SAN SEBASTIANO DA PO.GiuseppeBava, per tutti Beppe, è stato nuovamente chiamato a ricoprire il ruolo primo cittadino dopo l'esito delle urne, nel maggio 2019. Con una lunga carriera amministrativa alle spalle, è ora uno di quei sindaci "a tempo pieno", che molto si sono distinti durante la pandemia per l'impegno verso la propria comunità.
"Ho iniziato a svolgere l’incarico di amministratore comunale come consigliere comunale nel 1975 nel mio paese natale, Berzano S. Pietro - inizia a raccontare il sindaco -. Quindi nel 1990 sono stato eletto sindaco a San Sebastiano da Po, ruolo che ho ricoperto per tre mandati consecutivi. Sono poi passato a ricoprire ruoli di presidenza in aziende municipalizzate ad assessore nella città di Chivasso dal 2006 al 2010, presidente del consiglio del parco del Po dal 2012 al 14, per tornare infine ad occuparmi dell’amministrazione di San Sebastiano nel 2014".
Negli ultimi 35 anni molti cambiamenti hanno interessato il panorama politico italiano. La fine dei grandi partiti della prima repubblica, il passaggio dal proporzionale al maggioritario, giusto per citarne alcuni. Beppe Bava ha potuto vivere queste varie stagioni da amministratore locale.
"In questi anni è stato stravolto il modo di amministrare, sono cambiate le normative, molte scelte e responsabilità sono state attribuite ai responsabili dei servizi - prosegue il primo cittadino sansebastianese -. Ma quello che è cambiato maggiormente è il rapporto con i cittadini: si è passati da un rapporto amicale, di rispetto assoluto dell’autorità sindacale, ma costruito con fiducia reciproca, con dialogo ad un rapporto di diffidenza verso l’amministratore il quale “deve”, non vi è più quel senso di appartenenza alla comunità, ma l’io. Purtroppo ci confrontiamo e comunichiamo tramite i social, i messaggi ecc. ricordo negli anni 90 la coda davanti al mio ufficio il sabato per parlare con “il sindaci” oggi io sono in ufficio e leggo..."
Inoltre, il sindaco non nasconde neanche un cambiamento dei rapporti fra gli amministratori comunali e i rappresentanti degli enti superiori, senza escludere i parlamentari, che molto spesso si trovano slegati dal proprio territorio di elezione.
"E' cambiato il rapporto con le istituzioni superiori, provincia,regione, governo - spiega ancora Bava -. Nei primi anni del mio impegno i consiglieri provinciali, regionali e i parlamentari erano a disposizione del territorio, vivevano i problemi dei nostri comuni, noi sindaci il lunedì e il venerdì passavamo da un ufficio all'altro a confrontarci, a consigliarci,a richiedere aiuti ai vari parlamentari".
Nonostante i tanti problemi che permangono, di certo non risolti dalla pandemia, lo sguardo al futuro è ottimista e positivo, anche nella prospettiva della seconda metà del mandato, che scadrà nel 2024.
"Questi due anni e mezzo sono stati stravolti dalla pandemia - conclude il sindaco -, ma ha avuto il merito di avere rafforzato la collaborazione fra noi amministratori dei nove comuni collina Monferrato torinese.
Il futuro dei nostri comuni si chiama PNRR, anche se complesso e impegnativo sono convinto che continuando a collaborare riusciremo a dare ottimi risultati per i nostri comuni".
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