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RONDISSONE. Via Paolina Bosio "zona franca"? Tutti fanno ciò che vogliono...

RONDISSONE. Via Paolina Bosio "zona franca"? Tutti fanno ciò che vogliono...

Una veduta di via Bosio

RONDISSONE. Una strada del centro del paese scambiata per la pista di un autodromo dove fare gare di velocità. Via Paolina Bosio si trova, da molti anni, al centro delle lamentele dei residenti e al centro dell’attenzione degli amministratori, che hanno cercato di risolvere il problema. “Molte auto transitano velocissime”, dice chi abita in questa via, una delle due arterie principali della parte nord del paese e che a sud si collega con via XX Settembre.

Al problema della velocità, si aggiunge il non trascurabile dettaglio che molte persone che abitano nella via, lasciano le auto in sosta vicino al portone, così che non ci sono più due carreggiate libere e chi deve passare è costretto ad un non facile slalom, stando attento a cedere il passo a chi arriva in direzione opposta. Negli anni, le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno cercato di porre un rimedio alla questione, ma evidentemente senza riuscirci: in particolare, furono realizzati dei dossi che, però, a parte causare rumori secchi e sordi, hanno poco effetto sulla velocità di auto e furgoni che transitano ad alta velocità.

Su via Paolina Bosio il limite è di 30 chilometri orari, come per tutto il centro – ha spiegato il vice sindaco, Davide Cambursano -. La velocità sconsiderata di alcuni veicoli che passano, è veramente imbarazzante e la pericolosità è aumentata dal fatto che l’intera via viene oramai utilizzata come parcheggio, come se nessuno avesse uno spazio interno alla propria abitazione per ospitare il proprio veicolo. Questo fa sì che le auto che le auto debbano passare molto vicino alle uscite pedonali ed ai passi carrai delle case, creando situazioni pericolosissime”.

La situazione è sotto osservazione da parte degli Amministratori, che hanno la massima attenzione per il problema, proprio in relazione alla sua pericolosità e all’alta probabilità che la velocità dei veicoli possa causare incidenti anche gravi. Pertanto, la questione è al vaglio della Polizia Municipale (da poco Rondissone ha aderito ad un servizio convenzionato con altri otto Comuni) e sono già state fatte diverse multe per eccesso di velocità o guida pericolosa, questo sempre ricordando che lungo la via il limite consentito è dei 30 chilometri orari, come accade nei centri abitati e nei centri storici.

Negli anni scorsi, si era anche pensato che le vibrazioni delle auto e dei mezzi pesanti che transitavano con velocità sostenute all’altezza dell’incrocio della via con piazza Dante e sull’angolo dove sorge la Cappella della Beata Vergine delle Grazie, fossero la causa delle crepe che si sono venute a creare sulla facciata della chiesetta. Perizie successive hanno poi evidenziato che le crepe derivano dall’appoggio del pronao alla facciata, ma tuttavia le vibrazioni non hanno certo migliorato la situazione.

Annarita Scalvenzo

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