E’ bastata una manciata di dichiarazioni del sindaco De Zuanne per accendere la campagna elettorale a Volpiano. «Se mi guardo indietro, vedo che molte delle cose presentate 5 anni fa poi le abbiamo fatte» aveva detto il primo cittadino pochi giorni fa dalle colonne de La Voce. Parole che proprio nessuno, tra i banchi della minoranza consiliare, è riuscito a digerire. E non le ha certo digerite Loredana Fulginiti che, calendario alla mano (il voto per le amministrative è previsto per il prossimo ottobre), ha tratto le sue conclusioni. «È già in campagna elettorale…».
Non sono dunque bastate le parole al miele di De Zuanne, sia nei confronti della propria squadra che nei confronti delle opposizioni - con i vari “tutti i miei ragazzi sono validi e preparati” e “sarebbe bello fare delle cose insieme (alle forze di minoranza, nDr)” - per far star buona tutta una fetta di emiciclo completamente esterrefatta di fronte al racconto del sindaco. «Si vede proprio che è già in campagna elettorale… - ribadisce Fulginiti -. È senz’altro vero che nell’ultimo anno, con tutta la questione legata alla pandemia, ci sono state meno polemiche. Ma se c’è stato più dialogo è solo perché noi ci siamo posti in maniera più distesa, per superare questa emergenza. Le promesse fatte 5 anni fa? Ho dato nuovamente un’occhiata al loro programma elettorale, e devo dire che bene o male hanno fatto ciò che avevano detto di voler fare, ma il punto è un altro: il modo in cui è stato realizzato il programma. Il sindaco si para un po’ troppo dietro alle leggi, spesso ama nascondersi dietro ad un ‘non si può fare punto e basta’. E poi, più di ogni altra cosa, è fondamentale andare a vedere a quali opere ha dato la priorità…».
E qui torna di moda la polemica inerente a Piazza Italia. Un mezzo fallimento, secondo la pentastellata. «È piena di problemi strutturali, è evidente – prosegue -. Vorrei che ci fosse una presa di coscienza, perché non è certo venuta bene».
Ma non c’è solo piazza Italia nella ‘lista nera’ degli interventi urbani più criticati dalle opposizioni. Proprio in tema di opere pubbliche, un’altra consigliera ha fatto la voce grossa nel parlamentino. Monica Camoletto non ha mai risparmiato nessuno, né il vicesindaco con deleghe ai Lavori Pubblici, Andrea Cisotto, né tantomeno il primo cittadino. «Qui si mascherano inefficienza e ritardi cronici, in alcuni settori, dietro la scusa del Covid… ma è il momento, è la battuta “modaiola”, perché da 20anni lo ascolto giustificare in modi rocamboleschi qualsiasi mancanza – replica al sindaco -. Sicuramente non risulta sappia assumersi le responsabilità delle oggettive problematiche riscontrate dai cittadini e delle attività produttive sul nostro territorio».
Insomma, dove De Zuanne afferma di aver sistemato, le minoranze vedono soltanto cocci. Una forbice troppo ampia tra realtà oggettiva e realtà percepita, due visioni diametralmente opposte di Volpiano. Che si tratti del solito gioco delle parti tra maggioranza e opposizione? Mariagrazia Bigliotto dice la sua. «Il nostro sindaco è un democristiano, quasi ecumenico – afferma -. È sempre molto diplomatico, per lui non è mai colpa di nessuno, dice di avere le mani legate perché fanno tutto le norme e gli uffici… quindi lui non ha responsabilità?! Prima tira in ballo la storia del patto di stabilità, poi la burocrazia, e gli uffici che devono valutare…ma allora che ci stiamo a fare qui?!».
L’invettiva della consigliera non si ferma. «Sul rapporto con le minoranze, è stato ancora più ecumenico…si aspettava una collaborazione da parte delle minoranze? Sono loro a non averla voluta, perché da parte nostra di gente che poteva collaborare ce n’era. Al ventesimo “no”, passa la voglia – conclude Bigliotto -. Rompo le scatole da anni sulla messa in sicurezza dell’incrocio tra via Provana e via Botta, tra le parti più pericolose del centro. La mia richiesta? Dei semplici paletti, in attesa di un progetto serio. Niente di tutto questo. Lo scoglio della burocrazia esiste, e lo sappiamo, ma questa è inedia, non c’è la volontà di programmare, attendono la manna dal cielo. Va fiero del “relamping”? Un termine altisonante, fa figo, ma parliamo di quattro luci. Anche qui, programmazione zero, dopotutto parliamo di un’opera di manutenzione ordinaria. E non abbiamo certo illuminato Times Square ma Volpiano…».
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