Dopo due anni di mandato è già tempo di bilanci per la prima cittadina. Si parte dalle cose fatte fino ad arrivare a quelle in programma e alle critiche. Non poteva mancare, infine, un riferimento al suo “padre” politico (che tanto l’ha criticata ultimamente), Aldo Corgiat, per il quale riserva parole forti, “rappresenta un’idea della politica finita”, ma da cui riconosce di aver imparato molto.
Allora, sei sindaca da due anni. Il 10 giugno 2019 vincevi le elezioni. Come sono stati questi due anni? Sei cambiata da quel momento?
Sono stati due anni impegnativi e importanti, per me e per la mia famiglia. Ho smesso di lavorare a scuola per dedicarmi totalmente al Comune. La scuola mi manca molto, ma ho riservato alla città gran parte del mio tempo e della mia vita, come è normale che sia per un sindaco. Di certo la pandemia ha reso questi due anni ancora più impegnativi del solito.
Pensi di aver già cambiato la città in questi primi due anni? Dove hai lasciato il segno? Hai imposto quell’accelerazione di cui parlavi?
La risposta sarebbe da lasciare ai cittadini... Oltre che per portare a termine i progetti, noi stiamo lavorando molto per spiegare il perché delle decisioni che prendiamo, sia informando le persone, sia incontrandole direttamente. Ma penso parlino i fatti: abbiamo riaperto la passerella di via Brofferio in tempo da record, ampliato la pedonale, in questi giorni partono i lavori per il nuovo parco in centro città, abbiamo aperto e chiuso il nuovo bando per le case popolari e 5 fondi affitto differenti. Sulla manutenzione ordinaria e sul verde mi pare siano evidenti i miglioramenti rispetto ad alcuni anni fa, le società in house hanno finalmente i bilanci in ordine, abbiamo realizzato la sede del CPIA, il centro provinciale per l’Istruzione degli Adulti, attesa da oltre dieci anni. E ci sono progetti già realizzati e in partenza per riqualificare Borgo Nuovo. Tutto in un anno e mezzo di pandemia. Credo che si debba e si possa fare sempre meglio, ma penso che i cittadini abbiano avvertito in modo evidente un cambio di passo.
Qual è il progetto realizzato di cui sei più orgogliosa?
Ce ne sono diversi, tra quelli finanziati e quelli in partenza. Uno a cui tengo molto è il nuovo parco in via Amendola: si tratta di una parte di città che cambierà profondamente e che era abbandonata da alcuni anni. Un altro progetto è l’apertura di uno spazio per le famiglie in via Foglizzo (che inaugura a giugno): alcune azioni sono simboliche, come portare servizi in uno spazio occupato abusivamente da tempo.
Quali sono le cose su cui lavorerete nei prossimi mesi e che si realizzeranno entro la fine del mandato?
Le funzioni fondamentali che vengono espresse dall’urbanistica esistono tutte in città, ma è il contenuto che va ripensato: basti pensare agli edifici scolastici, come sono cambiate le necessità: un nido diventerà un centro per le famiglie, una scuola materna diventerà invece centro dedicato all’autismo. Oppure a come sono cambiate le esigenze delle famiglie rispetto a 30-40 anni fa, ad esempio per quanto riguarda gli anziani. Molti servizi sono da ripensare, in certi casi addirittura da “inventare”.
Come si può immaginare è un lavoro di trasformazione che richiede tempo e passaggi progressivi. Stiamo lavorando in tutti gli ambiti: il sociale, la scuola, l’organizzazione interna, il piano regolatore, stiamo provando a inserire qualche innovazione rispetto a forme di partecipazione pubblica e poi ovviamente le azioni più visibili come la manutenzione e i lavori pubblici.
Entro la fine del 2021 partiranno gran parte dei lavori fermi da anni, come i progetti inseriti nei bandi periferie e piano città (il mercato di via Fantina, le aree verdi di Borgo Nuovo, lo spazio esterno dell’istituto 8 Marzo…), nel 2022 inaugurerà il Museo della Chimica presso la SIVA, proseguiranno gli investimenti su Borgo Nuovo (dopo via Schiapparelli, il parcheggio Coop e il parco Aglietta), entro la fine del mandato molti degli investimenti che stiamo progettando adesso partiranno con i lavori.
Ma ci sono molte altre attività: il lavoro sulle partecipate, ad esempio, di riorganizzazione interna di alcuni servizi, quello che si sta facendo per rendere la città più pulita (dal piano spazzamento ai controlli, alle nuove isole intelligenti), la riorganizzazione del servizio nido, gli investimenti sugli edifici pubblici per aprire nuovi servizi pubblici e dare maggiore presidio ad alcune aree (ad esempio l’apertura del centro autismo presso il Villaggio Olimpia o lo spostamento del comando della Polizia Municipale a Borgo Nuovo).
