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OGLIANICO. “I soldi del Recovery Plan andrebbero investiti per potenziare la rete internet”

OGLIANICO. “I soldi del Recovery Plan andrebbero investiti per potenziare la rete internet”

Monica Vacha sindaca di Oglianico

Mentre al Governo ci si arrovella su come usare i 191 miliardi di fondi UE, con il Piano di ripresa e resilienza (Pnrr) inchiavardato al Ministero del Tesoro, a Oglianico — comune di soli 1500 abitanti — il sindaco Monica Vacha lancia una proposta.

«E se parte del Recovery Found venisse utilizzata per potenziare la rete Internet nei piccoli comuni  che sono costretti a fare i conti con la didattica a distanza e con una connessione ADSL particolarmente debole?»

Il sindaco lancia una sfida che merita dieci minuti di applausi.

E mentre la task force di Conte viene esiliata da Palazzo Chigi e quella di Draghi trova la propria dimora al Tesoro, e nel mentre — giorno dopo giorno —  si assiste al suo incremento con la convocazione di centinaia di figure tecniche in grado di supervisionare l’attuazione del Pcrr, gestirne i flussi finanziari, controllare la spesa e fare da garante con Bruxelles, dal piccolo comune canavesano, a filo di voce si solleva il timido ma accorato suggerimento del primo cittadino.

La terza ondata pandemica ci ha posti di fronte a una verità che molti avrebbero preferito continuare a negare: la DAD non è più uno strumento temporaneo, bensì il presente e il futuro dei nostri bambini e ragazzi. Una soluzione a lungo termine, purtroppo. Soluzione che, ad oggi, fa acqua da tutte le parti. Soprattutto nei piccoli comuni dove non è ancora arrivata la fibra e la linea Internet risulta debole e poco affidabile. 

«Si pensi al caso di una famiglia con due figli in DAD - chiarisce Vacha -. Entrambi connessi in videoconferenza su pc separati ma che utilizzano la stessa linea ADSL. Di lì a poco questa inizia a dare i primi segnali di malfunzionamento dovuti all’impossibilità di trasferire l’enorme quantità di dati».

E se alla Didattica A Distanza aggiungiamo lo Smart Working? Il crash down è dietro l’angolo.

«A mio avviso, occorrerebbe procedere su due fronti. Da un lato potenziare la linea Internet e dall’altro dare assistenza alle famiglie con madri e padri lavoratori, che si ritrovano i figli a casa e non sanno come gestire la situazione - prosegue la sindaca -. Oltretutto affidarli ai nonni non è una soluzione funzionale, soprattutto per quanto riguarda i bambini della scuola primaria che necessitano di una costante supervisione di un adulto e che spesso gli anziani non riescono a garantire».

E mentre Daniele Franco, il tecnico a cui Mario Draghi ha affidato la revisione del piano ereditato da Conte tenta di spiegare con toni quasi fantasiosi il ricorso alla consulenza di McKinsey&C — società internazionale che grazie a un prestigioso think tank su temi di business ed economia offre consulenza manageriale — ha affermato che «le strutture pubbliche hanno spesso bisogno di input specialistici su determinati lavori, come ad esempio la presentazione di slide», una giovane sindaca, di un piccolissimo comune canavesano, è giunta a una soluzione efficace senza alcun bisogno di consulenze esterne strapagate ed elitarie.

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