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18 Giugno 2021 - 17:24
Barbara Squillace
Sono passati due mesi da quando Barbara Squillace ha presentato un’interpellanza con la quale chiedeva di fatto al sindaco, Antonio Magnone, di bloccare le vaccinazioni sul suo territorio.
Nello specifico chiedeva come il sindaco: “intendesse giustificare il coinvolgimento del Comune in un’attività giudicata gravemente illecita da molti autorevoli giuristi”; e poi ancora: “Se fosse consapevole della pesantissima responsabilità civile e penale a cui potrebbe esporre sè stesso e tutti gli amministratori del Comune”; infine “Come intendesse giustificare il mancato esercizio dei poteri spettantegli in materia di salute della popolazione, a fronte della campagna di sperimentazione medica sopra detta”.
Da quel 26 aprile in cui la capogruppo di opposizione ha presentato questo atto, non è ancora stato inserito nell’ordine del giorno di alcun Consiglio Comunale.
“Non venendo tale interpellanza posta all’o.d.g. dei successivi Consigli comunali - spiega Barbara Squillace - ho chiesto il motivo e lui mi ha risposto, con una sua nota del 3 giugno scorso di non averla posta all’o.d.g. poiché “si è ritenuto necessario chiedere interpello alla Procura della Repubblica e al Prefetto”.
In poche parole il sindaco Magnone ha passato la “patata bollente”.
Un atteggiamento che ha indispettito la consigliera d’opposizione: “Non mi risulta che la Procura della Repubblica svolga attività di assistenza ai Sindaci, mentre la Prefettura presta, sì, consulenza agli enti locali, ma solo su temi strettamente tecnici e non certo per consigliare come rispondere ad un’interpellanza consiliare”.
Poi Squillace incalza: “ Considerato che gli effetti avversi della somministrazione dei farmaci, già previsti dagli enti preposti, si stanno ampiamente verificando, e considerato che la recente sentenza del Tribunale Amministrativo di Vienna (che conferma precedenti pronunce di altre Corti europee) ribadisce l’erroneo utilizzo dei c.d. “tamponi” per mappare l’entità della c.d. “pandemia” (che avrebbe quindi dimensioni reali totalmente diverse da quelle descritte dai media), non vorrei che l’incomprensibile trasmissione alla Procura e alla Prefettura fosse un escamotage per evitare di rispondere proprio nel momento in cui il problema si fa più scottante che mai”.
Ma non resta a braccia incrociate a guardare: “Le rinnovo l’invito a rispettare le regole di funzionamento del Consiglio comunale e quindi a rispondere in Consiglio alla mia interpellanza”.
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