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MONTEU DA PO. Una petizione contro il proliferare dei cinghiali nelle campagne

MONTEU DA PO. Una petizione contro il proliferare dei cinghiali nelle campagne

I promotori della petizione alla festa patronale della Madonna del Rosario

MONTEU DA PO-LAURIANO. C'è tempo fino al 15 ottobre per sottoscrivere la petizione promossa dal Comitato Amici degli Ambienti Rurali Piemontesi. L'obiettivo è quello di portare in rilievo una problematica che negli ultimi anni ha interessato sempre di più la nostra regione. Si tratta del proliferare incontrollato di molti esemplari di cinghiali, che oltre a danneggiare l'ecosistema, crea non pochi disagi agli agricoltori.
"La presenza di branchi di cinghiali composti da un numero incontrollato di esemplari, fa si che questi animali si nutrano liberamente sui terreni coltivati distruggendo il raccolto - si legge nella petizione del Co.A.A.R.P. -. Tutto ciò determina contemporaneamente, in capo all’agricoltore, una riduzione dei ricavi e aumento dei costi aziendali. In quanto il cinghiale non danneggia solo le coltivazioni ma la sua azione si ripercuote anche su prati polifiti riducendo le specie presenti, danneggia sottoboschi, piccola fauna e avifauna nidificante a terra, con conseguente danno alla biodiversità. Inoltre si è potuto verificare che il cinghiale può compromettere le tartufaie". Anche la zona del chivassesse è interessata da questo fenomeno. Perciò una sezione del comitato regionale si è attivata anche a Monteu da Po e Lauriano. La raccolta firme è iniziata durante la festa patronale della Madonna del Rosario ed è sottoscrivibile da agricoltori, rappresentanti delle istituzioni locali e semplici cittadini. "Questa petizione nasce dalla necessità di molti coltivatori diretti di far sentire la propria voce. Non ci sentiamo più rappresentati dalle associazioni di categoria - spiega Enrico Mason, agricoltore e referente del comitato per Monteu e Lauriano -, come Coldiretti, CIAC o Confagricoltura, che purtroppo si sono piegate sulle posizione delle organizzazioni venatorie. La razza di cinghiale presente sul nostro territorio non è autoctona, ma frutto di incroci mirati ad una maggiore capacità riproduttiva, proprio per favorire la caccia". La raccolta firme è destinata a Regione Piemonte, a cui la vigilanza in materia è stata demandata dallo Stato. I promotori chiedono in primis una gestione professionale, nel rispetto di uomo e natura, oltre che a delle adeguate perizie per l'indennizzo dei danni provocati dai cinghiali. "Le associazioni ambientato e animaliste non sono assolutamente contrarie alla nostra proposta. Anzi - conclude Mason -, si tratta di un intervento grazie al quale anche la natura e l'ecosistema avranno dei benefici".
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