Stiamo partecipando a molti bandi diversi, ad esempio per recuperare la Pieve e lo spazio di fronte all’anagrafe. Attendiamo risposta rispetto al bando che ha coinvolto la casa di proprietà del Comune in Via Schiapparelli. Sono luoghi lasciati a se stessi da molti anni e non ho certezza che i progetti possano essere conclusi entro il mandato, ma mi auguro che si possa seminare moltissimo, così che chi governerà la città nei prossimi anni abbia la possibilità di avere bandi finanziati, maggiori risorse e maggiori capacità di spesa (anche grazie alla riduzione dell’indebitamento).
Qualcuno però ti accusa di aver realizzato solo un uccellino su un muro in due anni e per il resto di aver fatto poco o nulla o copiato idee dal passato. È così?
Ho letto le accuse più fantasiose, c’è anche chi mi accusa di fare spot e non avere un disegno d’insieme, come il segretario di FdI. Peccato che io non lo abbia mai visto in un incontro e temo che nulla sappia del lavoro che stiamo facendo, ma se ha voglia di ascoltarci, gli raccontiamo volentieri la nostra idea di città.
Qualcuno, ad esempio Fabrizio Puppo, oggi accusa me di non fare ciò che lui stesso non ha fatto quando era sindaco. Per evitare di fare il senso unico di via Schiapparelli, secondo quanto ha dichiarato “Bastava parlare con Olon” (per spostare il muro di loro proprietà e fare spazio alla strada, ndr). Ah sì? Pensa un po’. E noi che non ci avevamo pensato. Ma Puppo quante volte ha incontrato Olon in 5 anni? Noi stiamo incontrando continuamente l’azienda, lavorando su un piano di recupero fondamentale per la città, ma ci vorranno anni per vedere un risultato. Se avessimo atteso la dismissione da parte dell’azienda e l’arretramento del muro, in via Schiapparelli non avremmo avuto i marciapiedi per anni e a volte vanno prese decisioni scomode, pensando alla sicurezza dei pedoni. La verità è che parlare è facile e lavorare molto meno: la “nostra” pedonale, nostra si fa per dire, si voleva fare già da molto tempo. Puppo ci provò nel 2017, dopo aver parlato con due commercianti, capì che c’era da discutere, da mediare e tornò indietro.
Altri vi accusano di comunicare tanto, forse anche troppo. Di fare video e cerimonie anche solo per un marciapiede nuovo. A volte non avete esagerato?
Comunicare è parte integrante dell’azione politica ed è un atto fondamentale perché il cittadino ha il diritto di sapere cosa stia facendo chi governa e il perché stia prendendo, o non stia prendendo, alcune decisioni. Più in generale, secondo me questa accusa alla comunicazione è di una strumentalità sconcertante. Vi viene in mente un politico che non comunica? Su questo argomento, la comunicazione, leggo continui attacchi con uno stile che rasenta l’infamia. Ricordo uno stizzito editoriale non firmato in cui alcuni dipendenti pubblici venivano letteralmente insultati. A cadenza settimanale escono poi totali falsità, come i presunti costi di comunicazione citati da Aldo Corgiat: costi totalmente inventati e falsi, come false sono le sue dichiarazioni su assunzioni di personale mai avvenute. Ma poi, soprattutto: ho mai comunicato qualcosa che non abbiamo fatto? Quando farò come Corgiat e comincerò a comunicare “Le Batiment” al Parco Berlinguer o lo stadio dell’Arsenal in Laguna Verde ne riparleremo.
La pandemia ha cambiato l’agenda dell’amministrazione? Ci sono progetti che sono saltati per colpa del Covid? Ci sono invece idee che sono nate “grazie” al covid?
La pandemia ha stravolto l’agenda di qualunque istituzione, compreso il Comune, che tuttavia non ha rinunciato a lavorare sui progetti principali. Anzi, ha fatto nuovi sforzi per rispondere all’emergenza sanitaria e sociale che ne è scaturita e ha portato a innovare alcuni servizi. I prossimi 8 mesi saranno fondamentali per evitare che le situazioni di difficoltà che sono effetto dell’emergenza diventino croniche.
Passiamo alla politica. Siamo passati da un’amministrazione con un Sindaco debole, Puppo, e assessori forti ad una dove c’è il Sindaco Piastra e basta e gli assessori che hanno paura di esporsi o che comunque non hanno l’esperienza per farlo, sono quasi tutti nuovi. Si sente questo deficit di esperienza? Di capacità politica da parte dei tuoi assessori?
