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LIVORNO FERRARIS. Brutta avventura in autostrada per una livornese

Cercano di rapinarla in autostrada facendola fermare con una scusa. Lei però si insospettisce e scappa. E’ quanto accaduto lo scorso 16 settembre alla 26enne livornese Marta Corgnati sulla Torino-Milano all’altezza dello svincolo di Chivasso centro.

Racconta la giovane: «Erano circa le 10.30 del mattino. All’altezza dell’uscita per Chivasso centro ho sorpassato una macchina grigia, e proprio mentre effettuavo la manovra ho sentito un forte rumore provenire dalla mia ruota destra anteriore. L’auto che avevo appena sorpassato, probabilmente un’Alfa Romeo, inizia farmi insistentemente gli abbaglianti» spiega la ragazza, che ha rallentato per tentare di capire se ci fosse qualche guasto alla sua auto, una Dacia Sandero. «Vedendomi diminuire la velocità, l’auto dietro ha iniziato a sfanalare ancora di più. Decido di fermarmi alla prima piazzola d’emergenza pensando, forse ingenuamente, che l’automobilista volesse segnalarmi davvero qualcosa che non andava alla mia auto». Marta però inizia insospettirsi quando anche l’auto grigia si ferma dietro di lei. «Dalla macchina è subito uscito un uomo, che si è subito avvicinato alla mia auto, dal lato del passeggero. Per fortuna ho avuto il buonsenso di rimanere nell’abitacolo, chiudendo le portiere a chiave». La livornese decide quindi di abbassare appena il finestrino, chiedendo all’uomo cosa avesse da dirgli. «Per tutta risposta ha cercato di aprirmi la portiera. Trovandola chiusa, e vedendo che avevo una bottiglietta d’acqua in borsa, mi ha chiesto se avessi dell’acqua». A quel punto Marta, con la certezza che qualcosa non andasse, decide di partire immediatamente, allontanandosi dalla piazzola. «L’unica cosa di cui mi pento è di non essere riuscita a prendere il numero di targa della vettura, in modo da poter essere d’aiuto segnalando il veicolo». La chiamata alla Polizia stradale e ai Carabinieri si rivela inutile: «non essendo stato compiuto un reato e non avendo un numero di targa da segnalare, le forze dell’ordine non hanno potuto fare nulla». Marta però ricorda bene l’uomo: «Era un ragazzo giovane, sicuramente non italiano e con un aspetto non proprio rassicurante. Bisogna sempre fare attenzione, e non fermarsi mai in circostanze simili». Ma quali intenzioni poteva avere l’automobilista? Un furto d’auto è poco probabile, essendo da solo. Più probabile un tentativo di rapina, se non peggio.

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