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SALUGGIA. Arrestato un venditore di valvole “Perceval”

Alle prime luci dell’alba di mercoledì 28 ottobre la Guardia di Finanza ha suonato al cancello della casa dell’imprenditore maceratese Maurizio Mosca per notificargli un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, con l’accusa di corruzione. Il suo nome è entrato in una vasta inchiesta condotta dalla procura di Chieti  relativa alle forniture per l’ospedale della città abruzzese. Nel caso di Mosca, le accuse riguardano la vendita di valvole cardiache prodotte da LivaNova a un prezzo ritenuto dagli inquirenti maggiore rispetto a quello di mercato, in virtù dei rapporti instaurati con il primario cardiochirurgo Gabriele Di Giammarco; rapporti che sarebbero stati rinsaldati da regali come viaggi e oggetti di arredamento. Altre cinque persone, oltre a Mosca e a Di Giammarco, sono indagate a vario titolo per corruzione, falso, turbativa d’asta e omicidio colposo per una maxi frode sulla spesa sanitaria; a due medici, inoltre, è stata imposta la misura interdittiva della sospensione temporanea per 12 mesi dalla professione sanitaria.

Le indagini sono partite nel luglio scorso, in seguito alla morte di un 60enne operato da Di Giammarco. Durante l’intervento sarebbe stato utilizzato un macchinario acquistato per 95 mila euro su pressioni, per l’accusa, di Di Giammarco, che lo avrebbe definito vitale per quel paziente; ma quel macchinario sarebbe stato inadeguato a quell’intervento, e usato senza alcuna formazione. Nel corso degli accertamenti la procura di Chieti ha controllato anche le forniture di valvole cardiache LivaNova, modello “Perceval”, fatte da Mosca tra il 2011 e il 2019. Secondo gli inquirenti il maceratese le avrebbe vendute a un prezzo più alto di quello del normale, grazie al fatto che il primario le avrebbe definite infungibili, cioè insostituibili, uniche. Questo avrebbe spinto l’azienda sanitaria a comprarle senza gara, spendendo in tutto oltre un milione di euro. Mosca si sarebbe sdebitato - secondo l’accusa - pagando al cardiochirurgo un viaggio a Lisbona, una valigia e l’arredo dello studio. Da qui l’accusa per Mosca di corruzione che ha fatto scattare gli arresti domiciliari.

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