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NUCLEARE. Città Metropolitana: «Sogin segua le indicazioni di trasparenza contenute nella mozione approvata dalla Camera dei Deputati»

NUCLEARE. Città Metropolitana: «Sogin segua le indicazioni di trasparenza contenute nella mozione approvata dalla Camera dei Deputati»

Marco Marocco

NUCLEARE. «Se Sogin spa non rispettasse le indicazioni sulla trasparenza del procedimento di localizzazione del Deposito unico nazionale delle scorie nucleari, indicate nella mozione che la Camera dei Deputati ha approvato nei mesi scorsi, si aprirebbe un caso politico, perché un’azienda di Stato agirebbe fuori dal controllo dagli indirizzi formulati dal Governo e del Parlamento.

È quindi opportuno istituire un tavolo di lavoro che coinvolga i parlamentari piemontesi, che a loro volta dovranno chiamare i ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico a riferire alle competenti Commissioni di Camera e Senato sullo stato di avanzamento della procedura, sulle garanzie per la trasparenza e sull’effettivo rispetto delle indicazioni contenute nella mozione approvata dalla Camera e condivisa da tutti i capigruppo delle forze politiche di maggioranza.

Della questione potrebbe essere investita anche la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Anche la Giunta e il Consiglio Regionale Piemonte devono nuovamente essere chiamati ad esprimersi sul tema della trasparenza».

E’ questa la posizione comune emersa nell’incontro online tra i parlamentari piemontesi e gli amministratori locali della Città Metropolitana di Torino e della Provincia di Alessandria svoltosi lunedì 20 settembre. L’incontro è stato convocato dal vicesindaco della Città Metropolitana, Marco Marocco, a meno di due mesi dalla “sessione piemontese” del Seminario nazionale, in programma a metà novembre.

«Durante il seminario la Sogin dovrebbe fornire le risposte alle osservazioni e alle richieste di chiarimento che gli Enti di area vasta e i Comuni potenzialmente interessati all’ubicazione del deposito unico nazionale hanno presentato, dopo aver ottenuto - non senza difficoltà e in alcuni casi facendo intervenire la magistratura amministrativa - di poter visionare la documentazione relativa alla procedura di individuazione dei siti (potenzialmente, ndr) idonei».

Nell’incontro del 20 settembre con i senatori e i deputati piemontesi che hanno preso a cuore la questione il vicesindaco metropolitano, il presidente della Provincia di Alessandria, i sindaci e gli amministratori locali di Carmagnola, Mazzè, Rondissone, Caluso, Castelletto Monferrato e Fubine Monferrato hanno ribadito la «preoccupazione dei territori per l’atteggiamento della Sogin», che, in vista della sessione di novembre, «ha previsto tempi strettissimi per la presentazione delle osservazioni alla Carta nazionale che individua le aree potenzialmente interessate all’ubicazione da parte dei singoli Comuni, senza che peraltro altri portatori di legittimi interessi (come i rappresentanti delle categorie economiche) possano avere voce in capitolo».

Gli amministratori locali, quindi, «auspicano che l’impegno garantito dai parlamentari sortisca gli effetti desiderati, in termini di una maggiore attenzione alle legittime esigenze dei territori».

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