Da sinistra a destra Battegazzorre, Broglio, Guarini, Bottino, Corsini. Ecco il nuovo cda di Guelpa
La scorsa settimana si è insediato il nuovo cda della Fondazione Guelpa. Al tavolo, insieme al presidente Roberto Battegazzorre, si sono seduti Giacomo Bottino, Daniela Broglio, Bartolomeo Corsini e Giancarlo Guarini (unico rimasto del vecchio cda).
“Il nuovo cda - commenta Battegazzorre -ha un profilo diverso rispetto al precedente che aveva una spiccata competenza amministrativa. Oggi esprime una forte capacità progettuale nel mondo della cultura. Corsini, Broglio e Bottino sono contigui l’uno all’altro. Con loro si comincerà a ragionare sul futuro della Fondazione che non potrà più essere di semplice amministratore di fondi. Quel che si dovrà capire è la nostra capacità di autofinanziarci, generando risorse. Su questo c’è già stata una risposta positiva della politica...”.
L’altra notizie è che è stato attivato un tavolo tecnico per cominciare a ragionare su piazza Ottinetti come “piazza del sapere” e sul “polo culturale” intorno alla Biblioteca, al Museo e all’archivio storico. Tra i partecipanti anche, il professor universitario Maurizio Vivarelli, il presidente dell’Osservatrio culturale del Piemonte Luca Dal Pozzolo e il direttore del Polo del 900 Alessandro Bollo.“Con loro - racconta Battegazzorre - abbiamo visitato alcune biblioteche e qualche museo. In chiusura del tavolo tecnico è stato poi prodotto un documento. Più che arrivare a prendere una decisione fornisce delle opzioni che saranno discusse e valutate con l’Amministrazione comunale. Siamo ancora propensi ad un concorso di idee, ma è meglio impostarlo con delle linee guida chiare per un progetto basato sulle risorse, sugli spazi e sulle finalità...”.
Dalla biblioteca con soli libri ad un luogo in cui i libri si scelgono in un catalogo virtuale e gli spazi diventano spazi di aggregazione, giovanile e non solo. Magari con il bar e il lounge bar, con le postazioni internet, con l’area per i giochi di società, con la web radio, con gli incontri letterari, con la sala musica e tanto altro.
Un sogno? Macchè! Una biblioteca così l’hanno realizzataa Settimo Torinese e funziona che è una meraviglia.
“Tutto dipenderà da ruolo che avrà la Fondazione .... Di sicuro a Ivrea di libri sugli scaffali ce ne sono troppi e molti stan lì da anni e nessuno li consulta ” passa e chiude Battegazzore.
l.l.m.
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