflitto il pensiero è andato subito a loro: “Abbiamo notizie aggiornate di quasi tutti - racconta il referente dell’associazione - da tre giorni, però, non riusciamo a contattare i bambini di Kuchynivka. Non crediamo che sia successo nulla di grave. Il loro villaggio è a circa 30 chilometri dalle città oggetto di bombardamenti. Crediamo che questo black-out sia legato al fatto che sono saltati i collegamenti dell’operatore telefonico più importante d’Ucraina”.
Non potendo fare nulla direttamente per loro, Arca Solidale si è immediatamente mossa per cercare delle famiglie che potessero ospitare i profughi in fuga dal conflitto: “E’ stato il console stesso a chiedercelo - spiega Rimondotto -. Solo successivamente è stato aperto il canale della Regione e abbiamo lasciato fare a loro. Intanto, però, avevamo individuato 1030 famiglie disponibili subito ad ospitare ucraini in fuga dal conflitto. la Regione, però, non ha ancora iniziato a lavorare. Pare che inizieranno in questi giorni”.
Arca Solidale non è rimasta con le mani in mano: “Non appena abbiamo sentito che in Polonia si stavano accumulando i profughi, abbiamo fatto in quattro e quattr’otto un pullman e tre pulmini e siamo partiti pieni di aiuti materiali da portare lì. e siamo tornati con i mezzi pieni”.
I volontari ancora non sanno quando torneranno verso il confine ucraino per mettere in salvo altri profughi: “La Regione è certo che non farà viaggi. Aspettiamo, però, che vengano aperti degli hub per la primissima accoglienza di queste persone. Famiglie disposte ad ospitarne ne abbiamo trovate un numero sufficiente in tutto il Piemonte. Quel che manca è un punto di primo aiuto da dove ripartire subito dopo. Giovedì scorso abbiamo proposto al responsabile della Protezione Civile regionale, Franco de Giglio, di iniziare a muoversi in questa direzione. Nei prossimi giorni si riunirà a Torino, in corso Marche, il tavolo di regia della Protezione Civile, sperando che vengano dettate al più presto delle linee guida”.
Rimondotto, poi, aggiunge: “Manca una regia in questa fase. La Regione in tal senso non sta facendo nulla e questo ruolo così importante manca, facendo rallentare il prezioso aiuto che in moti stanno tentando di dare in questa fase”.
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