Il piccolo gruppo di operai che ha protestato contro il Green Pass insieme al consigliere Antonio Borrini
Antonio Borrini, e una ventina (sui 1500 totali) di lavoratori della Pirelli, si sono ritrovati venerdì 15 ottobre davanti allo stabilimento di via Brescia per protestare contro l’introduzione del Green Pass. Proprio dal 15 ottobre, infatti, il certificato è diventato obbligatorio per entrare sul posto di lavoro. Per quanto riguarda la Pirelli più dell’80% dei 1500 lavoratori risulterebbe essere vaccinato. Per gli altri, invece, l’azienda ha dato la disponibilità di pagare i tamponi per ottenere il Green Pass.“Sono qui fuori - racconta Borrini - in segno di protesta insieme a tanti lavoratori della Pirelli che sono qui contro un provvedimento liberticida e folle. Da venerdì milioni di lavoratori rischiano di restare a casa senza stipendio a causa dell’infamia tessera verde oppure dovranno pagare i tamponi per andare a lavoro. Un qualcosa di surreale che ci riporta ai tempi più bui del Novecento. Sono qui a mostrare la mia solidarietà ai lavoratori costretti a restare fuori dal posto di lavoro per colpa dell’infame tessera verde, una certificazione che non attesta nulla se non una discriminazione contro i lavoratori, è un disegno ben preciso che cerca di mettere gli uni contro gli altri. Io sono qui un segno di protesta e solidarietà con loro. La corte Costituzionale è stata chiara: non esistono diritti tiranni ma qui, da due anni, ci troviamo di fronte a situazione surreali: il diritto alla salute ha subordinato quello al lavoro”. Su una posizione simile a quella di Borrini c’è anche Arnaldo Cirillo, capogruppo del Movimento 5 Stelle. “Sarei andato con Borrini - spiega - ma ero a lavoro. Io non sono contrario ai vaccini ma sono ferocemente contro il Green Pass, mi crea eritemi. La trovo una follia, mi sembra che il mondo sia impazzito completamente”. Duro, invece, sul tema, da destra, il segretario della Lega, Gianluigi Cernusco.“Secondo me - commenta - non bisogna soffiare sul fuoco ma serve stemperare. Chi ricopre cariche pubbliche dovrebbe tranquillizzare tutti e non parteggiare per gli uni o per gli altri altrimenti dove andiamo a finire? Qui in Italia c’è sempre chi dice che no a qualcosa: no tav, no tap, no green pass. Possibile che qui ci sia sempre che qualcuno è contrario? Come passare con il rosso, mi può non piacere ma se ci sono le leggi vanno rispettate.A me questa cosa che tutti sono liberi di dire tutto mi piace poco. Io penso che se ci sono delle leggi vadano rispettate, altrimenti se ci mettiamo sempre a contestare rischiamo di finire nell’anarchia più totale!”. Lapidario, infine, il segretario cittadino di Articolo 1, Sergio Bisacca. “Cosa non si farebbe per la visibilità - interviene - Borrini non fa che cavalcare l’onda”.
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