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QUINCINETTO. Frana: i tempi si allungano

QUINCINETTO. Frana: i tempi si allungano

La frana di Quincinetto

La frana c’è e si muove ancora, a piccoli passi, prosegue la sua strada verso l’autostrada Torino-Aosta. Proprio qualche settimana fa, infatti, è stato nuovamente necessario predisporre la chiusura dell’autostrada tra Quincinetto e Pont Saint Martin in direzione Aosta.

Giovedì scorso il Sindaco, Angelo Canale Clapetto, si è seduto di nuovo al tavolo con gli enti superiori per trovare una soluzione al problema. Anche in questo caso, però, la riunione si è chiusa con un mezzo nulla di fatto.

“C’è bisogno - racconta - di un intervento il prima possibile, il tema è certamente questo, spero si intervenga. Ora ha smesso di piovere e la frana non si muove più ma ad ogni pioggia il problema si ripropone. Entro il 31 luglio dovrebbero consegnarci i dati relativi ai monitoraggi, dopo di che il Comune farà la gara per la progettazione della messa in sicurezza dell’area e per il 31 dicembre ci sarà progetto esecutivo. Il punto è che i tempi si allungano sempre, è importante intervenire quanto prima anche per la realizzazione del vallo”.

Per l’opera la Regione ha messo a disposizione più 4 milioni di euro.

Continua ad essere critica, dunque, la situazione del fronte che, da anni, insiste sul territorio e continua a creare preoccupazioni di non poco conto. Gli ultimi movimenti sono stati accertati grazie alle indagini dell’Arpa e dell’Università di Firenze, che monitorano la frana con speciali sensori.

Tutto scritto nel report degli organi di controllo.

“Le apparecchiature - si legge - hanno rilevato che in seguito a precipitazioni anche non violente, come quelle avvenute a giugno, si verificano i movimenti dei massi più grandi, che sono posizionati ai lati di 500mila metri cubi di roccia, in movimento sulla montagna da un altezza di 1km e mezzo. Il collasso parziale è quindi probabile”

Nel frattempo, si parla della realizzazione del “vallo”, per mettere in sicurezza l’autostrada, l’abitato e la ferrovia presenti vicino alla frana. Si tratta di una barriera di contenimento paramassi in terra, alta circa 8 metri per proteggere le corsie dell’A5, finanziato con 4 milioni di euro dalla Sav.

Completato quel passaggio toccherà intervenire direttamente sulla frana rimuovendo i massi pericolanti.

Il sindaco, Angelo Canale Clapetto, nel corso degli ultimi anni si è rivolto a tutte le istituzioni per chiedere di intervenire nel più breve tempo possibile.

Che i massi di Località Chiappeti possano cadere da un momento all’altro non è una preoccupazione infondata. Tutt’altro. Da anni si accumulano fiori di studio e di rilievi eseguiti dagli enti competenti.

L’Arpa lo ha detto chiaramente più volte e le simulazioni hanno confermato il pericolo. Tutti gli ultimi rapporti hanno messo in luce che sui sette punti monitorati della montagna, due risultano stabili, tre invece presentano un movimento ordinario, altri due preoccupano, rispettivamente al “livello 2” e al “livello 3” che tradotto nel linguaggio tecnico significa che uno presenta “accelerazione”, l’altro ancora peggio, “rilevante accelerazione del movimento”.

L’analisi dei dati forniti dal sistema in occasione delle piogge di fine ottobre 2018, ha evidenziato una correlazione tra le piogge e l’attivazione del movimento di una parte dell’accumulo roccioso.

Proprio per questo, l’amministrazione, pubblicò anche un’ordinanza dove chiedeva alla concessionaria della strada, la Sai, di attivarsi per la eventuale chiusura di un tratto di autostrada.

Intanto sono passati tre anni.

Attualmente il sistema di monitoraggio integrato è da ritenersi molto efficiente e sofisticato, puntuale e completo nel suo insieme, Consente appunto di intraprendere attività di bonifica con discreti margini di sicurezza.

È indiscutibile che eventuali ritardi nell’assunzione di decisioni da tutti condivise potrebbero determinare responsabilità diffuse a vario titolo in caso di ritardi ingiustificati.

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