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TORRAZZA PIEMONTE. La minoranza chiede al sindaco chi siano i "compagni di merende"

TORRAZZA PIEMONTE. La minoranza chiede al sindaco chi siano i "compagni di merende"

Pietro Pacciani, il "Mostro di Firenze", noto serial killer e membro dei compagni di merende

TORRAZZA PIEMONTE. La minoranza consiliare di Luigi Corna, Marinella Bracco e Rocco Muscedra è tornata a interrogare il sindaco Rozzino. Questa volta l'oggetto dell'interpellanza è l'espressione che il primo cittadino ha utilizzato in un'intervista ad un giornale locale. Si sarebbe infatti riferito ad un gruppo non ben distinto di persone, con l'appellativo di compagni di merende, accusando gli stessi di denigrare Comune e amministrazione nel merito della questione smarino. "L’affermazione del sindaco “compagni di merende”, fatta a mezzo stampa, porta inevitabilmente alla mente  del lettore le tragiche vicende legate agli omicidi consumatesi nel secolo scorso, dal cosiddetto mostro di  Firenze. Oggetto di indagine e processi che hanno visto condannato il noto Pietro Pacciani - si legge in una parte dell'interrogazione presentata da Torrazza Piemonte Libera lo scorso 29 settembre -.Stante il grave appellativo “compagni di merende”, chi sono i compagni di merende citati dal sindaco  nell’articolo del 25/08/2021? Siano forniti nomi e cognomi.  Quale è il nesso con l’argomento smarino (terra e roccia di scavo della TAV) /conferenza dei servizi  del 31/08/2021 e i cosiddetti compagni di merende? Ritiene il sindaco se sia confacente al decoro istituzionale, visto il suo ruolo di rappresentante della  municipalità, usare espressioni così grevi e calunniose a mezzo stampa?  Cosa intende fare per chiarire il ruolo dei cosiddetti compagni di merende?". Le varie domande sono state liquidate con una pagina di risposta, arrivata lo scorso 21 ottobre. "Si fa presente che da circa due anni, la maggioranza ed in particolare la figura del sindaco, sono stati oggetto di una campagna denigratoria e diffamatoria - afferma il primo cittadino nella risposta -. A questa campagna denigratoria facevano contorno alcune persone che scrivevano, con profili falsi, sui social media". Rozzino asserisce infine di non poter identificare i componenti di questa misteriosa cricca, lasciando così aperte molte delle questioni sollevate dall'opposizione.
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