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11 Gennaio 2021 - 13:31
Il gruppo consiliare “Un’altra Saluggia è possibile” commenta così la notizia della pubblicazione della Cnapi: «La accogliamo positivamente, la aspettavamo da cinque anni. Con la sua pubblicazione ci auguriamo che i tempi previsti per la realizzazione del Deposito Nazionale vengano rispettati. Ovviamente non ci stupisce sapere che Saluggia e Trino non sono tra le 67 aree potenzialmente idonee individuate. Già i criteri di localizzazione definiti da Ispra (oggi Isin) nella Guida Tecnica n. 29 avevano evidenziato l’inidoneità dei due siti vercellesi ad ospitare le scorie; la Cnapi ha semplicemente confermato in modo definitivo che qui le scorie non possono rimanere. Il Deposito Nazionale è un’infrastruttura necessaria per l’Italia. Non è possibile continuare ad avere più siti sul territorio nazionale a ospitare in modo temporaneo le scorie. La stesura della Cnapi è un tassello importante per arrivare al tanto sperato decommissioning dei siti inidonei a ospitarle in depositi che la stessa Sogin ha definito essere temporanei. La pubblicazione è però solo il primo passo. Ora si dovrà analizzare, in modo rigoroso, se i criteri che hanno portato a individuare le 67 aree potenzialmente idonee in appena 7 regioni italiane siano stati correttamente applicati. Il pericolo Nimby (Not in my back yard – non nel mio cortile) non sia alibi per ulteriori ritardi. La Cnapi era pronta dal 2015 e la sua pubblicazione non poteva essere ulteriormente rimandata. Occorre però constatare che solo ora, finalmente, il “nucleare” sia tornato al centro delle cronache del Paese. Siamo consapevoli che molti sindaci e cittadini, nel vedersi inseriti in un’area atta a ospitare il Deposito Nazionale avrebbero sollevato critiche alla selezione del proprio territorio. Ma è giunto il momento che l’Italia riprenda al più presto il percorso previsto dal “Programma Nazionale per la gestione del materiale radioattivo” fermo da cinque anni, il quale attraverso la localizzazione del sito “meno inidoneo” dovrà portare a risolvere definitivamente la questione dello stoccaggio. Va ricordato che, oltre a dover risolvere il problema delle scorie della stagione nucleare, è necessario trovare un luogo di stoccaggio sicuro anche per i rifiuti che quotidianamente vengono prodotti negli ospedali e nelle industrie. Sindaci, cittadini e associazioni fanno bene a verificare se i criteri che hanno portato all’individuazione di questi siti siano stati applicati correttamente, ma la rinata consapevolezza della “questione nucleare” non deve essere sopraffatta dalla logica del “non nel mio cortile”. In questo modo si correrebbe il rischio di fornire un pericoloso alibi a Governo e Sogin per mantenere ancora a lungo le scorie in siti certificati come inidonei».
«Urge quindi - concludono i consiglieri - una presa di coscienza da parte di tutti (Governo, Sogin, amministratori locali e cittadini) perché si arrivi al più presto, con il coinvolgimento di tutti e la massima trasparenza possibile, alla realizzazione del sito di stoccaggio definitivo nel luogo più sicuro possibile, con la consapevolezza che il nucleare da Saluggia deve andar via al più presto».
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