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SAN SEBASTIANO DA PO. Campane a festa per ogni nuovo nato

SAN SEBASTIANO DA PO. Campane a festa per ogni nuovo nato

Il sindaco Beppe Bava ed il campanile della Villa

SAN SEBASTIANO DA PO. Una nuova nascita è sempre un evento gioioso per una comunità. Soprattutto in un periodo come questo che stiamo vivendo. Da un lato il tasso di natalità è in continua decrescita dal 1964, salvo una piccola ripresa a cavallo del duemila, e dall'altro c'è la pandemia, che al momento ha fatto quasi 150 mila vittime in due anni. Insomma, in un clima in cui molto spesso si sentono suonare la campane "a morto", come consuetudine dei nostri paesi, il comune di San Sebastiano ha deciso di festeggiare in altrettanto modo le nuove nascite. "Questa idea nasce dalla constatazione di un evidente decremento delle nascite - ci spiega il sindaco Beppe Bava -. Siccome c'è l'usanza di suonare le campane quando qualcuno lascia la nostra comunità, ci è sembrato giusto festeggiare anche chi nella comunità sansebastianese ci entra alla nascita". A seguito di una delibera di giunta del 19 gennaio, all'atto di registrazione anagrafica, gli impiegati comunali programmeranno il suono delle campane alla Villa, attraverso un sistema elettronico. "Nel 2021 i nati sono stati solamente 15 - ci dice ancora Bava -. Invece fino ai primi anni del nuovo millennio si superavano sempre le 20 unità. Nel mese di gennaio non abbiamo registrato alcuna nascita, aspettiamo quindi febbraio per poter inaugurare questa nuova usanza". Sono pochi i comuni che nel nostro Paese hanno deciso di adottare questa modalità per dare il benvenuto ai neonati. Tuttavia, forme di accoglienza di questo tipo sono prescritte addirittura dalla legge. Infatti, trent'anni fa, Francesco Rutelli, noto successivamente come sindaco della Capitale, ma all'epoca coordinatore dei Verdi, fu primo firmatario di una legge che ancora porta il suo nome. Questa prescriveva che entro 12 mesi dalla registrazione all'anagrafe di ogni neonato, fosse piantato un albero sul territorio comunale. La norma, purtroppo non applicata ormai da molti comuni, doveva avere il significato materiale di dare nuovo ossigeno all'ambiente attraverso gli alberi, proprio come metaforicamente le nuove vite portano aria fresca nella società. Una bella iniziativa insomma, quella di Beppe Bava e della sua amministrazione, che sicuramente non passerà inosservata agli occhi dei colleghi dei comuni limitrofi.
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