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SETTIMO TORINESE: "Ddl Zan? La Sindaca Piastra si occupi di cose più importanti"

SETTIMO TORINESE: "Ddl Zan? La Sindaca Piastra si occupi di cose più importanti"

Uno dei banchetti di Fratelli D'Italia a Settimo. Gabriele Bellotto è il primo a sinistra

Il coordinatore cittadino di Fratelli D’Italia, Gabriele Bellotto, punta di nuovo il dito contro la sindaca Elena Piastra. Proprio sul nostro giornale, infatti, la prima cittadina ha più volte difeso il Ddl Zan ed è su questo che Bellotto ha deciso di attaccarla. “Sinceramente - spiega l’esponente di Fratelli D’Italia - speravo che con il voto al Senato si finisse di parlare del Disegno di Legge Zan. Confidavo che la nostra sindaca avrebbe passato la mano ma evidentemente il richiamo della cattedra è stato più forte di lei. Come poteva esimersi dallo spiegare ai suoi alunni come siano andate le cose nel mondo della politica? La sinistra inciampa per colpa della destra, dice lei. La sindaca Piastra, però, dimentica che i primi ad affossare il Ddl ZAN sono stati i suoi alleati al Governo come Italia Viva che legittimamente ha assunto una posizione di critica verso il provvedimento. Il muro contro muro di cui lo stesso Zan è stato portavoce non è servito a nessuno e questo dimostra che l’arroganza non vince per fortuna”.  Per Bellotto, però, si tratta di una legge sostanzialmente inutile. “Nel merito il Ddl Zan - prosegue - rimaneva un provvedimento liberticida che non faceva alcun passo in avanti nella lotta alla discriminazione ma anzi creava disparità sul piano della libertà di pensiero. I sostenitori del Ddl Zan ritengono necessario intervenire con nuove disposizioni a causa dell’emergenza sociale, dovuta alla significativa quantità di reati che sarebbero commessi ai danni di persone che si discostano dalla binarietà maschio-femmina eterosessuale, e dell’incompletezza del quadro normativo, per la supposta mancanza di norme a tutela delle offese rivolte alle suddette categorie di persone. Il motivo pare sconfessato dalla realtà, in quanto secondo l’Osservatorio del Ministero dell’Interno le segnalazioni per offese dovute a genere e orientamento sessuale sono in media 26,5 all’anno sul territorio nazionale, il che non riduce la gravità per ogni singola offesa alla dignità personale, qualunque sia il movente). Si ragioni, invece, come proposto da alcuni costituzionalisti, su un’aggravante che aumenti le pene. È già una proposta che il centrodestra ha detto di voler votare.”
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