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RONDISSONE. Magnone: “Troppi rifiuti nel futuro del chivassese”

RONDISSONE. Magnone: “Troppi rifiuti nel futuro del chivassese”

Antonio Magnone (secondo da sinistra) alla serata contro il nucleare

RONDISSONE. Un limite prestabilito per indicare il carico ambientale di un territorio è già sottoposto, un indicatore preciso da non superare. Lo chiede Antonio Magnone, sindaco di Rondissone, a Città Metropolitana, Regione Piemonte ed agli enti superiori preposti, a difesa dei nostri Comuni. L’occasione è stato l’incontro che si è tenuto a Chivasso,nel cortile di Palazzo santa Chiara, alla fine di giugno e dal titolo: “Troppi rifiuti nel futuro di chivassese e canavese”, per dibattere sulla possibilità che la porzione di territorio fra Chivasso (frazione Mandria), Mazzè, Caluso e Rondissone possa diventare il sito del deposito nazionale permanente di scorie radioattive e sulle osservazioni che ogni parte ha presentato all’inizio di luglio.  

Dobbiamo essere uniti – ha detto durante la serata il sindaco Magnone -, perchè le richieste di impianti a biometano, biomasse e di ogni genere sono oramai all’ordine del giorno nei nostri Comuni. Chiedo agli Enti superiori di fare qualcosa per il territorio: se non abbiamo un limite, una norma, che stabilisce il carico ambientale, che chi vuole presentare questi progetti abbia un limite di riferimento, noi Amministratori passeremo il tempo a difendere i nostri paesi. Io sono due anni che amministro e devo più interessarmi degli impianti a biometano di Caluso e di Rondissone e il deposito nazionale di scorie, più che dei cittadini: il tempo che ho dedicato a queste battaglie, ovviamente molto importanti, è ben superiore a quello che ho dedicato ai miei cittadini”. 

Le battaglie ambientali, infatti, sottraggono ai piccoli Comune energie e anche risorse economiche che devono essere impiegate per istruire pratiche come le osservazioni ai progetti, che richiedono consulenze specializzate.

Quando ci si trova di fronte ad una situazione di questo genere, quindi, si è costretti ad utilizzare denaro pubblico che poteva essere, invece, impiegato per servizi ai cittadini, pur nella consapevolezza che la difesa ambientale di un territorio è sicuramente fra le battaglie più nobili da condurre e che tutela la qualità di vita dei cittadini.

Non da meno, per quanto riguarda Rondissone, così come i Comuni limitrofi, si deve tenere conto che si sta piano, piano, cercando di tutelare le risorse turistiche legate al paesaggio ed alla storia, con la presenza sul territorio, per esempio, del Parco del Po con il ramo della Dora Baltea, oppurei percorsi ed i sentieri di campagna dedicati alle camminate e alla bicicletta. 

“Chiedo veramente – ha detto ancora Magnone nel suo intervento chivassese - che si possa formulare una normativa di questo genere, in modo che non arrivi più l’ennesiam società a dire: ‘voglio presentare un nuovo impianto a biometano o di qualsivoglia tipo in questa zona’, perchè non si può fare, il carico ambientale è già così elevato che non devi neanche venire a chiederlo, perchè tanto è già stato stabilito che non si può fare”.  

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