Mi pare una lettura superficiale. Non mi viene in mente nessun assessore che abbia paura di esporsi, anzi, al contrario tutti conoscono bene i loro temi. Semplicemente, usciamo in modo coordinato perché siamo coesi e pensiamo che in una squadra ci si muova insieme. Credo sia un elemento di forza per noi, ma soprattutto per la città. Inoltre, nessuno porta avanti le cose da solo. La pandemia ha reso più evidente il ruolo del Sindaco, a Settimo come in tutta Italia, ma tutte le idee e le azioni che si fanno in città sono realizzate grazie al lavoro continuo degli assessori e grazie a dipendenti del Comune e delle partecipate che lavorano con grande dedizione al servizio pubblico.
Questa è un’amministrazione di centrosinistra. Che decisioni ha preso che fanno dire che Piastra e la sua giunta siano di centrosinistra?
Certo che siamo un’amministrazione di centrosinistra. Posto che per me essere amministrazione di sinistra significa soprattutto fare il possibile per permettere ai cittadini di vivere in una città che favorisca i servizi per dare a tutti, soprattutto ai più fragili, la possibilità di vivere meglio.
Gli esempi non mancano. Attenzione ai diritti: da due anni c’è un progetto di formazione interno e uno sportello LGBT. Siamo tra i pochi comuni italiani a continuare a credere nel progetto SAI sull’accoglienza e stiamo accogliendo più di 20 donne e i loro bimbi in città. Stiamo ripensando molti degli strumenti sociali (emporio solidale, ampliamento dei sostegni alle famiglie), in particolare sulla casa: in due anni abbiamo riaperto il bando per le case popolari (fermo al 2013) e lo apriremo ogni due anni. Abbiamo attivato il piano autorecupero per liberare più alloggi possibili, abbiamo attivato 4 diverse forme di fondi di sostegno alla morosità per evitare gli sfratti esecutivi. Abbiamo attivato progetti di sostegno ai giovani, con l’educativa di strada e investito in cultura, ad esempio sulla Siva, ma non solo. Infine l’attenzione alle politiche ambientali: siamo tra i primi comuni italiani ad essere entrati nella rete dei comuni sostenibili, abbiamo lavorato su varianti che hanno permesso di recuperare migliaia di metri quadri di suolo, investiamo per incentivare la mobilità dolce, approvato un piano industriale di Seta che ci porterà, lentamente, verso la tariffa puntuale.
Ti pesa avere un’opposizione un po’ troppo “debole” che non sembra in grado di imporre una visione di città diversa?
Non sta a me giudicare la presunta “debolezza” dell’opposizione. Non capisco neanche cosa voglia dire. A me pesa quando non arrivano proposte, ma attacchi personali, anche perché cerchiamo di coinvolgere tutti, specie sui temi più spinosi. Un esempio: la vicenda ospedale. Ho incontrato tutti, coinvolto tutti: mai una proposta, solo un balletto che eviti di esporsi, pro o contro. A volte basta dire “Non siamo d’accordo, per noi si deve fare così”. Trovo che gli unici che fanno questo ragionamento sono i consiglieri dei 5 stelle. Gli altri attendono e l’unica opposizione è stata sui parcheggi: l’unica cosa che non abbiamo deciso noi. In generale, secondo me l’opposizione spesso abdica al proprio ruolo, lasciando a chi è fuori dal consiglio il ruolo di fare politica.
Cosa pensi di Aldo Corgiat e della sua presenza sulla scena politica? Qualcuno ti paragona a lui, Ghisaura, qualche mese fa, ci disse che “Corgiat e Piastra sono due accentratori”, è così? Sono più le cose buone che Corgiat ha lasciato alla città o più quelle negative?
Io da Aldo ho imparato varie cose, nel bene e nel male. Per me lui rappresenta un’idea della politica finita, per molti versi per fortuna. È la politica che vale tutta una vita, che coinvolge e sconvolge ogni cosa. Tutto vale per la politica: strumentalizzare un morto, usare la famiglia, non importa se si ferisce l’altro, non importa se si falsifica la realtà. Tutto vale per la “causa”. L’esercizio del potere è molto difficile. A suo tempo ho visto lui governare e mi sono convinta si governasse solo così, a volte con il terrore, facendo sgomitare per uno spazio al sole, vicino a lui. Poi ho vissuto il mandato di Puppo-Bisacca, e per molti mesi tutto mi è sembrato assurdo. Eppure da Fabrizio ho scoperto che il potere si può esercitare in modo molto diverso e che alla fine il Comune va avanti lo stesso, grazie alla responsabilità dei tecnici. Ma sarei ingiusta se dicessi di aver imparato da Aldo solo cosa non fare. Da Aldo ho imparato l’importanza del cercare il perché delle cose e la versione meno abituale delle scelte. E non posso negare che mi ha insegnato a pensare agli effetti di una scelta fatta oggi tra dieci anni. Anche Sergio Bisacca è stato importante per me, forse più di Aldo perché è più generoso o perché io ero più ricettiva. È stata una bella scuola la sua e gli sono riconoscente.
