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22 Settembre 2020 - 11:25
Solito Consiglio comunale “di fuoco”, quello di giovedì 17 settembre. La seduta è stata caratterizzata anche stavolta da un duro scontro tra la Giunta Barberis e la minoranza guidata da Filippo Stramaccioni. Oggetto del contendere la mozione presentata dall’opposizione nella quale viene chiesta la revoca delle deleghe al vicesindaco Libero Farinelli, a causa del “caos cantieri” che sta paralizzando il paese. La proposta non è però stata discussa. «Questo tipo di mozione non è prevista dal regolamento», ha affermato il sindaco Firmino Barberis. La minoranza ha chiesto di far mettere a verbale la volontà di presentare la mozione anche nei prossimi consigli comunali: «La depositeremo fino al giorno in cui verrà discussa in Consiglio», ha detto la consigliera di minoranza Sabrina Formica.
Poco più tardi - racconta la stessa Formica - «stavamo aspettando che il responsabile economico Lorena Tiozzo tornasse con dei documenti che aveva dimenticato in ufficio. Ne è nato uno scambio di battute, con Farinelli che ha detto, scherzando, come le dimenticanze possano capitare anche ai più esperti. Il nostro consigliere Emanuele Pedrazzini ha sottolineato che certe cose possano accadere a una certa età». Il sindaco Barberis ha risposto: «Beh, io a questa età ci sono arrivato. Voi non so». A microfono acceso. Volontariamente. In una seduta pubblica. Apriti cielo: il (poco) pubblico presente in sala consiliare ha detto al sindaco di vergognarsi, mentre Pedrazzini affermava di aver colto nella frase una chiara minaccia. Nel caos che ne è derivato la minoranza ha fatto mettere a verbale l’esternazione di Barberis. «Questa volta andremo fino in fondo. Il sindaco ha esagerato e una denuncia non gliela toglie nessuno. Siamo in un paese di neanche quattromila anime che riceve ogni anni due milioni e mezzo di euro di compensazioni nucleari, e nonostante ciò non siamo all’avanguardia su nulla. Adesso dobbiamo anche avere un sindaco che minaccia pubblicamente chi non gli va a genio?», ha concluso Formica.
Litigi a parte, nel corso del Consiglio l’Amministrazione ha approvato l’applicazione delle aliquote Imu, rimaste invariate rispetto all’anno precedente. Anche per la Tari le tariffe rimangono identiche a quelle del 2019 (rata unica con scadenza 15 marzo 2020): un eventuale conguaglio sarà applicato nel triennio successivo.
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