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SETTIMO TORINESE. Area Bordina, i costruttori dichiarano guerra al Comune

SETTIMO TORINESE. Area Bordina, i costruttori dichiarano guerra al Comune

L'area della Bordina

Per l’area della Bordina si va in Tribunale. I costruttori, qualche giorno fa, hanno presentato un ricorso contro il Comune di Settimo Torinese. Rischia, dunque, di bloccarsi il percorso per la realizzazione delle torri alla Bordina. Incastrato in un processo di anni e anni che vedrà di fronte i costruttori e l’amministrazione comunale. È questo quanto emerso negli ultimi giorni. Tutto era partito, a dicembre, con il passaggio in consiglio comunale delle ultime modifiche alla variante al piano. Da quel momento, tutti hanno avuto la possibilità di proporre le proprie osservazioni. Le più incisive, però, sono arrivate proprio dai costruttori, la Immobiliari Sanzio Srl, che hanno tentato di stravolgere il progetto. Osservazioni che puntavano a minare il percorso fatto fino ad oggi, c’era la richiesta di un nuovo innalzamento a 15 piani degli edifici, osservazioni sulla parte delle norme attuative e una sulla convenzione che quindi non potevano essere accolte. Allo stesso tempo, a fine marzo, gli osservanti esplicitavano che qualora queste osservazioni non fossero state accolte in modo totale o parziale si sarebbero riservati ogni più ampia forma di tutela detto in altro modo. Detto fatto, i costruttori si sono rivolti ai giudici. Nei giorni scorsi la società proprietaria dell’area HT6 (fra il parco Berlinguer e via Raffaello Sanzio), ha presentato ricorso al Tar contro la variante al piano regolatore approvata nell’ultimo Consiglio comunale di fine marzo. I costruttori si oppongono alle richieste di mitigazione ambientale richieste dal Comune e chiedono di tornare alla soluzione precedente, che prevedeva la realizzazione di tre torri da 15 piani su un terreno vergine nei pressi dell’ex cascina Bordina. “Sin dall’inizio del mandato ci siamo impegnati per migliorare il progetto iniziale, ereditato dal 2013, in favore di un minor consumo di suolo e di una minor compromissione del territorio – commenta la sindaca Elena Piastra – Siamo partiti dalle 3 torri di 15 piani per arrivare a due opzioni molto meno impattanti, tutte inferiori in termini di cubatura”. Le due soluzioni, una delle quali prevedeva la realizzazione di un’unica torre e di una RSA, sono state approvate in variante nell’ultimo Consiglio comunale. “L’obiettivo, senza compromettere diritti e investimenti dei proprietari, è sempre stato realizzare un progetto migliorativo per la città – conclude la sindaca - Il ricorso al Tar aggiunge un capitolo a una vicenda già complessa, ma sono certa che la nostra azione, oltre che legittima, sia stata in piena coerenza con il mandato ricevuto dai cittadini che ci hanno dato fiducia e che, da subito, ci chiedevano di mitigare l’impatto di quell’intervento”. Secondo quanto si era già deciso a dicembre, infatti, i costruttori, avrebbero avuto due possibilità: realizzare un supermercato, una residenza per anziani (Rsa) da 4 piani e due torri da 12 piani, oppure costruire 3 torri da 12 piani e un supermercato.  Siamo nella zona verde di via Raffaello Sanzio, un tempo occupata dalla Cascina Bordina, è qui che, da anni, si discute della costruzione di tre torri secondo una piano particolareggiato già approvato da tempo che prevedeva, in principio, edifici da 15 piani (secondo quanto scritto nella delibera dell’allora sindaco Aldo Corgiat nel dicembre 2013).  Un progetto contrastato da Legambiente (con una raccolta firme) e finito anche al centro della passata campagna elettorale. Nel consiglio comunale di marzo il tema era tornato al centro della vicenda ma, viste le ultime evoluzioni, il prossimo appuntamento tra le parti (Comune e costruttori) sarà in tribunale. I costruttori vogliono tornare sull’ipotesi iniziale, torri da 15 piani, ma il Comune ha detto no: l’altezza massima dovrà essere di 12 piani.
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