Ora Corgiat è entrato in “Insieme per Settimo”, pensi che stia solo rosicando o che pur di farti perdere possa prendere in considerazione anche l’alleanza con la destra? Pensi che voglia ricandidarsi a Sindaco?
L’arrivo di Corgiat in “Insieme per Settimo” segna la fine della lista. Di colpo la lista civica diventa una lista politica e partitica e Aldo, che è persona ingombrante come tutti i leader, racconterà per mesi che si occuperà del “contenitore”, spiegherà che bisogna “stare pronti”, usando il metodo in cui è maestro, cioè quello dello scontro e dell’attacco. Ma con questa scelta la lista civica per eccellenza segna la fine del civismo. Ottima scelta per Corgiat, pessima per Lovera. Ma non trattandosi di una scelta reversibile, credo che Lovera non potesse fare diversamente, altrimenti non penso che avrebbe sacrificato Pultrone su quell’altare.
Ha detto che la tua coalizione si basa su una narrazione contro le amministrazioni precedenti, è così?
Questo perenne uso del “noi e loro”, questa narrazione militaresca e guerreggiante della politica con valangate di rancore sono ormai una costante di ogni intervento di Corgiat da ormai più di due anni. Un racconto distorto e rabbioso che non trova nessuna aderenza con la realtà. Innanzitutto perché semplicemente nessuno nega il percorso, i risultati, le trasformazioni positive che si sono realizzate a Settimo Torinese negli ultimi 30 anni. Di certo nessuno dell’attuale maggioranza si è candidato contro la Biblioteca o contro i parchi o contro la Suoneria... E invece Corgiat insiste su una cosa che pensa solo (o quasi) lui, provando ossessivamente a farla diventare un fatto vero. Semplicemente come succede in politica abbiamo ritenuto che fosse necessario un nuovo progetto per la città, un nuovo patto con i cittadini, una nuova fase che fosse in grado di interpretare le trasformazioni radicali della società che uno schema politico nato negli anni Ottanta non pensavamo fosse il migliore possibile oggi. Fa un po’ sorridere poi che Corgiat metta a confronto 30 anni di amministrazione (Ossola, Corgiat, Puppo), anni in cui tra l’altro i comuni avevano risorse e possibilità di indebitamento nemmeno paragonabili, con 2 anni di nostra amministrazione (di cui un anno e mezzo di emergenza Covid), dicendo “Eh, noi abbiamo fatto di più”. E beh, ma sarebbe assurdo il contrario no? Corgiat inaugurò una Biblioteca voluta e pensata da Ossola e che invece lo stesso Corgiat ha sempre detto che non avrebbe fatto, noi ereditiamo lo scolmatore, ma paghiamo ancora i debiti di Corgiat, magari il prossimo sindaco inaugurerà un progetto pensato da questa amministrazione o erediterà un errore.
E la tua coalizione? Si può allargare ancora in vista delle prossime amministrative? A destra? A sinistra? Verso Sinistra Civica? Articolo 1? I 5 Stelle? Insieme per Settimo? Si può ricucire la spaccatura interna al centro sinistra del 2019?
La mia maggioranza è solida. Alle amministrative mancano tre anni e non è tempo per parlare di alleanze e coalizioni. Come ho detto molte volte, per noi le coalizioni si fanno sui valori e sulle proposte.
Le partecipate? Ne chiuderai qualcuna? Riuscirai a risparmiare un po?
Perché dovrei chiudere le partecipate? Dopo anni quasi tutte chiudono in pareggio, alcune persino in utile, e su questo stiamo lavorando perché ritengo che non sia affatto necessario che una società che gestisce rifiuti chiuda in utile, preferisco che quell’utile sia reinvestito a favore dei cittadini e della qualità del servizio. E stiamo lavorando sulla loro riorganizzazione interna, per migliorare alcuni aspetti in efficienza.
Se ne parla spesso. Cosa vuoi fare da grande? Proverai a fare il Sindaco per 10 anni oppure dopo il primo mandato tenterai altre strade? Parlamento, Regione…
Ho già risposto altre volte a questa domanda: se la maggioranza mi sosterrà, mi presenterò alle prossime elezioni e i cittadini decideranno se io meriti di continuare a fare il sindaco oppure se ci siano altre persone più meritevoli. È la democrazia.
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