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01 Febbraio 2022 - 10:56
I consiglieri di opposizione di Torrazza
Nello scorrere l’ennesima dichiarazione del sindaco di Torrazza in tema di discarica (bocciatura del progetto di ampliamento ad opera del TAR Piemonte) comparsa lo scorso mercoledì su una testata locale, il primo pensiero che ci viene in mente è la perenne ricerca di un “nemico politico” da parte del primo cittadino torrazzese.
Questo “nemico politico” da combattere è rappresentato, nella sua stanca narrazione monotematica e ossessiva, da noi consiglieri di minoranza, dall’ex vice sindaco metropolitano Marco Marocco, dal Comune di Chivasso e chi più ne ha e più ne metta.
Le dichiarazioni di Rozzino raccolte nell’articolo assomigliano più a un “insalata russa” di temi tra loro diversi, che a dichiarazioni di un amministratore avveduto ed esperto (in consiglio comunale già negli anni ‘90). Traspare il patetico tentativo di intestarsi ogni merito della bocciatura dell’ampliamento della discarica da parte del tribunale ammnistrativo regionale e quindi, per dare lustro alla propria azione, nell’ordine tira in ballo Marco Marocco “reo” di avere “aspettato due anni per pubblicare il diniego”, che lo stesso ex vice-sindaco Metropolitano si schierò contro i quattro comuni che si opponevano alla centrale a Biomasse di Rondissone ( autorizzata dal Consiglio di Stato con sentenza definitiva) e in ultimo si scaglia anche contro il Comune di Chivass , asserendo che “noi non ci siamo mai permessi di andare contro le scelte di un altro Comune , eppure Chivasso lo ha fatto in passato nei nostri confronti”.
Proprio da quest’ultima chiosa su Chivasso, traspare il tema di maggior fastidio per Rozzino: ovvero l’approvazione di una mozione del consiglio comunale di Chivasso contro l’arrivo dello smarino del futuro scavo della galleria ferroviaria Torino – Lione sul territorio torrazzese. Proprio lo smarino fu fatto vessillo del suo programma elettorale, sia alle elezioni del 2014 che a quelle del 2019 (mai lo smarino a Torrazza) e ancora prima, quando l’attuale sindaco era all’opposizione alla giunta Gronchi. Una volta eletto, il tema “smarino” passò rapidamente prima nel “dimenticatoio”, poi nella totale inazione e in ultimo a coronamento della conversione da “no smarino” a “sì smarino”, con l’approvazione della famosa delibera del dicembre 2019 con la quale si approvava il nuovo sistema di conferimento di queste rocce e terre di scavo provenienti dalla valle di Susa, nella cava ex Cogefa.
Il tema smarino, gestito senza dare nessuna informazione alla cittadinanza (non ricordiamo nessuna pubblicazione del progetto sui vari siti social sempre bene informati sulle attività della maggioranza consiliare, né tanto meno sul sito internet istituzionale del Comune), è il vero nervo scoperto che “duole” di questa maggioranza.
Comprendiamo quindi che l’argomento smarino, rappresentando il tradimento politico rispetto al programma elettorale sottoposto al vaglio elettorale, dia molto fastidio all’attuale maggioranza.
Oggi, tentare di intestarsi il successo della sentenza del TAR che denega il permesso della costruzione della vasca 9 della discarica La Torrazza, dimenticandosi della propria inazione/latitanza amministrativa a garanzia che si evitino future richieste di nuovi ampliamenti, ci pare un tentativo maldestro di nascondere l’inadeguatezza del sindaco, della giunta e della maggioranza consiliare. Per essere più precisi: noi oggi, come consiglieri di minoranza, ma anche nel corso della passata consiliatura 2014-2019, abbiamo più volte chiesto che si ponesse mano a una variante del Piano Regolatore Comunale PRG, per mettere in sicurezza il territorio da futuri progetti di ampliamento della discarica. Appelli mai accolti.
Mentre con notevole velocità fu approvata la cosiddetta “variante – non variante” del PRG in una porzione della cava Cogefa, da parte della maggioranza nel corso del Consiglio Comunale del 31/07/2020, quando anche come primo atto fu sfiduciata la vice-sindaco Marinella Bracco, “rea” di essersi opposta all’arrivo dello smarino. Opposizone in coerenza con il programma elettorale ormai disatteso.
In ultimo, desta anche preoccupazione l’incapacità, ancora una volta dimostrata con queste improvvide dichiarazioni da parte del sindaco, di non essere in grado di fare sistema con il territorio circostante, di non mettersi in gioco perseguendo politiche ed azioni volte a fare massa critica per porre un argine ai continui attacchi ambientali (deposito nucleare, smarino, discariche…) a cui sono sottoposti il basso canavese e il chivassese.
Il principio di “autosufficenza” non paga. Provi ad allargare i propri orizzonti oltre la “roggia Goretta e la roggia Natta”. Questo si chiama fare politica per il bene comune.
I consiglieri comunali Luigi Corna, Rocco Muscedra e Marinella Bracco
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