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15 Marzo 2021 - 15:25
Monica Vacha sindaca di Oglianico
Mentre al Governo ci si arrovella su come usare i 191 miliardi di fondi UE, con il Piano di ripresa e resilienza (Pnrr) inchiavardato al Ministero del Tesoro, a Oglianico — comune di soli 1500 abitanti — il sindaco Monica Vacha lancia una proposta.
«E se parte del Recovery Found venisse utilizzata per potenziare la rete Internet nei piccoli comuni che sono costretti a fare i conti con la didattica a distanza e con una connessione ADSL particolarmente debole?»
Il sindaco lancia una sfida che merita dieci minuti di applausi.
E mentre la task force di Conte viene esiliata da Palazzo Chigi e quella di Draghi trova la propria dimora al Tesoro, e nel mentre — giorno dopo giorno — si assiste al suo incremento con la convocazione di centinaia di figure tecniche in grado di supervisionare l’attuazione del Pcrr, gestirne i flussi finanziari, controllare la spesa e fare da garante con Bruxelles, dal piccolo comune canavesano, a filo di voce si solleva il timido ma accorato suggerimento del primo cittadino.
La terza ondata pandemica ci ha posti di fronte a una verità che molti avrebbero preferito continuare a negare: la DAD non è più uno strumento temporaneo, bensì il presente e il futuro dei nostri bambini e ragazzi. Una soluzione a lungo termine, purtroppo. Soluzione che, ad oggi, fa acqua da tutte le parti. Soprattutto nei piccoli comuni dove non è ancora arrivata la fibra e la linea Internet risulta debole e poco affidabile.
«Si pensi al caso di una famiglia con due figli in DAD - chiarisce Vacha -. Entrambi connessi in videoconferenza su pc separati ma che utilizzano la stessa linea ADSL. Di lì a poco questa inizia a dare i primi segnali di malfunzionamento dovuti all’impossibilità di trasferire l’enorme quantità di dati».
E se alla Didattica A Distanza aggiungiamo lo Smart Working? Il crash down è dietro l’angolo.
«A mio avviso, occorrerebbe procedere su due fronti. Da un lato potenziare la linea Internet e dall’altro dare assistenza alle famiglie con madri e padri lavoratori, che si ritrovano i figli a casa e non sanno come gestire la situazione - prosegue la sindaca -. Oltretutto affidarli ai nonni non è una soluzione funzionale, soprattutto per quanto riguarda i bambini della scuola primaria che necessitano di una costante supervisione di un adulto e che spesso gli anziani non riescono a garantire».
E mentre Daniele Franco, il tecnico a cui Mario Draghi ha affidato la revisione del piano ereditato da Conte tenta di spiegare con toni quasi fantasiosi il ricorso alla consulenza di McKinsey&C — società internazionale che grazie a un prestigioso think tank su temi di business ed economia offre consulenza manageriale — ha affermato che «le strutture pubbliche hanno spesso bisogno di input specialistici su determinati lavori, come ad esempio la presentazione di slide», una giovane sindaca, di un piccolissimo comune canavesano, è giunta a una soluzione efficace senza alcun bisogno di consulenze esterne strapagate ed elitarie.
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