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LAURIANO. Insulto sessista alla sindaca che lotta per le donne

LAURIANO. Insulto sessista alla sindaca che lotta per le donne

La scritta di via Maia contro la sindaca Matilde Casa

“Sindaco t...”. Un insulto sessista alla sindaca di Lauriano Matilde Casa è comparso in questi giorni in una strada del paese. In via Giovanna Maia - la Provinciale 100 che da Moriondo (San Sebastiano da Po) conduce a Lauriano - dalla sera alla mattina è spuntata sul manto stradale l’offesa discriminatoria nei confronti della prima cittadina: la scritta è stata realizzata con uno spray verde nei pressi di un tombino, a sua volta cerchiato nello stesso colore.

Se due più due fa quattro, il motivo dell’insulto sessista è chiaro: la “profondità” del tombino della strada. Scontata la denuncia contro ignoti sporta dalla sindaca ai carabinieri di Casalborgone, agli ordini del maresciallo Amerigo Celani che hanno già avviato le indagini per individuare il o i colpevoli.

Le condizioni dei tombini di via Giovanni Maia sono al centro dell’attenzione da un anno almeno, da quando si è concluso il cantiere per il rifacimento del manto stradale di competenza della Città Metropolitana di Torino.

Le segnalazioni dei cittadini sulla pericolosità dei tombini, che raggiungono profondità variabili dagli 8 ai 18 centimetri, furono oggetto anche di un’interrogazione consiliare e di una lettera alla Città Metropolitana di Torino.

Per l’ignobile e inqualificabile offesa, alla sindaca Matilde Casa sono già arrivati diversi attestati di solidarietà e di vicinanza dai suoi concittadini. 

Questo tipo di violenza verbale deriva da violenze verbali che io subisco da anni - commenta amareggiata la sindaca -. Questo è solo il frutto di un atteggiamento che ho già denunciato. Le parole e gli atteggiamenti sono pietre, non è un caso che poi si verifichino certe cose: l’opposizione politica è una cosa, ma io in questi anni ho subito violenze verbali di cui queste scritte sono la logica conseguenza. Arrivati a questo punto, la solidarietà delle persone che per anni mi hanno attaccato con violenze verbali, è veramente ipocrita”.

Sul gruppo facebook dell’opposizione, il capogruppo consiliare Emmanuele Serlenga ha prontamente condannato il gesto: “Queste scritte - commenta - sono un fatto gravissimo, da non sottovalutare e che deve interrogare ognuno di noi. Esprimiamo  la nostra massima vicinanza e la nostra assoluta solidarietà a Matilde Casa sia come donna che come Sindaco. La critica politica sul merito dei provvedimenti, che noi spesso facciamo, è lontana anni luce da linguaggi di questo tipo. Speriamo che i responsabili vengano individuati e che queste  scritte siano rimosse quanto prima dalla sede stradale”.

Gli fa eco anche il collega consigliere Renato Dutto: “Piena solidarietà al sindaco Matilde Casa. La vergognosa scritta sia cancellata al più presto, sperando che gli autori del gesto siano individuati e paghino i danni”.

L’offesa ha suscitato la reazione sdegnata di molti, in paese, e la notizia dell’insulto sessista sta iniziando a fare il giro del chivassese.

Anche perché la sindaca Matilde Casa, al suo terzo mandato, non è certo una sindaca qualsiasi nè una che non ha a cuore il suo paese.

Agronoma prestata alla politica (nel 2018 s’è candidata con il Pd alle politiche), nel 2016 a Casale Monferrato ha ricevuto il premio “Ambientalista dell’anno” da Legambiente perché il suo è stato il primo comune in Italia a ridurre le aree edificabili.Per la variante 8 al Piano Regolatore, la sindaca subì una denuncia penale per abuso d’ufficio e un processo che si concluse con l’assoluzione perché “il fatto non sussiste”. 

Di questa storia, Matilde Casa ne ha fatto anche un libro, dal titolo inequivocabile: “Il suolo sopra tutto”. E l’ha presentato in giro per l’Italia, guadagnandosi l’appellativo di “sindaca paladina dell’ambiente”.

Dalla difesa dell’ambiente, recentemente Matilde Casa ha spostato le sue attenzioni alla difesa delle donne vittime di violenza. 

La sua amministrazione, lo scorso 8 marzo, ricorrenza della Festa della Donna, ha approvato una delibera con cui viene data la possibilità di iscrizione anagrafica nella via fittizia “Via della Casa Comunale” alle donne vittime di violenza e dei loro figli residenti a Lauriano, che necessitano di protezione.  Un atto fattivo per tutte quelle donne che dovrebbero mantenere la residenza con l’uomo da cui sfuggono. 

Anche in questo il Comune di Lauriano è stato pioniere.

Un motivo in più per condannare con maggiore fermezza l’ignonibile offesa di cui la sindaca è stata destinataria.

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