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12 Aprile 2021 - 19:00
In foto, il dottor Claudio Viano
Venerdì 9 aprile alle ore 15,30 la salma del dottor Claudio Viano è giunta nel cimitero di San Mauro ed è stata accolta e circondata, lungo tutto il perimetro del campo delle tombe in terra, da tanti suoi figli, più giovani e più anziani di lui, tutti che si sono sentiti orfani di un medico che non era solo medico, ma era un amico che sapeva condividere le problematiche di ognuno.
Alcune testimonianze qui riportate sono solo la minima parte di quello che di lui, ogni suo paziente ed amico, vorrebbe testimoniare ma sono sufficienti per avere un quadro di come sia stato questo medico, di quanto abbia amato il prossimo e ne sia stato ricambiato, di quanto il dott Viano sia stato una bell’anima.
“Molto altruista, un’anima particolare, aveva sempre una parola buona, io ho ricevuto un grande supporto psicologico in questi miei ultimi anni difficili. Che fosse un no vax è una diceria”.
Un’altra paziente prosegue: “Ad ogni Natale acquistava un cappellino da Babbo Natale perché quel denaro andava in beneficienza. Fu medico dei miei genitori e ora lo era anche dei miei nipotini. È stato il classico medico di una volta, psicologo, non solo burocrate, era un medico che non aveva orari e rispondeva sempre al telefono o richiamava poco dopo”.
I ricordi arrivano anche da Castiglione: “Un medico così io e mia moglie non lo troveremo mai più, era di una correttezza inusuale, di una disponibilità estrema. Poco tempo fa mi trovavo davanti alla farmacia con il foglio delle dimissioni dall’ospedale sul quale c’erano delle prescrizioni mediche che dovevano però essere trascritte nel ricettario del medico di base. All’improvviso alla mia vista compare il dott. Viano, espongo il fatto e lui mi risponde: “Dove sta il problema?”. Si è diretto in studio e poco dopo mi ha consegnato la ricetta: era di sabato ed erano le 12,30”.
Un’altra signora ci espone le frasi che più frequentemente pronunciava durante una diagnosi: “Può essere” quando aveva dei dubbi, “Probabile” quando era quasi certo del suo pensiero. Trovare un medico così, che un ora prima era già in studio e non c’era bisogno d’iscriversi per la visita, sarà praticamente impossibile”. Un’altra testimonianza racconta Claudio Viano in altri suoi aspetti, come corrispondente di “Le Monde” e lo descrive uomo di grande umiltà benché di grande cultura e conoscitore della situazione geo politica mondiale, conosceva i governi di tutto il mondo. Ha sempre rispettato Ippocrate, parlava portoghese molto bene e sapeva anche recitare in portoghese. Era un bravo attore, un mattatore. “Penso - racconta un’altra paziente - che abbia colto il meglio della vita, questo ho recepito stando con lui nella stessa lista civica”.
Grande conoscitore dell’omeopatia la insegnava anche con scene teatrali. A Rocca di Arazzo (Monferrato) alcuni anni fa era stato allestito un veliero e su questa scenografia ha cercato di trasmettere ai suoi allievi l’importanza dell’omeopatia che ha studiato sui fondamenti posti da Samuel Hahnemann.
I ricordi più vivi, invece, sono quelli della dottoressa Elisabetta Bo, collaboratrice del dott. Viano. “Ho un bellissimo ricordo - racconta - del sodalizio umano ed artistico/teatrale con Claudio Viano, sodalizio nato nel 2013, poco dopo l’inaugurazione della neonata scuola di Omeopatia classica di Torino “Similia similibus” di cui eravamo entrambi docenti. Così sono nate le scenette, in cui Claudio ed io rappresentavamo persone che avevano bisogno di determinati rimedi omeopatici, con i loro sintomi mentali, emozionali e fisici. Sceneggiatura, regia, costumi e interpretazioni, tutto farina del nostro sacco. Tutto nato nella gioia di una scoppiettante e creativa amicizia. L’esperienza è decollata con rappresentazioni anche extra- scolastiche, di fronte a pubblici di amici o nell’ambito di cenacoli letterari, fino ad arrivare alla stesura di un vera opera teatrale di argomento molto accattivante, purtroppo non ancora rappresentata causa Covid. È stata un ‘esperienza esaltante, ma soprattutto ci siamo divertiti un mondo”.
La dottoressa Bo ha evidenziato gli aspetti gioiosi della vita che Claudio Viano non disdegnava e che un’altra signora conferma: “Un giorno durante un breve dialogo mi disse in piemontese che a lui bastava soffermarsi davanti ad una vetrina di formaggi per riuscire ad ingrassare di un chilo. L’ironia la dimostrò anche quando un paziente gli chiese consiglio riguardo al “Cammino di Santiago”. “Lo conosco bene. Io l’ho percorso in auto mentre mia moglie camminava. Ho degustato tutte le prelibatezze delle trattorie francesi e spagnole”. Questa era l’altro suo aspetto, quello di saper cogliere tutto il bello dalla vita.
È stato un omeopata che con passione ha cercato di trasmettere questa scienza alle nuove generazioni, è stato un medico che rimaneva tale anche quando si toglieva il camice per vivere altri momenti della vita, un medico che ora è andato ad allungare l’elenco dei medici morti per Covid, è stato un politico per amore della sua città.
Luisa Pilone
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