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13 Ottobre 2020 - 11:51
L’accordo tra il Comune e il Parco del Po su come spendere le compensazioni ricevute a fronte della costruzione dell’impianto nucleare “Cemex”, da utilizzare - sotto il controllo della Regione - per la riqualificazione dell’area lungo la Dora Baltea, non trova d’accordo il gruppo di minoranza consiliare “Un’altra Saluggia è possibile”.
Il 17 settembre scorso la Giunta presieduta dal sindaco Firmino Barberis ha approvato l’accordo preliminare con l’Ente Parco. Al punto 2 dell’accordo, sottoscritto nel novembre 2029, si legge: “Acquisire al patrimonio pubblico l’area dove attualmente è presente il fatiscente fabbricato chiamato “Dorona”, in funzione di una riqualificazione ambientale complessiva dell’area con la demolizione del manufatto, favorendo così la valorizzazione del contesto e maggiori possibilità di fruizione della zona”.
Acquisizione dell’area e demolizione del fabbricato: una decisione contestata dai consiglieri di minoranza. «I cittadini - afferma il capogruppo Filippo Stramaccioni - sono stati tenuto all’oscuro dei piani della Giunta Barberis sul futuro della Dorona. Ma siamo sicuri che non ci sia altro modo per valorizzare il territorio se non distruggere l’edificio? Nel corso degli anni ipotesi e proposte per dare nuova vita all’area non sono mancate, e di certo non hanno mai contemplato la demolizione dell’ex locanda».
Di vero c’è che la zona in cui sorge la struttura negli ultimi anni è stata abbandonata al degrado, diventando la zona preferita per il deposito illegale di rifiuti di varia natura. «Ogni tanto l’area viene ripulita, ma poco tempo dopo ecco che compare nuova spazzatura. Questo non è colpa dell’edificio, ma dell’inciviltà della gente» continua Stramaccioni; «a nostro avviso, l’intenzione formulata nell’accordo con il Parco è la dimostrazione di come questa Amministrazione non sappia andare al di là del “porfido e parcheggi”, perchè quando si tratta di impegnarsi in progetti più profondi e ambientali è meglio andare per vie brevi: demolire e mettere un po’ di prato, che va bene così».
Per l’edificio che ospitava il bar-trattoria la minoranza pensa a nuovi utilizzi: «La riqualificazione del Ritano dovrebbe avere come perno la ripresa della Dorona, non il suo abbattimento. Il sito potrebbe diventare un importante centro per il turismo. Ci sono tanti progetti lasciati a metà, basterebbe prendere le parti migliori e realizzare qualcosa di davvero utile, anziché pensare solo a distruggere Noi pensiamo invece che la riqualificazione del Ritano passi anche attraverso il mantenimento della locanda, magari con progetti che ne possano renderla maggiormente fruibile e farne un punto centrale per il turismo, magari ripartendo ad esempio da uno degli ultimi studi fatti e pagati dal Comune (ad esempio quello dello studio De Ferrari del 2010), per poi migliorarlo o integrarlo con altri progetti (ad esempio il “Doradomani”)».
«L’Amministrazione e il sindaco Barberis - conclude Stramaccioni - non hanno dato la possibilità ai saluggesi di esprimersi in merito. Abbiamo deciso di farlo noi al posto loro: vogliamo sentire cosa vorrebbero i cittadini nel futuro della Dorona. Chi volesse esprimere la propria opinione può farlo telefonandoci, scrivendoci o commentando sui social».
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