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29 Marzo 2021 - 14:22
Il semaforo all’incrocio tra Via Italia e Via Speranza fa circa 17 multe al giorno, più di 500 al mese e 6000 mila (nel 2020). Sono numeri da capogiro quelli dello strumento installato, a fine 2019, lungo la strada verso Settimo. Tanto per capirci: le multe che l’impianto di via Speranza fa in un mese sono le stesse che gli altri semafori con telecamera (via Roma, via Casale, all’incrocio con via Costituzione, e via Torino, all’incrocio con via Pescatori) fanno in un anno. Il tema è stato portato in consiglio comunale, lunedì sera, dalla consigliera del Partito Democratico, Maria Vallino.
“Nei giorni scorsi - racconta la capogruppo del Pd - ho fatto una richiesta di accesso agli atti, da questa risposta viene fuori una roba strana guardando ai numeri delle multe del 2020. Il semaforo di via Torino ne fa circa 350, ce ne sono poi 300 in via Casale, 500-600 in via Roma e 6 mila in via Speranza, forse c’è qualcosa che non va? Forse c’è qualche problema o di segnalazione o di altro. Senza contare che, ora, quando qualcuno fa ricorso vince pure. Passano tutti in via Speranza? Tutti quelli che non rispettano il semaforo rosso transitano da lì?”.
Una situazione che sta creando anche qualche disagio alla viabilità delle vie vicine. “Siccome viene l’ansia - prosegue Vallino - molte persone che devono passare da qui svicolano su via Settimo, forse è il caso di sistemare il traffico in via Settimo, mettere qualche dissuasore di velocità”.
Insomma, il semaforo all’incrocio tra Via Speranza e via Italia, nel corso dell’ultimo anno, ha mietuto tantissime vittime, o meglio, automobilisti che non hanno rispettato il codice della strada e sono passati con il rosso.
Sono tantissimi, però, gli automobilisti che, ancora oggi, continuano a lamentarsi.
Tantissimi, insomma, i cittadini che, per il momento, hanno collezionato più di 10 passaggi con il rosso e che, quindi, hanno ricevuto a casa la “letterina” con la multa e la decurtazione dei punti dalla patente.
Per la maggior parte, parliamo di automobilisti in marcia verso Settimo che utilizzano la corsia per girare a sinistra (con semaforo rosso) per proseguire diritto.
Un’azione che, nonostante il semaforo verde per andare dritto, non è consentita dal codice della strada. Detta in parole povere: se sei nella corsia per girare devi girare e non puoi andare dritto. In questo caso, però, più che il passaggio con rosso ci sarebbe il non rispetto della segnaletica orizzontale.
Negli ultimi tempi, poi, il semaforo è stato anche bersaglio dei ricorsi. Altri tre ricorsi accolti e altrettante multe sono state annullate qualche giorno fa.
In tutto, parliamo di 24 verbali annullati su un totale di 80 (una sessantina devono essere ancora discussi) ricorsi presentati dalla Globoconsumatori.
Tutto grazie all’azione portata vanti da Mario Gatto, presidente dell’associazione Globoconsumatori, associazione già protagonista di altre azioni “vincenti” in Italia contro altri impianti semaforici. Accanto a lui l’avvocato Alessandro Alfonzo, rappresentante della sede di Settimo dell’associazione.
Ricorsi accolti che fanno seguito ad altri che avevano seguito lo stesso percorso anche a settembre. In quel caso si parlava di una decina di multe divise in 4 ricorsi diversi, per un totale di circa 1500 euro di contravvenzione.
Nel ricorso accolto, tra le motivazioni dell’accoglimento scritte dal Giudice di Pace, si fa riferimento alla solita questione: la della mancanza della delibera di giunta che autorizzava l’apparecchio. Documento che manca e che, al momento, il Comune non ha mai fornito in nessuna udienza.
L’amministrazione, in ogni caso, ha da tempo di deciso di appellarsi contro tutte le sentenze e portare la disputa in tribunale.
Vallino, quindi, interviene anche su questo. “Ultimamente - conclude - abbiamo visto anche tanti ricorsi accolti dal Giudice di Pace, forse c’è qualcosa che non va, un problema di segnaletica, qualcosa da sistemare...”
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