AGGIORNAMENTI
Cerca
27 Ottobre 2020 - 11:18
La minoranza chiede le dimissioni di Elia Demin e la maggioranza si divide sulla votazione per la modifica dello Statuto comunale.
La seduta consiliare di giovedì 22 ottobre è iniziata con la richiesta del gruppo di minoranza, guidato da Chiara Barone, di dimissioni del consigliere Demin. Motivo? La scarsa presenza del consigliere (eletto nella lista della Barone, e poi proclamatosi “indipendente”) alle sedute e lo scarso apporto dato all’attività politica del paese. Demin ha respinto la richiesta degli ex compagni, giudicandola immotivata.
Successivamente sono state ratificate due variazioni di bilancio già deliberate dalla Giunta. «La prima - spiega il sindaco Stefano Corgnati - aveva come elemento fondamentale l’attribuzione di 50 mila euro per la messa a norma della scuola sulla base delle disposizioni Covid, e che ha permesso di ultimare i lavori per inizio settembre. La seconda serviva per lo sviluppo del progetto, con un impegno di circa 17 mila euro, da presentare per il bando ministeriale “Sport e periferie”, con cui intendiamo finanziare un successivo lotto della riqualificazione del campo sportivo».
L’ultima o punto all’ordine del giorno consisteva nella proposta di modifica dello Statuto per l’introduzione della figura del presidente del Consiglio comunale. Una modifica caldeggiata dal sindaco stesso, che ha sottolineato il forte valore politico e non solo amministrativo della deliberazione. «Ho deciso di proporre questa modifica perché, a parer mio, sindaco e presidente del Consiglio comunale dovrebbero essere due figure distinte. Questo semplificherebbe molte cose e consentirebbe inoltre attività politiche migliori».
Trattandosi di una modifica allo Statuto, l’approvazione necessitava di una maggioranza qualificata: non la metà più uno come nelle delibere ordinarie, ma quella dei due terzi dei membri del Consiglio: quindi 8, escluso il sindaco.
In quel momento in aula erano presenti 10 consiglieri: 7 di maggioranza, l’«indipendente» Demin e due di minoranza; serviva quindi il voto favorevole compatto della maggioranza più quello di Demin. La minoranza ha deciso di astenersi, Demin ha votato a favore. La sorpresa è però arrivata dal consigliere di maggioranza Federico Pizzamiglio, che ha annunciato l’intenzione di astenersi. Una presa di posizione che ha spiazzato Corgnati. Spiega il primo cittadino: «C’è stato un momento di forte imbarazzo. Senza il voto favorevole di Pizzamiglio la delibera non sarebbe stata approvata. Persino gli esponenti della minoranza sono rimasti stupiti dalle dichiarazioni del nostro consigliere». Pizzamiglio ha così spiegato le proprie intenzioni: «Non c’è mai stato un dibattito democratico sull’argomento tra i membri della maggioranza. Si tratta di un argomento sensibile che porterà a un riassetto nella struttura amministrativa. La mia astensione non era mirata a sfiduciare il sindaco: semplicemente non me la sentivo di votare una simile modifica».
Dopo un breve intervento del vicesindaco Franco Sandra, però, Pizzamiglio ha cambiato idea, decidendo di votare a favore della delibera.
Tutto risolto? Non proprio. Se da un lato il consigliere sostiene che i rapporti tra lui, il sindaco e gli altri membri della maggioranza siano ancora ottimi e la fiducia sia reciproca, dall’altro Corgnati non ha preso bene quanto avvenuto: «Alla fine, con il voto favorevole di Pizzamiglio, la modifica è stata approvata. Ma quanto è accaduto porterà delle conseguenze. Lo strappo politico tra il nostro consigliere e la maggioranza non è ricucito. Abbiamo già mandato una nota a Pizzamiglio nella quale gli si fa presente la frattura politica in atto. Nei prossimi giorni ne parleremo con calma, per adesso si tratta solo di comunicazioni informali. Nessun documento è stato depositato o protocollato in Comune, e speriamo di risolvere i nostri problemi interni senza ricorrere a vie ufficiali».
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.